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Aquila impallinata, individuato
il bracconiere: gli spari
per difendere le galline del pollaio

FABRIANO - I carabinieri forestali hanno ritovato e sequestrato l'arma e il bossolo utilizzati dal denunciato, nel tentativo di uccidere il rapace dalla finestra della sua casa a Rocchetta di Fabriano. Rischia una pena di 18 mesi di reclusione e una multa salata di 30mila euro per maltrattamento di animali e la tentata uccisione
mercoledì 30 Agosto 2017 - Ore 11:59
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L’arma e le munizioni sequestrate

Ora ha un volto e un nome il bracconiere che ha impallinato la giovane aquila reale, in volo sui cieli di Albacina (leggi l’articolo). Dopo indagini-lampo, i carabinieri forestali sono risaliti all’uomo. I primi indizi hanno, infatti, consentito di restringere il campo di ricerca ad alcune abitazioni ed abitanti della zona, fino ad individuare una casa a Rocchetta di Fabriano, poi sottoposta a perquisizione, dove i militari hanno trovato quelli che a tutti gli effetti sembrerebbero essere l’arma e il bossolo utilizzati nel tentativo di uccidere l’aquila. La casa si trova poco distante dalla zona del ritrovamento del rapace ferito, il presunto responsabile avrebbe sparato dalla finestra dalla propria abitazione al rarissimo rapace che, essendo un giovane ancora inesperto, tentava di predare le galline del suo pollaio. L’uomo, un agricoltore di 79 anni denunciato all’autorità giudiziaria, rischia la reclusione fino a diciotto mesi e la multa fino a 30.000 euro previste per il delitto di maltrattamento degli animali e la tentata uccisione.

l’arma posta sotto sequestro

Le brillanti indagini sono state portate a termine dai Carabinieri Forestali dei Comandi Stazione di Fabriano e Sassoferrato, e durante la perquisizione eseguita nell’abitazione della frazione fabrianese hanno rinvenuto e sequestrato la presunta arma utilizzata per colpire al collo ed alla testa la giovane aquila reale recuperata lo scorso 19 agosto in un bosco del fabrianese, attualmente curata e custodita presso un centro di recupero del Wwf. Le complesse indagini per trovare il responsabile del grave gesto sono state coordinate dal Pm Irene Bilotta, che, non appena informata dai militari dell’avvenuto ritrovamento dell’arma, ha disposto l’immediata perquisizione ed i necessari accertamenti balistici da parte della Polizia scientifica. Le stazioni Carabinieri Forestale di Fabriano e di Sassoferrato, sin dal rinvenimento dell’animale ferito si erano adoperate per stanare il responsabile, avviando complesse indagini volte a risalire al tipo di arma e alle munizioni usate, e mirate a comprendere il movente del grave gesto.

L’aquilotto reale in convalescenza sta meglio e potrebbe tornare in libertà a breve

 

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