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Edilizia e manifattura
ancora in crisi,
aprono solo le aziende innovative

ANALISI - I dati Movimprese elaborati da Cna e Cgia indicano come cambiano le aziende. Male le attività edili, il calzaturiero e il metalmeccanico, aumentano agriturismi, bed and breakfast, servizi di alloggio e ristorazione, consulenti aziendali, servizi alle imprese e alle persone, aziende informatiche e di comunicazione
mercoledì 1 febbraio 2017 - Ore 19:09
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Continua la serrata delle imprese dovuta alla crisi, la provincia di Ancona ha perso altre 185 attività nell’ultimo anno. Nella bilancia tra chi apre e chi chiude, il saldo resta negativo: hanno avviato l’attività in 2.625, sono andate in liquidazione 2.810 aziende, su un totale di 46.524 società registrate alla Camera di Commercio.

Se si allarga lo sguardo al resto della regione non va meglio: tra gennaio e dicembre hanno cessato l’attività 10.770 imprese e hanno aperto i battenti in 9.515, con un saldo negativo di 1.255 unità, in controtendenza rispetto al dato positivo nazionale. Il conto più pesante nelle Marche lo hanno pagato le imprese artigiane (-1.091) , quelle agricole (-632) edili (-526) e quelle del piccolo commercio (-355). Nel manifatturiero sono scomparse 180 imprese. Questa la fotografia scattata dai dati Movimprese elaborati dai Centri Studi Cna e Confartigianato Marche. Segno più invece per le imprese moderne e innovative. Si rafforzano le attività legate ai servizi più avanzati quali i servizi di informazione e comunicazione (+72 imprese), le attività finanziarie e assicurative (+18), le attività professionali e di consulenza (+53), quelle per servizi alle imprese ( +78 imprese), le attività artistiche e sportive (+20), i servizi della sanità e altri servizi sociali (+33 ).

Più agriturismi, bed and breakfast, servizi di alloggio e ristorazione, consulenti aziendali, servizi alle imprese e alle persone, aziende informatiche e di comunicazione. Meno imprese edili, agricole, calzaturiere e metalmeccaniche. Insomma perdono colpi i settori maturi e crescono le nuove professioni e le aziende innovative del terziario.

“Nelle Marche” affermano i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Valdimiro Belvederesi “crescono inoltre, le attività dei servizi legati alla ristorazione e al turismo (+55) a conferma dell’esistenza di una diffusa e crescente capacità di valorizzare il territorio e la sua cultura. Inoltre un forte contributo lo hanno dato i giovani imprenditori. Infatti un’impresa su dieci è stata avviata da under 35. Per i prossimi mesi pensiamo ad un rilancio delle attività edili, legato alla fase di ricostruzione delle aree colpite dal terremoto e riteniamo che occorra puntare con forza alle politiche di sostegno all’artigianato e alle piccole imprese che sono quelle in maggiore difficoltà. Sostegno al credito, all’internazionalzzazione e all’innovazione ma anche tutela del made in Italy e semplificazione burocratica”.
Il processo di ammodernamento e riorganizzazione del tessuto di imprese della regione traspare anche dal ruolo crescente delle forme giuridiche più innovative, come quelle delle società di capitali che aumentano di 1.087 unità mentre continuano a diminuire le imprese individuali (-1.835).
Disaggregando i dati sul territorio si registra un crollo del numero delle imprese nel fermano (-624) seguito dal maceratese (-218). Male anche Pesaro Urbino (-201) e Ancona (-185). Infine Ascoli Piceno perde solo 27 aziende.

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