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Banca Marche, Bianconi in aula
Al via il processo per corruzione

CASO BM – Si è aperto il processo stralcio che vede l’ex dg imputato con Casale e Degennaro. Bianconi unico a presentarsi in tribunale ad Ancona, a sorpresa. Luciano Goffi il primo testimone ascoltato: “Concessi 110 milioni ai due imprenditori, solo 10 milioni sono rientrati”
giovedì 13 luglio 2017 - Ore 18:54
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Massimio Bianconi nel tribunale di Ancona

 

Crac Banca Marche, al via il processo stralcio per corruzione tra privati che vede imputati l’ex dg dell’istituto di credito Massimo Bianconi e gli imprenditori Davide Degennaro e Vittorio Casale. Oggi il primo testimone per l’accusa ascoltato è stato il successore di Bianconi come dg della vecchia Bm e attuale amministratore delegato della nuova Banca Marche Luciano Goffi. A sorpresa, Bianconi si è presentato all’udienza, assistito dall’avvocato Renato Borzone. Gli altri due imputati invece sono stati rappresentati dai rispettivi legali. L’ex dg non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti. Il processo per corruzione tra privati nasce come costola dell’inchiesta sul crac dell’istituto di credito marchigiano, fallito con 920 milioni di euro di buco e che vede oggi indagati 18 dirigenti di Banca Marche e Mediolesing, tra cui lo stesso Bianconi, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e altri reati societari. Il processo bis per corruzione ipotizza invece uno scambio i favori tra Bianconi e i due imprenditori ed ha preso spunto dal passaggio di proprietà di una palazzina in via Archimede ai Parioli di Roma ad una società riconducibile a familiari di Bianconi, in cambio di concessioni di finanziamenti facili e senza garanzie. L’ipotesi di reato ha portato al sequestro da parte della Guardia di finanza beni per 15 milioni di euro tra 20 conti correnti, quote societarie e immobili sparsi tra Perugia, Bologna, Parma e Roma. Nell’udienza di oggi, il primo testimone ascoltato è stato Luciano Goffi, a cui è stato chiesto dai pm Andrea Laurino e Marco Pucilli di ricostruire la filiera delle concessioni di prestiti e finanziamenti. Goffi ha risposto spiegando che Degennaro e Casale hanno ottenuto prestiti per “110 milioni di euro, ma ne abbiamo recuperati solo”. Goffi ha aggiunto che il 70% dei prestiti sono finiti in bonifici “presso altre banche a favore di società degli stessi gruppi. La banca non ha avuto la possibilità di seguire il percorso di quei soldi e come sia andato a finire quell’investimento. Essendo andati ad altre banche, possibile che i finanziamenti siano stati utilizzati per rimborsi o altro”. Con il senno di poi, Goffi ha definito Casale un “pessimo cliente dal punto di vista qualitativo”. I magistrati in particolare hanno insistito per capire se fosse possibile che i finanziamenti passassero direttamente dal dg. “Non c’è un iter specifico – ha risposto Goffi -. Non ho riscontri oggettivi che ciò sia avvenuto, ma non c’è nessuna norma che vieta ad un cliente di parlare con il direttore generale”. Nell’udienza di oggi sono stati sentiti anche i dipendenti Banca Marche e gli investigatori della guardia di finanza. Vecchia Bm e nuova Bm si sono costituite parti civili solo contro Casale e Degennaro, per non sovrapporsi all’azione di responsabilità da 200 milioni già avviata contro Bianconi.

Bm, chiuse le indagini per 18 dirigenti

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