facebook rss

Alitalia se ne va oppure la cacciano?

IL COMMENTO - Aerdorica paga alla Ryan Air ben 3 milioni di euro perchè garantisca voli low cost da e per Ancona. Viceversa pretende di essere pagata dalla compagnia italiana che le garantisce da sola 100mila viaggiatori. Un debito di appena 300mila euro che esige subito
venerdì 22 settembre 2017 - Ore 14:19
Print Friendly, PDF & Email

 

 

di Fabrizio Cambriani

Ha suscitato allarme e preoccupazione la notizia della cancellazione di tutti i voli giornalieri da Ancona per Roma, con i viaggi di ritorno, da parte della compagnia di bandiera, Alitalia, nell’aeroporto marchigiano di Falconara. Sono seguite interrogazioni in Parlamento e nel Consiglio regionale per sapere quali azioni i rispettivi governi volessero intraprendere affinché venisse scongiurata questa infausta circostanza. Una risposta alla data di oggi l’ha data solo l’assessora regionale ai trasporti, Anna Casini. Ma prima si è premurata di bacchettare, come una maestrina dell’Ottocento lo scolaretto discolo – in questo caso il consigliere Gianluca Busilacchi – che si era inopinatamente permesso di sollevare la questione.

“Che ci fossero problemi sulla tratta Ancona–Roma – ha esordito l’assessora – lo sapevano tutti, anche i consiglieri e la giunta regionale. Sottolinearlo sui giornali, sui media e farne oggetto di dibattito non giova ai cittadini, né a Aerdorica. Ma nemmeno a chi ne parla per avere visibilità – ha ammonito severissima la Casini. Invece di creare panico, in quanto Aerdorica sta facendo un lavoro virtuoso, il senso di responsabilità – ha proseguito l’assessora – avrebbe richiesto maggiore prudenza.” Entrando nel merito della questione “L’Aerdorica – ha spiegato sempre la Casini – ha preso atto delle difficoltà tecniche ed economiche di Alitalia e ha contattato da mesi alcune compagnie aree”. Vista “l’inaspettata accelerazione” delle vicende della compagnia di bandiera (il cui contratto con Aerdorica sarebbe scaduto a fine maggio 2018), la società ha fissato a settembre ulteriori incontri con diverse compagnie aeree, italiane e straniere, low cost e non, “considerata l’alta redditività della rotta Alitalia su Roma con un utile di 700 mila euro”.

E tuttavia le cronache recenti offrono la lettura di una realtà che è completamente capovolta. E anche un po’ inquietante. Il 13 di maggio di questo anno, all’indomani di un incontro di Assaeroporti a Roma sulla crisi di Alitalia, l’amministratore unico di Aerdorica Federica Massei, si premura di consegnare alla stampa la seguente dichiarazione: “È importante che Alitalia onori il corrente e in quel caso non verrà sostituita nella tratta Ancona-Roma. Altrimenti, dovremo pensare ad ipotesi alternative.” Tradotto, significa che se Alitalia, già in profonda e conclamata crisi, non onorerà i debiti pregressi che ha con lo scalo marchigiano, Aerdorica ne cancellerà i voli. Non basta alla Massei nemmeno il prestito di 600 milioni di euro che il Tesoro concede ad Alitalia, per garantire l’operatività dei voli, ad arrestarla nella sua inossidabile determinazione. Spiega infatti, rigorosa la commercialista di Pesaro: “Alitalia continua a fare voli, ma per quanto riguarda l’arretrato resta tutto bloccato e certi scali devono ancora ricevere cifre enormi. Dal canto nostro, Aerdorica ha un credito di 300 mila euro con la compagnia, poca cosa in confronto ad altri, ma una cifra comunque non indifferente per un piccolo aeroporto.”

“Ad inizio anno – prosegue l’amministratrice unica – Alitalia ha cancellato voli da Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Trieste e Reggio Calabria. Ha deciso invece di mantenere la tratta Ancona-Roma, che è fondamentale.” Infatti i tre voli giornalieri di andata e ritorno di Alitalia rappresentano da soli oltre centomila viaggiatori pari a quasi il 20% del totale del Raffaello Sanzio. A questo punto bisogna aggiungere un particolare di non poco conto che chiude il cerchio di tutta questa demenziale vicenda. La questione è questa: Aerdorica paga alla Ryan Air ben tre milioni di euro l’anno affinché la compagnia irlandese garantisca voli low cost da e per Ancona. Viceversa pretende di essere pagata dall’italiana Alitalia, che le garantisce da sola 100 mila viaggiatori. Qui e subito per un debito di appena 300 mila euro, sennò la cacciano come un cane in chiesa.

In proposito riporto pari, pari le autorevoli parole di Vito Riggio, presidente dell’Enac, pronunziate il 31 maggio scorso in occasione del 50esimo di Assaeroporti: «Sugli aeroporti minori bisognerà prima o poi fare una riflessione non ipocrita. Gran parte di questi aeroporti nascono da esigenze localistiche, non tutte fondate. Costano un sacco di soldi perché danno i contributi ai competitori di Alitalia. Il risultato è che noi da una parte dobbiamo aiutare Alitalia e dall’altra contribuiamo ad affossarla attraverso i contributi dei piccoli aeroporti.” Da qui le inevitabili domande che, come semplici cittadini, ci sentiamo legittimati a porre a chi amministra i soldi nostri: se è vero – come ha riconosciuto la stessa Massei – che i voli per Roma sono fondamentali per il Sanzio, perché Aerdorica, nei confronti di Alitalia è stata così perentoria, tanto da consegnarle un ultimatum a mezzo stampa? Se invece ci si è voluti liberare, con scienza e coscienza, di un debitore che non avrebbe mai pagato, per percorre soluzioni alternative con altri vettori più affidabili (come ad esempio la Lufthansa) perché non lo si dice chiaramente senza tanto girarci attorno? In sintesi: Alitalia se ne è andata per sua scelta oppure è stata cacciata per debiti?

E ancora: la decisione dell’amministratrice unica di mettere pubblicamente in mora Alitalia è stata condivisa da tutti i soci di Aerdorica? E perché, in tutta questa storia, trapela l’evidente nervosismo dell’assessora ai trasporti che avrebbe preferito tenere la vicenda il più possibile al riparo da indiscrezioni?
Come al solito non ci aspettiamo delle risposte dai padroni del vapore (pro tempore, beninteso…), ma abbiamo il dovere di condividere queste nostre perplessità con i nostri moltissimi lettori, che peraltro, in tutte queste incresciose situazioni, ci mettono i soldi di tasca loro….

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X