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Ricorsi e cause contro il Comune:
un salasso di denaro
e manca l’appello del caso autovelox

OSIMO - Cittadini e aziende sempre più litigiosi: tra le cause che ancora gravano sul contenzioso del Comune quella d'appello sui ricorsi presentati dagli automobilisti multati dal velocar di via D'Ancona
domenica 30 Luglio 2017 - Ore 19:14
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L’atrio del Comune di Osimo con le state romane senza testa

Hanno ormai maggiore consapevolezza dei propri diritti i cittadini e li fanno valere. Negli ultimi anni anche il comune di Osimo, come molti atri enti pubblici, ha assistito ad un incremento del contenzioso legale. La causa sul cantiere dell’ospedale di rete arrivata al secondo grado di giudizio è l’ultima della saga che pendeva sull’opera sanitaria incompiuta (leggi l’articolo). Non ce ne sono più altre da definire. Il risarcimento dei 311.000 euro, dichiarato come debito fuori bilancio, in attesa di reperire risorse in bilancio è stato per ora coperto con l’avanzo di amministrazione prelevato in parte dai fondi accantonati per gli eventuali risarcimenti Imu (circa 230.000 euro) delle aree bloccate dal ricorso al Tar sul Prg e in parte dai fondi di vecchi beni Asl (circa 80.000 euro).

Osimo, palazzo comunale

 

Pende invece ancora un punto interrogativo sull’esito finale dei ricorsi collegati al licenziamento dell’ex ingegnere capo. In via precauzionale il Comune  ha già accantonato in bilancio una somma di quasi 400.000 euro dopo la sentenza della Corte di Appello Perugia del 2014 che ha condannato l’ente a risarcire il danno  e i contributi di previdenza all’ex capo dell’Ufficio Tecnico (leggi l’articolo). Ma, in genere, il settore lavori pubblici-urbanistica è quello dove si concentra l’attenzione dei cittadini arrabbiati. L’esempio più eclatante sono i ricorsi per l’ex consorzio agrario di via Montefanese (leggi l’articolo), ma tiene banco anche la richiesta di risarcimento danni per le buche stradali o gli scivoloni sui sampietrini per il guano dei piccioni. Un filone a se stante è quello dell’’ ‘ente contro ente’ rappresentato proprio dal ricorso contro il Prg presentato nel 2008 dalla Provincia di Ancona contro il Comune di Osimo (e ancora irrisolto) che ha sollevato le proteste del Comitato No Prg (leggi l’articolo).

E non fanno per ora statistica i ricorsi degli automobilisti contro l’autovelox della discesa tra l’Aspio e San Biagio, anche se è attesa per il prossimo 18 dicembre la sentenza del ricorso di appello promosso dal Comune di Osimo contro la sentenza pilota del giudice di Pace che nel 2014 aveva dato ragione a diversi automobilisti che avevano presentato ricorso tra i 400 multati tra giugno e settembre 2013. La sentenza di I grado, oltre a ritenere illegittima la postazione di via D’Ancona e ad annullare i verbali di contestazione, ha fissato un principio di base: la distanza del velocar (ormai spento da 2 anni) dal segnale stradale di fine centro abitato San Biagio  è inferiore al chilometro previsto dalla legge 120/2010. Per il ricorso d’appello su una multa di 220 euro, il Comune dovrà pagare 1200 euro di spese legali.

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