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Sisma, da Cariverona 250 mila euro
Giampaoli: “Il problema
è stato spenderli”

ANCONA – La fondazione bancaria ha presentato i progetti finanziati per Visso, Belforte del Chienti e Pievebovigliana. Il presidente Mazzucco: “Risorse ai territori, non alla piramide della burocrazia”. La rabbia del sindaco Pazzaglini. “Siamo controllati come criminali, non possiamo ricostruire”. Assente Ceriscioli
venerdì 24 febbraio 2017 - Ore 17:57
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Il sindaco di Belforte del Chienti Roberto Paoloni riceve l’assegno simbolico dal presidente di Cariverona Alessandro Mazzucco

Da sinistra il direttore Cariverona Giacomo Marino, il presidente Cariverona Alessandro Mazzucco, il consigliere Giampaolo Giampaoli

di Emanuele Garofalo

C’è la gioia e la riconoscenza per la donazione di 250 mila euro che sono un bell’aiuto per tornare a vivere nei luoghi colpiti dal sisma. Ma c’è anche l’amaro in bocca e la rabbia perché le risorse e gli sforzi per la ricostruzione sono ostacolati da quella che il presidente della fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco ha ribattezzato come la “piramide della burocrazia”. E’ tutto qui il sapore agrodolce della festa  di stamattina ad Ancona, dove i vertici della Fondazione Cariverona hanno consegnato nelle mani dei sindaci i 250 mila euro per la ricostruzione. A Visso i 150 mila euro serviranno per trasformare la piscina comunale in disuso in un centro sportivo polifunzionale, con una palestra, una sala riunioni per le associazioni e il Comune, oltre ad uno spazio di ritrovo all’aperto. A Belforte del Chienti, i 50 mila euro serviranno per costruire la biblioteca comunale al pian terreno dell’edificio che ospita l’asilo nido, mentre a Pievebovigliana vanno 10 mila euro per l’acquisto di uno scuolabus. Tra i finanziamenti anche 40 mila euro all’Istao, il centro studi Adriano Olivetti incaricato di elaborare una strategia di rilancio economico delle zone colpite dal sisma. I finanziamenti sono arrivati dal capitolo riservato alle emergenze a disposizione diretta del presidente Mazzucco, su proposta del consigliere di Ancona, l’imprenditore Giampaolo Giampaoli. “Non abbiamo mai faticato tanto a spendere quattrini” commenta ironico Giampaoli. Prima c’è stato lo sciame sismico a bloccare la ricostruzione, poi ci si è messa la burocrazia, alla fine sono stati i sindaci a farsi avanti per approvare questi progetti.  “Il modello  deve essere quello del 1997: i Comuni ricostruiscono, la Regione controlla. Qui si sta invertendo l’impostazione, a noi chiedono di fare le schede Fast e i risultati è che siamo fermi. I sindaci sono criminalizzati, c’è uno stato di tensione e ansia per cui nessuno agisce e nessuno si assume le responsabilità. Io la mia responsabilità me la sono presa” commenta il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini. “Siamo grati a quei sindaci che hanno avuto il coraggio civile di aver preso in mano la situazione” ha commentato il presidente Cariverona Mazzucco. “Sarebbe stato scorretto da parte nostra decidere spendere queste risorse, per questo abbiamo lasciato una delega totale ai territori” ha aggiunto Mazzucco, ricordando che questi finanziamenti sono in aggiunta all’attività ordinaria della fondazione bancaria, che solo per Ancona vale ogni anno 13 milioni di euro di contributi ai progetti di Comune, Università e privati. Invitato alla mattinata ma assente il principale interlocutore per i sindaci terremotati, il presidente Ceriscioli e la Regione. Le critiche dei sindaci sono arrivate proprio nel giorno in cui il commissario Errani ha rinviato l’incontro previsto con il governatore per annunciare in tv il cambio di metodo nella ricostruzione (leggi l’articolo).

 

Seduti da sinistra, il presidente Istao Marcolini, il direttore Cariverona Marini, il presidente Mazzucco, il sindaco di Ancona Mancinelli, il consigliere Giampaoli, alle spalle il sindaco di Visso Pazzaglini e al centro il sindaco di Pievebovigliana Luciani e il sindaco di Belforte del Chienti Paoloni

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