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Lavoro, una azienda su due
è irregolare

ANALISI – Nero, irregolare e insicuro. E’ il quadro dell’occupazione tracciato dalle ispezioni del 2016 svolte dal nucleo carabinieri dell’ispettorato del lavoro di Ancona. In solo due settimane di controlli speciali, trovate fuori legge 55 imprese edili su 66 tra Ancona, Jesi, Osimo, Senigallia, Montemarciano e Falconara
giovedì 16 marzo 2017 - Ore 21:06
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Da sinistra Simonetta Di Biase, Pierluigi Rausei, il luogotenente Giuseppe Bitti, il maresciallo Stefano Petrozzi

 

Contrasto al lavoro sommerso e alle situazioni di irregolarità e sfruttamento, una lotta quella portata avanti dalle aree di vigilanza e dal nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Ancona resa ancora più difficile dal contesto economico e storico. Una missione passata dal primo gennaio all’ispettorato territoriale del lavoro che ha ereditato le funzioni e le competenze della Direzione Territoriale del Lavoro. I dati del 2016 rendono tutta la difficoltà del quadro lavorativo. Sono state 1.141 le attività ispezionate, fra ispezioni a contrasto del sommerso e delle irregolarità nelle condizioni di lavoro e interventi di vigilanza sulle attività degli istituti di patronato e in materia di corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali. Le pratiche definite sulle aziende ispezionate sono state complessivamente 909, di queste 409 sono risultate irregolari: questo dato segnala un indice di irregolarità delle aziende ispezionate pari al 53,91%. Ed è un dato di un campione di imprese rappresentativo, non sono aziende prese a caso. I lavoratori irregolari sono stati 779 mentre quelli totalmente “in nero” sono stati 324. Le ispezioni nei cantieri edili hanno fatto registrare 106 aziende ispezionate, delle quali sono risultate irregolari 52, pari al 49,06%, con riferimento alle predette aziende sono state impartite 77 prescrizioni penali per violazioni prevenzionistiche, mentre nel settore i lavoratori irregolari sono stati 62 e quelli totalmente “in nero” 17, pari al 27,41%. Sono state 52 infine i provvedimenti adottati di sospensione dell’attività di impresa. Le diffide accertative per crediti patrimoniali validate, quindi divenute titolo esecutivo a favore di altrettanti lavoratori, sono state 172. Di rilievo anche le conciliazioni monocratiche, che hanno permesso a 433 lavoratrici e lavoratori di ottenere velocemente risposta ai propri diritti di natura retributiva con riconoscimento della sussistenza dei rapporti di lavoro.

Di Biase e Rausei

L’ispettorato ha anche svolto due settimane di vigilanza speciale con i militari del gruppo carabinieri per la tutela del lavoro di Roma, coordinati dal luogotenente Giuseppe Bitti, comandante del nucleo operativo, che hanno visti impegnati gli Ispettori del lavoro di Ancona, sotto la responsabilità del coordinatore della vigilanza, la dottoressa Simonetta Di Biase, e i militari del nucleo Ispettorato territoriale del lavoro di Ancona Area Pianificazione, Controllo Direzionale e URP Carabinieri Ispettorato Lavoro dell’ITL di Ancona, comandati dal Maresciallo Stefano Petrozzi, e i militari del Comando Carabinieri Forestali di Ancona.
Le unità ispettive, civili e militari, complessivamente impiegate, nelle diverse giornate, sono state ventidue. La task force ispettiva è intervenuta in diversi cantieri edili medio-grandi tra Ancona, Jesi, Osimo, Senigallia, Montemarciano e Falconara. Le aziende ispezionate sono state 66, delle quali sono risultate irregolari 55, con un indice di irregolarità pari all’83,33%.

Il luogotenente Giuseppe Bitti, il maresciallo Stefano Petrozzi

Se le condizioni di tutela della sicurezza danno un riscontro di elevata irregolarità, migliore è apparsa la situazione occupazionale: infatti, al momento dell’accesso ispettivo, su 83 posizioni lavorative verificate, i lavoratori irregolari sono stati 8 e quelli totalmente “in nero” appena 2 per uno dei quali è stato però adottato un provvedimento di sospensione, già revocato con immediata regolarizzazione della manodopera irregolarmente occupata.
Gli esiti di questa operazione di vigilanza si sintetizzano anche negli importi delle sanzioni amministrative: oltre 8mila euro, altre 65 mila euro le ammende contestate e oltre 47 mila euro nei recuperi per contributi previdenziali e premi assicurativi in tutto o in parte omessi.

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