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Ecomafia, cresce l’abusivismo edilizio
Ancona guida le Marche
per cemento e rifiuti illegali

AMBIENTE – Il rapporto di Legambiente piazza la Regione all’11esimo posto in Italia per “illegalità ambientale” e all’ottavo posto per illeciti nell’edilizia
martedì 4 Luglio 2017 - Ore 19:29
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I carabinieri forestali mettono i sigilli ad una discarica abusiva di amianto, foto d’archivio

Aumentano i reati legati al ciclo del cemento e all’edilizia, diminuiscono gli illeciti ambientali e il fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. E’ il quadro tracciato dal rapporto Ecomafia di Legambiente rispetto ai dati del 2016. L’associazione ha preso in esame costruzioni e rifiuti, a due anni dall’approvazione della legge su ecoreati. Se nel 2015 le infrazioni accertate nelle Marche erano state 839, vale a dire oltre 2 reati ai danni dell’ambiente al giorno, nel 2016 sono state circa 700. La Regione si piazza così all’11esimo posto in Italia per illegalità ambientale, con il 3,1% delle infrazioni nazionali registrate, pari a 548 denunce e 107 sequestri nel 2016. Per quanto riguarda il ciclo del cemento, invece, le Marche peggiorano e scalano la classifica nazionale all’ottava posizione, raggiungendo il 5% dell infrazioni italiane, a pari merito con la Toscana. Nel ciclo illegale di cemento e rifiuti, è la provincia di Ancona a guidare entrambe le classifiche con 210 denunce e 29 sequestri totali, seguita da Macerata con 108 denunce e 23 sequestri, Fermo con 75 denunce e 15 sequestri, Ascoli Piceno con 69 denunce e 8 sequestri e Pesaro Urbino con 46 denunce e 23 sequestri. ”Nonostante la situazione emersa dal Rapporto Ecomafia non sia tra le più’ allarmanti, il nostro territorio è sottoposto ad alto rischio di abusivismo edilizio, un fenomeno grave che rischia di devastare i luoghi più belli e quelli già’ profondamente feriti dal sisma” ha ricordato Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche. Il rapporto Ecomafia è stato realizzato, come ogni anno, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine (l’Arma dei carabinieri, il Corpo forestale dello Stato e delle regioni e delle province a statuto speciale, la Guardia di finanza, la Polizia di Stato, e delle Capitanerie di porto, e gli altri organi di polizia giudiziaria l’Ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, la Direzione Investigativa Antimafia, la Direzione nazionale antimafia.

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