Interrogatorio rinviato per Intermesoli
«La procura ha depositato nuovi elementi,
ci siamo opposti»

Andrea Intermesoli
di Alessandro Luzi
Rinviato di una settimana l’interrogatorio preventivo dell’imprenditore Andrea Intermesoli, indagato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Ancona sulla ricostruzione post sisma. Oggi il 58enne maceratese, difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi, è comparso davanti al gip Sonia Piermartini del tribunale di Ancona per l’interrogatorio preventivo che è stato rinviato all’11 novembre.

L’avvocato Paolo Giustozzi
Il legale ha fatto sapere che «la procura ha depositato nuovi elementi a cui ci siamo opposti perché riteniamo che non sia ammissibile. Il mio assistito esprime fiducia nell’operato del giudice e confida nella valutazione serena delle proprie difese. Escludiamo il suo coinvolgimento nei fatti dell’inchiesta». Sull’imprenditore pende la richiesta di custodia cautelare in carcere.
L’imprenditore edile rientra nell’inchiesta per la vicenda legata al cantiere dell’ex Monachette di Macerata. Il 58enne, socio della Avinstas srl (precedentemente proprietaria dell’ex convento), è accusato di turbativa d’asta.
Secondo gli inquirenti avrebbe proposto a Crucianelli di attivarsi per assicurargli il buon esito della gara pubblica per l’aggiudicazione dei “lavori di restauro e risanamento conservativo”: gara indetta dall’Erdis Marche per il recupero della struttura e per l’adattamento a studentato. Per l’affidamento sarebbero emersi degli accordi tra Intermesoli e Cervigni riguardo sia la gara d’appalto in corso, sia quella precedente (da novembre 2021 fino all’autorizzazione dell’acquisto a gennaio 2024).

Il cantiere all’ex Monachette
Gli accordi avrebbero riguardato la compravendita dell’immobile tra Erdis Marche e la società Avinstas della famiglia Intermesoli.
Nella vicenda dell’ex Monachette compare anche Michele Pompili, 49 anni, di Fano. Anche per lui l’interrogatorio preventivo è stato rinviato. Pompili deve rispondere di turbativa d’asta e corruzione. Secondo l’accusa nel ruolo di dirigente dell’Area tecnica di Erdis Marche e responsabile unico del procedimento per la ricerca di un immobile da destinare a studentato, avrebbe concorso con Fabio Pistarelli, Antonio Cervigni, Antonio Ezechielli e Andrea Intermesoli a condizionare la procedura di acquisto dell’ex monastero. Pistarelli, Cervigni ed Ezechielli, tutti e tre arrestati, definiti “cricca” dagli inquirenti, avrebbero costituito «una vera e propria società, solo momentaneamente silente nell’attesa di un ulteriore incarico politico di Pistarelli».
Secondo le indagini Pompili avrebbe accettato la promessa formulata da Antonio Cervigni di promuovere la sua nomina a cariche dirigenziali di maggior rilievo, quale prossimo direttore generale dell’Erdis Marche, con l’appoggio di Fabio Pistarelli.

Oggi erano fissati gli interrogatori preventivi di altri tre indagati: Pasqualino Allocco e i fratelli Giovanni e Francesco Pighi, entrambi di Modena. Sono stati tutti rinviati alla settimana prossima.
Erano già stati sentiti dal gip il costruttore Enrico Crucianelli, l’avvocato Fabio Pistarelli (ex capo di gabinetto del presidente delle Marche Francesco Acquaroli) e l’imprenditore Antonio Ezechielli. A tutti è stata applicata la custodia cautelare in carcere e nell’interrogatorio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Articoli correlati
Torna alla home page









































