«Electrolux, per Cerreto partita non chiusa:
prima della reindustrializzazione va tenuto
integro il patrimonio umano e professionale»

E’ LA RIFLESSIONE del sindaco David Grillini che ha seguito il confronto al tavolo ministeriale. «L’accordo siglato è un passo avanti ma prevede che le uscite siano accompagnate da una valutazione delle esigenze tecnico-organizzative e produttive. Nnon si può consentire che un numero troppo elevato di lavoratori lasci lo stabilimento mettendo a rischio la capacità di continuare a produrre. Senza lavoratori, competenze e capacità produttiva non può esserci una vera ripartenza industriale»

Anche il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini (secondo da destra) era presente al Mimit

«Si è conclusa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una trattativa estremamente complessa sulla vertenza Electrolux, che ha portato alla definizione di un accordo raggiunto dopo un confronto ad oltranza, proseguito per due giorni consecutivi. Per Cerreto un risultato importante, ma restano alcune preoccupazioni sul futuro». Sono le parole a caldo del sindaco David Grillini.

Il primo cittadino di Cerreto d’Esi, che ha partecipato ai lavori al Mimit ricorda che le ultime «sono state ore intense, nelle quali sindacati e azienda hanno lavorato per avvicinare posizioni inizialmente distanti, cercando di limare le rispettive richieste e individuare un punto di equilibrio che consentisse di affrontare una delle crisi industriali più delicate degli ultimi anni, con ricadute importanti per tanti lavoratori e per interi territori. L’accordo rappresenta un passaggio importante perché mette al centro la continuità delle attività lavorative e produttive, la tutela dei lavoratori e soprattutto la prospettiva di una reindustrializzazione per Cerreto d’Esi al di fuori del perimetro Electrolux» sottolinea in un comunicato Grillini.

Un presidio dei lavoratori Electrolux davanti al Mimit

Un principio fondamentale è quello di garantire il mantenimento dell’attuale produzione durante tutta la fase di transizione, fino al subentro di una soluzione industriale alternativa, evitando che lo stabilimento venga progressivamente svuotato prima che sia individuato un nuovo soggetto industriale. «Un aspetto sul quale si è insistito molto. – rimarca il primo cittadino cerretano – L’accordo prevede inoltre il rinnovo, entro il mese di novembre, del contratto di solidarietà difensiva, con un utilizzo massimo dell’ammortizzatore sociale al 40%, percentuale che potrà essere ridotta in funzione delle eventuali uscite e delle esigenze tecnico-organizzative. È inoltre previsto un programma di incentivazione all’esodo rivolto a operai, impiegati e quadri, attraverso procedure non oppositive, con l’obiettivo di accompagnare le eventuali uscite volontarie».

Electrolux, il ministro Adolfo Urso alla firma dell’accordo per Electrolux, avvenuta la scorsa notte

Proprio su quest’ultimo aspetto il sindaco Grillini vuole però esprimere una riflessione. «L’accordo prevede che le uscite siano accompagnate da una valutazione delle esigenze tecnico-organizzative e produttive. Si tratta di un aspetto fondamentale, perché non si può consentire che un numero troppo elevato di lavoratori lasci lo stabilimento mettendo a rischio la capacità di continuare a produrre e, soprattutto, di affrontare un futuro percorso di reindustrializzazione. Il mio dubbio, tuttavia, rimane. Se il numero delle uscite volontarie dovesse in qualche maniera essere particolarmente elevato, il rischio sarebbe quello di ritrovarsi con una struttura non più in grado di garantire gli attuali livelli produttivi per mancanza di personale e professionalità. – evidenzia – Questa preoccupazione è ancora più significativa per una caratteristica particolare del nostro stabilimento: su circa 150 dipendenti, circa 70 sono impiegati. Una composizione dell’organico piuttosto sbilanciata rispetto alla componente operaia, che potrebbe rappresentare un elemento di criticità nel momento in cui si dovesse concretizzare un processo di reindustrializzazione».

Adolfo Urso

Per il sindaco «un eventuale nuovo investitore, infatti, dovrà trovare uno stabilimento con competenze, professionalità e una struttura organizzativa adeguata a sostenere una nuova attività industriale. Il rischio è che, se le uscite dovessero incidere troppo su determinate figure professionali, si possa indebolire proprio quel patrimonio di competenze che dovrebbe costituire la base per ripartire. Un altro elemento importante dell’accordo riguarda direttamente il percorso di reindustrializzazione. – prosegue David Grillini – Electrolux si impegna ad attivare un advisor esterno, incaricato di ricercare e verificare possibili nuovi investitori, sostenendo così una transizione ordinata verso un nuovo progetto industriale. Parallelamente, anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in accordo con l’azienda e la Regione, si impegna a promuovere ulteriori attività di scouting per individuare un valido soggetto reindustrializzatore. È importante anche l’impegno assunto dal Ministero del Lavoro a promuovere le azioni necessarie per sostenere questo percorso, con particolare riferimento alla disponibilità di ammortizzatori sociali più adeguati, anche in deroga. Un ulteriore elemento di rilievo è l’attivazione di un tavolo nazionale dedicato alla reindustrializzazione, al quale parteciperanno le istituzioni nazionali e regionali. La prima convocazione è prevista entro marzo 2027, con successive riunioni a cadenza trimestrale, con la finalità di accompagnare e monitorare il percorso e arrivare a un’intesa. Sarà uno strumento importante per mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla vertenza, verificare l’avanzamento delle attività di ricerca di nuovi investitori e valutare le possibili soluzioni per garantire continuità produttiva e occupazionale agli stabilimenti coinvolti».

La manifestazione della scorsa estate davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi

Il sindaco di Cerreto d’Esi conclude mettendo in rilievo di non voler «certamente mettere in discussione il valore dell’accordo raggiunto, né sottovalutare il lavoro enorme svolto in queste ore dalle organizzazioni sindacali, dall’azienda e dal Ministero. Al contrario, credo che il risultato raggiunto sia importante e rappresenti un punto di partenza indispensabile. Ma è giusto anche non nascondere le criticità e guardare con attenzione a ciò che accadrà nei prossimi mesi. Per Cerreto d’Esi la partita non è ancora conclusa. L’obiettivo deve essere quello di arrivare alla reindustrializzazione mantenendo integro il più possibile il patrimonio umano e professionale dello stabilimento, perché senza lavoratori, competenze e capacità produttiva non può esserci una vera ripartenza industriale. L’accordo è un passo avanti. La vera sfida, da domani, sarà trasformare questo accordo in una nuova prospettiva di lavoro e di futuro per Cerreto d’Esi e per tutte le famiglie coinvolte».

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