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La Camera di Commercio
chiude il bilancio
con 7 milioni di liquidità

ANCONA – Bilancio approvato all’unanimità, in vista dell’accorpamento degli enti camerali nel 2018. Tagli alle spese dell'11% e 2,2 milioni destinati a servizi e iniziative alle imprese. Il presidente Cataldi: “Abbiamo le carte in regola per la fusione”
martedì 2 Maggio 2017 - Ore 18:30
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Il presidente della Camera di Commercio di Ancona, Giorgio Cataldi (foto di archivio)

 

L’ultimo Consiglio della Camera di Commercio di Ancona del 28 aprile ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio 2016 evidenziando una situazione economico-finanziaria molto positiva: la Camera di Ancona infatti si presenta al delicato e complesso appuntamento degli accorpamenti previsti dalla riforma del sistema camerale italiano con un patrimonio di 11.080.000 euro e disponibilità liquide per 7.138.000 euro. Una solidità che le consente di essere protagonista sia che si proceda alla creazione di un’unica camera regionale, soluzione da sempre indicata come preferibile dalla Camera di Ancona, sia nel caso che prevalesse l’ipotesi di due camere di commercio. Tra le entrate della Camera di Commercio di Ancona 5.372.000 euro (il 66%) derivano dal diritto annuale, 2.053.000 euro dai diritti di segreteria ed il resto dai proventi da servizi; da sottolineare che 2.239.000 euro sono stati destinati ad iniziative promozionali e servizi alle imprese ed a sostegno del territorio (nonostante il pesante taglio al diritto annuale nella misura del 40% imposto dal governo). Tra gli obiettivi strategici del Piano della Performance le voci di destinazione più consistente hanno riguardato il sostegno all’internazionalizzazione (tramite l’azienda speciale Marchet) e la valorizzazione del territorio e del sistema economico locale. Gli oneri di funzionamento della struttura sono stati ridotti di circa l’11% nell’ultimo anno. “Il nostro ente è stato sempre ben gestito e si presenta con le carte in regola alla fusione forzata che dovrà essere realizzata con le altre Camere di Commercio delle Marche dal 2018 e su cui il Ministero dello Sviluppo Economico è chiamato ad esprimersi entro agosto, sulla base di un piano nazionale che sarà predisposto a breve da Unioncamere” è il commento del Presidente Giorgio Cataldi. “La struttura (nonostante la riduzione del personale a circa 70 unità a seguito dei pensionamenti ed al blocco delle assunzioni dal 2009) ha acquisito livelli di qualità ed efficienza, attestati dalla certificazione di qualità dei servizi anagrafici e della certificazione ambientale EMAS conseguita da tutto l’ente. E’ pienamente autonoma (senza ricorrere a pesanti esternalizzazioni o deleghe a terzi) e svolge una serie di servizi completi già in linea con le nuove competenze delineate dalla riforma”

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