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Enterococchi nell’acqua, Astea:
“Siccità e escursione termica tra le cause”

OSIMO - L'emergenza è rientrata e la società che gestisce la rete idrica, spiega quali provvedimenti ha assunto per far rientrare nei parametri di legge l'acqua dei rubinetti
venerdì 8 Settembre 2017 - Ore 14:46
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La sede osimana di Astea in via Guazzatore

Nella serata di ieri, su indicazione della Asur e con revoca dell’ordinanza sindacale, l’acqua del pozzo Padiglione è tornata potabile e pienamente utilizzabile ai fini alimentari (leggi l’articolo). Oggi Astea spa, la società che gestisce la rete idrica di Osimo, spiega in un comunicato stampa come ha gestito l’emergenza. “In questi giorni di emergenza Astea ha provveduto immediatamente a misurare il parametro ‘cloro residuo libero’ (indicatore dell’efficacia della disinfezione operata) nel punto di rete di via Po del serbatoio Padiglione, rilevando un valore nella media pari a 0,06 mg/l. Tuttavia si è subito potenziata la clorazione e aperti gli scarichi per accelerare lo svuotamento nel serbatoio e della porzione di rete interessati dalla presenza di enterococchi, intensificando contemporaneamente il controllo di cloro residuo libero, che peraltro ha sempre fornito esiti favorevoli”.

I residenti di Padiglione, martedì sera, si sono approvvigionati di acqua dall’autobotte sistemata in via Po

La spa spiega inoltre che “il punto di rete di via Po è alimentato dalla centrale di sollevamento idrico di Padiglione che attinge sia dall’acqua del subalveo del fiume Musone (Campo pozzi Padiglione) sia dall’acquedotto di Castreccioni. Il subalvelo del Musone è caratterizzato da un’elevata permeabilità dei terreni e le condizioni di siccità anomale dei mesi scorsi possono aver provocato cambiamenti della concentrazione di alcuni parametri dell’acqua, inclusa la carica batterica. In virtù di ciò, Astea all’interno della centrale di sollevamento idrico ed a valle dei singoli pozzi, effettua sempre la disinfezione, sia con impianti ultravioletti sia con reagenti a basi di cloro, per scongiurare inquinamento batterico lungo la rete di distribuzione. Dunque la cause del fenomeno sono probabilmente da attribuire ad una eccezionale concomitanza sfavorevole di fattori. Come le variazioni temporanee e significative delle caratteristiche dell’acqua di falda, le notevoli variazioni anche giornaliere della temperatura, le variazioni dei tempi di contatto del cloro dovute ai consumi presenti nel punto di rete di via Po, che possono aver reso poco efficace, solo localmente e transitoriamente, la disinfezione effettuata”.

Per evitare che il problema si ripresenti Astea annuncia che “provvederà ad intensificare il controllo del dosaggio dei reagenti disinfettanti e dell’azione battericida misurando il cloro residuo libero. Si continuerà ad effettuare il monitoraggio dell’acqua di falda e di quella distribuita adottando i provvedimenti che storicamente sono risultati efficaci per garantire la qualità dell’acqua, compresa l’eventuale temporanea messa fuori servizio di qualche pozzo. Di tutto ciò Astea ha informato ieri sera Comune di Osimo, A.a.t.o. 3 e Asur-Area Vasta 2 con relazione del responsabile del Sistema idrico integrato-gas”.

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