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Tecnowind, due mesi per il salvataggio

FABRIANO – Dal tavolo del Ministero conferme ma nessuna buona notizia: proroga del concordato fino al 7 novembre e linea di credito concessa di un milione di euro. Manca l'acquirente
mercoledì 13 Settembre 2017 - Ore 19:18
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Foto d’archivio

Vertenza Tecnowind, dall’incontro di martedì 12 settembre al Ministero per lo sviluppo economico non arrivano le attese buone notizie. L’azienda ha ufficializzato la proroga del concordato fino al 7 novembre ed il finanziamento dello stesso da parte di un istituto bancario, anche se in forma minore a quanto richiesto: a fronte di 2,5 milioni richiesti è stata concessa una linea di credito di 1 milione di euro. Questo è quanto riporta la Fiom in una nota al termine dell’incontro. “Il soggetto industriale che negli scorsi mesi si era affacciato, ha ritirato ogni tipo di volontà a rilevare la Tecnowind ed è stato affermato che allo stato attuale si stanno tenendo contatti con diversi interlocutori ma senza proposte ufficiali e vincolanti” spiegano i rappresentanti dei metalmeccanici. “A poche settimane dalla scadenza dei termini della procedura concorsuale e degli ammortizzatori sociali questa cosa rappresenta motivo di fortissima preoccupazione per le parti sociali: nonostante l’esplicita richiesta al vice ministro Teresa Bellanova neanche nella giornata di ieri è stato presentato un piano industriale – continua il sindacato – se non qualche dichiarazione generica sulla preferenzialità di una vendita complessiva dell’azienda e di una dichiarazione verbale che le eventuali entrate derivanti da ipotetiche vendite di asset potrebbero essere utilizzate per provare a gestire la situazione sul territorio di Fabriano, con una riduzione importante comunque di fatturato e di conseguenza di personale. Non è stata data risposta alla domanda fatta su eventuali investimenti. L’equilibrio economico gestionale raggiunto in questa fase dall’azienda è dovuto esclusivamente all’impegno dei lavoratori che si meritano risposte ben più esaurienti nel più breve tempo possibile”. Entro la prima metà di ottobre il tavolo al ministero sarà aggiornato e i sindacati chiedono all’azienda di presentarsi con proposte concrete.

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