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Ponte chiuso, denunce incrociate
tra Baldini e Autostrade

CAMERANO - L'azienda che rischia il fallimento dopo l'interdizione ai mezzi pesanti dell'unico cavalcavia di accesso al suo stabilimento querela la società che gestisce la rete autostradale per violenza privata dopo essere stata accusata di furto di new jersey. Proseguono le proteste degli operai licenziati e le reazioni politiche sulla vicenda
venerdì 21 Aprile 2017 - Ore 19:22
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Gli operai della Baldini che proseguono la loro protesta

 

Querele incrociate tra la Baldini e Autostrade. Dopo che la società che gestisce la rete autostradale aveva denunciato la ditta di Camerano per furto di new jersey e mancata installazione di alcune protezioni (leggi l’articolo), quest’ultima è passata al contrattacco denunciando la prima per violenza privata. Indagini affidate alla stradale e caso nelle mani del pm Paolo Gubinelli. A difendere Autostrade l’avvocato Belli, mentre la Baldini è rappresentata dal legale Regni.

E non si fermano le proteste degli operai licenziati dall’azienda che si occupa di movimento a terra e trattamento di materiali edili e che rischia il fallimento dopo che Autostrade a chiuso il ponte unica via d’accesso dei mezzi pesanti allo stabilimento (leggi l’articolo). Oggi (21 aprile) sono tornati a manifestare con striscioni proprio sul cavalcavia interdetto dallo scorso 9 marzo. Al loro fianco anche il consigliere comunale di Ancona Francesco Rubini (Sel-Abc).

Proseguono, infatti, anche le reazioni politiche. Ad intervenire ancora sulla vicenda la capogruppo di Fdi-An in Consiglio regionale, Elena Leonardi. «In un momento di grave crisi occupazionale – dichiara – va fatto il possibile per salvaguardare dei posti di lavoro e non mettere sul lastrico 20 famiglie, trovando al più presto una soluzione di buon senso. Se Autostrade ha dubbi sulla sicurezza del ponte – continua  Leonardi – faccia al più presto un collaudo, così si comprenderà la reale sussistenza del problema. Tra l’altro la ditta Baldini avrebbe dovuto cominciare proprio in questi giorni dei lavori di ristrutturazione nelle aree colpite dal sisma, si comprende quindi che non si può perder tempo, sia i dipendenti dell’Azienda che le zone terremotate hanno bisogno di riprendere vita». Leonardi fa inoltre sapere che «interesserà della questione anche il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia e sollecita altresì la Giunta regionale ed i rappresentanti politici eletti nelle Marche, primo fra tutti il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Nencini, eletto nel collegio delle Marche, a farsi carico con forza di questa situazione.

Il deputato di Sel, Giovanni Paglia, ha depositato oggi (21 aprile) un’interrogazione parlamentare urgente al ministro delle Infrastrutture Delrio – dopo quelle già avanzate dai parlamentari Lodolini (Pd) (leggi l’articolo) e Ceroni (Fi) (leggi l’articolo) – perché «sia chiarito quale sia l’effettiva portata del cavalcavia 166, anche sottoponendolo a nuovo collaudo. Si dovrebbero intanto valutare soluzioni temporanee che consentano alle aziende di continuare ad operare, per evitare i licenziamenti. È senza dubbio indispensabile tutelare due interessi non contrapposti, quello alla sicurezza stradale e infrastrutturale e quello alla continuità dell’attività d’impresa e quindi dei posti di lavoro».

(A. C.)

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