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Camerano e i migranti, il sindaco:
“Centrale la tutela della persona”

ACCOGLIENZA - Annalisa Del Bello replica al capogruppo di minoranza Lorenzo Rabini che aveva sollevato il caso. "Non possiamo risolvere i problemi di politica internazionale -dice- ma siamo una città accogliente e capace di aiutare chi si trova in difficoltà"
lunedì 20 marzo 2017 - Ore 21:57
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Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano

“Quando ci siamo presentati ai cittadini per le elezioni comunali, nel nostro programma, abbiamo messo al centro la persona. Non abbiamo specificato il colore, la religione o il paese di provenienza. L’ accoglienza, il rispetto, l’ accettare l’ altro sono dei principi fondamentali alla base di una comunita’ vera. Questo non significa trascurare i cameranesi, non occuparsi dei loro bisogni ..quello lo facciamo quotidianamente”. E’ diretta la sindaca di Camerano nel replicare alle critiche mosse dal consigliere di minoranza Lorenzo Rabini sull’accoglienza dei 20 rifugiati politici nella città del Rosso Conero (leggi l’articolo).

“Abbiamo approvato il bilancio dove, in una parte descrittiva, e’ riportata l’intenzione dell’ amministrazione di aderire allo Spras: un progetto proposto dal Ministero, tramite le Prefetture e condiviso dell’Anci (associazione nazionale comuni italiani) – puntualizza Annalisa Del Bello – Consiste nel gestire un numero definito di persone, divise in appartamenti privati, seguite e gestite da personale formato utilizzando fondi europei (35 euro al giorno) che vengono usati per le spese.
Nel bilancio c’e’ scritto: prima di avviare il progetto verranno fatti incontri con la cittadinanza al fine di spiegare la volonta’ dell’amministrazione e coinvolgere tutta la comunita’”. Ed è quello che intende fare il sindaco.

“Nel nostro piccolo – chiude la nota del primo cittadino di Camerano – non possiamo risolvere i problemi di politica internazionale, che potrebbero risolvere il problema alla radice, possiamo invece accogliere ed aiutare chi si trova in difficolta’ ricordando gli italiani emigrati nel passato e nel nome di quella globalizzazione che ha abbattuto i confini ed ha reso tutti: cittadini del mondo”.

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