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Primo trimestre, continua la serrata:
meno 1.151 imprese nelle Marche

ANALISI – La rilevazione Movimprese della Camera di Commercio registra ancora un saldo negativo tra nuove attività e cessazioni. Ad Ancona il tasso di crescita delle imprese è negativo dello 0,64%
sabato 29 Aprile 2017 - Ore 18:36
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Giorgio Cataldi, presidente della Camera di Commercio di Ancona

 

 

La rilevazione statistica del primo trimestre del 2017 relativa al saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese marchigiane mostra ancora un segno negativo. Fatto non inusuale a inizio anno ma che in questo caso mostra segno meno anche rispetto alla categoria delle nuove iscrizioni, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Nel report Movimprese pesa anche la contabilizzazione delle cessazioni avvenute a fine 2016, ma è evidente che la crisi continua a colpire duro. “E’ palese che c’è un problema e che è necessario raddoppiare gli sforzi come sistema regionale per risolverlo: Camere di Commercio, Associazioni di Categoria, Università, tutti gli attori dello sviluppo – commenta il presidente della Camera di Commercio di Ancona Giorgio Cataldi -. Dal canto nostro stiamo cercando di fare la nostra parte nonostante il momento di trasformazione che il sistema camerale sta vivendo, soprattutto coi servizi rivolti ad aspiranti nuovi imprenditori che prevedono azioni finalizzate a fare crescere la cultura d’impresa anche tra i giovanissimi che approcciano il mondo del lavoro in azienda già con progetto di alternanza scuola lavoro, oltre a fornire gratuitamente orientamento e assistenza a tutti i livelli a chi decide di aprire un’attività propria”. Il segno positivo per ora soltanto nelle società di capitale, le più strutturate e in grado di
resistere. “Stiamo lavorando proprio per attrezzare anche realtà micro e piccole ad rafforzarsi innovando ma la questione è complessa a monte: bisogna, ripeto, tornare ad incoraggiare la creazione d’impresa e questo è possibile farlo solo con azioni e politiche congiunte e forti” aggiunge Cataldi.
Sulla base delle rilevazione trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e Infocamere, le imprese registrate delle Marche alla data del 31 marzo 2017 sono 171.088, di queste ne risultano attive 149.851. Il primo trimestre del 2017 ha fatto rilevare per la regione 2.966 iscrizioni, mentre le cessazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio, come quasi sempre si riscontra nel primo trimestre dell’anno, sono in numero superiore, attestandosi a 4.117 unità. Il numero delle iscrizioni, riferite al primo trimestre della serie storica più recente, torna così a scendere, riprendendo l’andamento degli ultimi anni temporaneamente invertito nel 2016.
Anche con riferimento alle cessazioni nette la tendenza risulta chiaramente orientata alla riduzione anche nel primo trimestre di quest’anno. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni nette si conferma quindi negativo per 1.151 unità, in peggioramento rispetto alle -981 unità del primo trimestre del 2016, sul quale aveva positivamente influito l’incremento delle iscrizioni. Il saldo, pur mantenendosi come si è detto negativo, si presenta tuttavia inferiore in termini assoluti a quelli del primo trimestre del periodo 2012-2015.
Anche il tasso di crescita trimestrale si presenta pertanto negativo: per le Marche, il valore è pari a – 0,67% (era -0,57% nel primo trimestre del 2016). A livello nazionale il tasso di crescita del primo trimestre del 2017 è anch’esso negativo per un valore più contenuto, pari a -0,26%, in lieve peggioramento rispetto al primo trimestre 2016 (-0,21%).
Il dettaglio provinciale relativo alle Marche si presenta uniforme nel segno rispetto al dato regionale e a quello nazionale: i tassi di crescita del primo trimestre dell’anno sono infatti tutti negativi e vanno dal -0,85% della provincia di Fermo al -0,47% della provincia di Ascoli Piceno. Il quadro si completa con la provincia di Pesaro e Urbino (-0,74%), quella di Macerata (-0,65%) e quella di Ancona (-0,64%).
Tra le diverse tipologie di forma giuridica solamente le società di capitale, nelle Marche, mostrano un andamento positivo con un tasso di crescita trimestrale pari a +0,54%, mentre tutte le altre tipologie fanno rilevare valori negativi del tasso di crescita, che vanno dal -1,18% delle imprese individuali, al -0,63% delle società di persone, per finire con -0,47% delle altre forme giuridiche. Il saldo delle società di capitale, pari a 213 unità, è quasi sufficiente a controbilanciare per entità quelli delle società di persone (-205) e delle altre forme giuridiche (-19), ma non riesce a riassorbire quello delle imprese individuali, con riferimento alle quali le cessazioni nette superano le iscrizioni per 1.140 unità.
Nell’esame dell’andamento dei diversi settori di attività economica viene considerato il saldo dello stock delle imprese registrate rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente, al netto delle cancellazioni d’ufficio.
I saldi dello stock dei settori tradizionali presentano la maggiore entità assoluta e sono tutti di segno negativo: agricoltura, silvicoltura e pesca perdono complessivamente 504 unità, a cui si aggiungono il commercio che conta 278 imprese in meno, seguito dal settore delle costruzioni, con un saldo dello stock negativo per 175 unità e dalle attività manifatturiere con -165. Tali numeri influiscono in maniera determinante sull’andamento complessivo, ma si legano anche alla importante numerosità assoluta delle imprese che li compongono, trattandosi dei settori numericamente di gran lunga più consistenti. L’andamento risulta negativo inoltre anche per l’attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-64), per il trasporto e magazzinaggio (-42), per le altre attività di servizi (-32), per le attività finanziarie e assicurative (-28) e infine per l’estrazione di minerali da cave e miniere (-2). Quasi tutti gli altri settori di attività economica fanno rilevare nel periodo gennaio-marzo 2017 saldi dello stock positivi, in prevalenza nei settori del terziario diversi dal commercio. Nel complesso tuttavia essi raccolgono un saldo dello stock positivo per appena 157 unità.

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