Piano salvezza Conerobus, al voto
dell’aula la proposta di incrementare
la partecipazione dei capitali privati
Piano di ristrutturazione di Conerobus, approderanno in Consiglio comunale giovedì prossimo, 4 giugno, le proposte di delibera che introducono modifiche allo statuto aziendale e che permetteranno di corroborare la compagine sociale con l’ingresso di nuovi capitali privati. Un’operazione che aiuterà a superare la fase più delicata del risanamento dei conti dell’azienda, gestore del Tpl ad Ancona e provincia. Conerobus, è risaputo, ha intrapreso un percorso di composizione negoziata della crisi che richiede ora un necessario rafforzamento patrimoniale per garantire continuità al servizio. Il piano strategico, approvato a fine maggio della Giunta comunale, prevede modifiche statutarie per trasformare la gestione della società in un modello più robusto ed adesso passa al vaglio dell’aula consiliare. L’avvio di un aumento di capitale sociale rivolto al mercato, permetterà di incrementare la partecipazione dei privati fino a una quota del 49%, diversificando le fonti di finanziamento e aumentando la stabilità dell’impresa.
Non si parla però di un’apertura indiscriminata del capitale societario perché la procedura selettiva sarà riservata solo a «operatori economici in possesso del necessario know how in materia di mobilità»e con comprovata esperienza nel settore del trasporto pubblico locale, evidenzia la proposta di delibera consiliare. Un requisito fondamentale per il nuovo socio inoltre sarà l’impegno a erogare risorse immediate sotto forma di finanziamento, e «che sia disposto al maggiore investimento nell’ottica del risanamento dell’azienda oltre che della più efficiente erogazione del servizio alla collettività». Per il comune di Ancona, socio di maggioranza relativa di Conerobus, il piano è considerato strategico per tutelare il valore della propria partecipazione «quale componente patrimoniale» ma soprattutto perché «all’azienda consente di innalzare gli standard di qualità e di erogare un servizio più rispondente alle esigenze dell’utenza».
Altro aspetto determinante riguarda il beneficio per le casse comunali perché un corretto risanamento aziendale consentirebbe al Comune di disporre dello «svincolo delle risorse in parte corrente accantonate a fondo perdite», che potrebbero essere riallocate e destinate ad altri servizi e obiettivi per la città. L’attuazione dell’aumento di capitale resta comunque legata alla definizione dei bilanci consolidati. Tutta l’operazione sarà infatti «concretamente realizzabile solo all’esito della definizione dei dati di bilancio consuntivo 2025, nonché di una situazione economico finanziaria più possibile aggiornata relativa all’esercizio 2026». In una fase successiva, spetterà poi di nuovo al Consiglio comunale definire e individuare «gli importi relativi al futuro valore della quota di partecipazione comunale, nonché del valore dell’importo a base dell’asta, trattandosi di cifre condizionate dall’approvazione dei documenti contabili societari».
(Redazione CA)
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