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«Via le idoneità,
università libere di scegliere
i propri docenti»

L'INTERVENTO - Dopo lo scandalo dei concorsi truccati all'università di Firenze, la riflessione del professore Franco Amatori, docente alla Bocconi, ed alcune ipotesi di riforma del metodo di reclutamento degli insegnanti negli atenei italiani
lunedì 9 ottobre 2017 - Ore 11:31
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Franco Amatori (foto d’archivio)

di Franco Amatori *

Ho letto il recente articolo di Piero Alessandrini sui problemi dell’università e l’ho trovato del tutto condivisibile.
Vorrei però aggiungere alcune osservazioni che a me paiono altrettanto rilevanti.
La prima riguarda il reclutamento dei docenti. Se non vogliamo più sentire intercettazioni come quella che registrava lo scambio di vedute fra il prof. Russo e “l’inglese” (Laroma) aboliamo tutte le idoneità e lasciamo libere le università di scegliere i propri docenti. I diversi atenei si assumano la responsabilità del livello qualitativo che vogliono raggiungere: possono giocare in grande, o al ribasso, dipende dalla visione e dalla missione che prefigurano per il loro futuro.
La seconda osservazione è che, a questo punto, intervengono due elementi essenziali: l’abolizione del valore legale del titolo di studio (e quindi un serio esame di stato per accedere alle professioni e, in generale, al mondo del lavoro) e un consistente sacrificio economico – pur sostenuto da una importante offerta di borse di studio per i meritevoli – da parte degli studenti e delle loro famiglie, che però diventerebbero ipso facto gli implacabili censori dei cattivi comportamenti delle università.
Lo so che è difficile, lo so che ci vorrebbe una burocrazia onesta, competente ed efficiente, lo so che una riforma del genere implicherebbe un vasto sommovimento nel sistema scolastico delle medie superiori, per garantire a tutti il diritto allo studio e a una vera educazione.
So tutte le difficoltà, ma so anche che se non intraprendiamo questa strada, dovremo tenerci il professor Russo, il cui maggior torto è stato quello di essere sincero nel raccontare la normalità.

* Docente di Storia di Impresa, Università Bocconi

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