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Crollo in A14, le conversazioni
di 5 indagati sotto
la lente della procura

ANCONA – Assegnata la perizia sui cellulari di alcuni indagati, al vaglio messaggi, foto e telefonate dal 2 al 9 marzo, fino a pochi minuti dopo la tragedia. Gli indagati sospettavano irregolarità o possibili cedimenti?
martedì 6 Giugno 2017 - Ore 18:07
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Il ponte crollato in A14 lo scorso 9 marzo

 

di Federica Serfilippi

Che alcuni indagati per il crollo del ponte dell’A14 avessero maturato dei sospetti su un’ipotetica disfunzionalità dei lavori pochi giorni prima della tragedia? È questo una delle domande che ha spinto il pm Irene Bilotta, titolare dell’inchiesta, a chiedere una perizia tecnica sugli smartphone di 5 persone finite nel registro degli indagati con le accuse di disastro colposo, cooperazione in omicidio colposo, lesioni colpose e violazione delle norme sulla sicurezza. Un numero minimo, se si considera che la procura ha notificato 41 avvisi di garanzia, divisi tra 4 società (Delabech, Pavimental, Spea Engineering e Autostrade per l’Italia) e 37 persone. Questa mattina, l’incarico è stato conferito all’analista forense Luca Russo. A partire dal prossimo 27 giugno, avrà 60 giorni di tempo per analizzare i contenuti dei 5 cellulari posti sotto sequestro. Verranno passati in rassegna documenti, file condivisi, foto, conversazioni e altri elementi che potrebbero dare una svolta all’inchiesta partita tre mesi fa con la morte dei coniuge Diomede. Il consulente, su indicazione del pm, prenderà in esame un arco temporale ben preciso. L’analisi si focalizzerà, infatti, dal 2 marzo alle ore 14 del 9 marzo, ovvero pochi minuti dopo l’avvenuto crollo del ponte 167. In quella settimana, secondo i sospetti del magistrato, si potrebbero trovare le basi per aprire un quesito fondamentale, ovviamente ancora tutto da verificare: tra gli indagati c’erano state avvisaglie su presunte criticità legate all’attività di innalzamento del ponte? I 5 si erano confidati sospetti e dubbi sui lavori in atto? Sono domande ancora tutte da decifrare e risolvere. Saranno i cellulari, eventualmente, a fornire le risposte dovute.

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