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“Reagire, non più resistere”
Boccia carica gli industriali di Ancona

ECONOMIA - Il presidente di Confindustria a Jesi per l'assemblea provinciale. L'incitamento del leader anche alle località colpite dal sisma: "Tratteniamo i giovani sul territorio, a fare impresa. Confindustria c'è". E lancia il fondo di solidarietà interno. L'affondo di Claudio Schiavoni contro tassazione e infrastrutture locali. Poi l'appello alla unificazione delle territoriali. Presentato lo studio sul sentiment dell'imprenditore marchigiano: provato e depresso
martedì 21 febbraio 2017 - Ore 21:01
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La tensostruttura della Clabo di Jesi gremita per l’assemblea pubblica di Confindustria Ancona

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

 

di Agnese Carnevali

Reagire e non più resistere. E trattenere i giovani sul territorio, a fare impresa, affinché contribuiscano allo sviluppo del Paese. Un’esortazione per le Marche, e non solo. Lanciata dalle Marche, sì, ma rivolta anche a tutta Italia, dal presidente degli Industriali, Vincenzo Boccia, a Jesi, alla Clabo Spa di Roberto Bocchini, per la 71esima assemblea pubblica di Confindustria Ancona. Un appuntamento che quest’anno sembra segnare anche il passaggio alla futura organizzazione dell’associazione. E Ancona sembra già aver superato il momento, proiettata alla dimensione regionale e non più chiusa su quella provinciale. Non a caso, l’indagine commissionata al professor Daniele Marini, dell’Università di Padova “Imprenditori in movimento” guarda all’intera imprenditoria marchigiana. Fiaccata, sfiduciata, ripiegata in se stessa. Il quadro che ne emerge. Di qui la scrollata di Boccia. «Il sondaggio è chiaro ed è lo specchio del Paese, non solo delle Marche – commenta Boccia -. Questo ci dice che dobbiamo passare dalla capacità di resistere alla capacità di reagire. Dobbiamo essere competitivi nelle fabbriche, guardare ai nuovi mercati. Siamo ad una svolta epocale. Prima dovevamo essere eccellenti solo nel prodotto, ora dobbiamo esserlo in tutti gli aspetti che riguardano un’impresa». Poi l’affondo alla politica. «Non parlare solo di legge elettorale, ma avere una seria politica industriale aiuterebbe. La politica potrebbe fare molto per risolvere criticità come la crescita, il debito, il deficit. E poi – continua – dobbiamo lavorare per trattenere le nostre imprese e i nostri giovani sul territorio». Anche e soprattutto nelle Marche, in questa terra ferita dal terremoto. «Non è un caso – sottolinea il presidente – se siamo voluti essere all’inaugurazione dell’anno accademico a Camerino e firmato un protocollo con l’Università. È un messaggio che abbiamo voluto mandare ai giovani, Confindustria c’è, non allontanatevi. Lo dimostriamo anche con i fatti». I fatti: la costituzione di un fondo di solidarietà a carattere interno del quale l’80% delle risorse andrà alle imprese danneggiate dal territorio, il restante 20 alle attività culturali.

IL PRESIDENTE DI ANCONA SCHIAVONI CONTRO TASSAZIONE E INFRASTRUTTURE LOCALI 

L’intervento del presidente degli industriali di Ancona, Claudio Schiavoni

Entra nel dettaglio delle difficoltà locali che contribuiscono a creare quel sentiment di negatività degli imprenditori emerso dalla ricerca, il presidente della territoriale di Ancona, Claudio Schiavoni, nella sua relazione. I cappi che stringono di più, la tassazione e le infrastrutture. «Ci sono ancora amministratori locali che vedono nell’industria un problema, che usano la leva dei tributi locali per recuperare risorse». Il riferimento è tutto per il caso del Comune di Senigallia. Il capoluogo, invece, nel mirino per le infrastrutture. «Amarezza per il fallimento dell’Uscita Ovest e non abbiamo gioito per il protocollo sul Lungomare Nord». Poi le sfide per la digitalizzazione delle imprese, con i progetti di Industria 4.0, la formazione e la Cittadella delle tecnologie a Jesi. All’orizzonte, molto prossimo, il progetto di unificazione delle territoriali e la nascita di un organismo regionale. «Ad oggi c’è un documento – spiega Schiavoni – firmato dalle territoriali di Ancona, Pesaro ed Urbino, ed Ascoli Piceno che auspichiamo che venga condiviso anche dai nostri organi direttivi per procedere alla costituzione di un’unica associazione. Speriamo anche che presto condividano anche i colleghi di Macerata e Fermo. Ci siamo dati come deadline il 15 marzo. Spero che tutti insite si possa tagliare il nastro di questa nuova associazione per condividere il percorso sin dal primo istante».

I DATI DELLE RICERCA

Il professore Daniele Marini illustra i dati dell’indagine “Imprenditori in movimento”

Ad illustrare i dati della ricerca, condotta da Daniele Marini, docente dell’Università di Padova, direttore scientifico Community media research, grazie ad un questionario sottoposto a 600 aziende del territorio marchigiano, iscritte e non a Confindustria. L’identikit dell’imprenditore nostrano è dato da quelle che lo studioso definisce le “5 P”. “Provato, privatistico, periferico, pragmatico, con esigenze di prossimità”. Tradotto: Provato da una crisi che è diventata la normalità e con poca fiducia nel futuro. In una parola: depresso. Solo un quinto degli intervistati è ottimista. Si sente apprezzato solo dai suoi dipendenti e ritiene il suo lavoro stressante. Tra gli obiettivi, al primo posto: la riduzione dei costi. Privatistici: poco aperto alla spinta competitiva, chiuso in se stesso, ostile all’ingresso di capitali esterni a quelli della famiglia. Periferico «non perché si senta marginale – precisa Marini -, ma sente le istituzioni distanti sia a livello politico sia economico». Pragmatico: «il suo è un mestiere e non una vocazione. Un fatto concreto e non ideale». Esigenza di prossimità: guarda positivamente ad una regia regionale, ma sente l’esigenza di servizi sul territorio.

 

I PREMI FEDELTÀ

Come ogni anno, l’assemblea pubblica è stata anche l’occasione per consegnare i premi fedeltà alle aziende associate da 25, 35, 50 e 70 anni. A raggiungere il primo traguardo: A&G Calzaturificio di Serra De’ Conti, Bufarini di Falconara, Euro Orvel srl di Camerino, Gruppo Sole e bontà di Jesi, la Stamperia di Trecastelli, Sag Italia srl di Castelbellino, Sical di Castelbellino, Silteco di Ancona. A tagliare il traguardo dei 35, invece: Canali spa di Filottrano, Fileni Simar di Cingoli, Gramaglia srl di Osimo, Simonetta srl di Jesi, Zannini spa di Castelfidardo. Ad aver compiuto il mezzo secolo in associazione Fiorente srl di Ancona, Goldengas di Senigallia. Infine nozze di diamante con Confindustria Ancona, Api raffineria di Ancona, Liquori Baldoni di Ancona, Fiorini Packaging spa di Senigallia, Iece srl di Ancona, Morpugo Remo e figli sic di Senigallia.

 

 

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