Spinte e ceffoni a bambini disabili,
condannate due maestre

ANCONA - A una è stata inflitta una pena di un mese di reclusione, all'altra di tre mesi. Erano finite a giudizio con l'accusa di maltrattamenti su minori, ma il giudice ha derubricato il reato in abuso dei mezzi di correzione. Sotto la lente della procura era finito il comportamento tenuto dalle due durante l'anno scolastico 2014-2015 all'interno della scuola speciale di Falconara

Il tribunale

 

Da maltrattamenti in famiglia all’abuso dei mezzi di correzione. Dalla richiesta di pene che avevano toccato i due anni di reclusione a una condanna soft. Si è concluso con un declassamento della tesi avanzata dalla procura il processo che aveva portato sul banco degli imputati due maestre, una senigalliese di 61 anni e un’anconetana di 60, accusate di maltrattamenti fisici e morali nei confronti di quattro disabili minorenni, nell’anno scolastico 2014-2015 tutti studenti della scuola primaria speciale legata all’Istituto Comprensivo Falconara Centro e ospitata all’interno del Centro di Riabilitazione Don Gnocchi. Per la 61enne, il pm Ruggiero Dicuonzo aveva chiesto due anni e tre mesi di reclusione. Per l’ex collega, due anni. Il giudice Paolo Giombetti ha derubricato il reato contestato inizialmente in abuso dei mezzi di correzione e ha condannato la maestra più anziana a tre mesi. All’altra è stata inflitta una pena di un mese. Tutto stravolto dunque. Alla fine, anche se ancora non si conoscono le motivazioni della sentenza, deve aver pagato la tesi difensiva delle docenti secondo cui   l’atteggiamento verso i disabili non sarebbe stato mai connotato da violenza, ma dalla volontà di stimolare i minori con metodi educativi stabiliti da un’equipe del centro. L’indagine, portata avanti dai carabinieri della Tenenza di Falconara, era partita dall’ex preside dell’Istituto Comprensivo dopo la segnalazione di un’ex collega delle imputate. L’inchiesta era andata avanti per mesi, servendosi sopratutto delle immagini delle telecamere installate dai militari nelle aule della scuola. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, le docenti avrebbero più volte abusato dei bambini, tra schiaffi, spintoni e insulti. La procura aveva anche contestato le precarie condizioni igieniche in cui le due avrebbero lasciato i disabili. Le testimonianze che si sono succedute all’interno del processo, però, non hanno delineato un quadro netto della situazione. Se qualcuno ha riferito di aver visto le due tirare uno schiaffo a un alunno senza motivo, altri hanno invece difeso le imputate, parlando di “necessarie azioni di contenimento” per far fronte ai comportamenti, talvolta autolesionistici, dei disabili. Le parti civili erano cinque: la fondazione Don Gnocchi e le quattro famiglie delle presunte vittime. I risarcimenti concessi vanno dai 1500 ai 4 mila euro. La somma maggiore andrà a una famiglia della Vallesina, rappresentata dall’avvocato Andrea Rossolini. Le imputate erano difese dai legali Elisabetta Candi, Valeria Magnani, Piergiovanni Cicconi Massi e Simone Trombetti.

 

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