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Mare pulito, al voto il piano
anti sversamenti da
36 milioni di euro

AMBIENTE – A Palazzo degli Anziani domani mattina la seduta congiunta dei Consigli comunali di Ancona e Falconara per approvare l'intesa sugli scolmatori per evitare i divieti di balneazione lungo il litorale di Palombina ad ogni pioggia. In discussione le soluzioni presentate da Multiservizi e Univpm, il M5S chiede modifiche
giovedì 26 ottobre 2017 - Ore 17:15
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Palombina e il litorale nord di Ancona, foto Giusy Marinelli

 

Vasche di “prima pioggia” da realizzare in spiaggia per bloccare le precipitazioni degli acquazzoni, di cui la più grande a Collemarino nell’area ex Fiat per una portata di 5mila metri cubi, potenziare i quattro canali pontili, ripulire fosso Manarini e di Palombina dagli scarichi fognari e poi costruire 7 condotte sottomarine in corrispondenza degli impianti di sollevamento per disperdere le acque scure al largo. Un piano da circa 36,4 milioni di euro, da realizzare per stralci, per risolvere il problema degli sversamenti in mare delle acque reflue che ogni anno compromette la balenabilità e rovina la stagione balneare di Palombina. A partire dalle 9 di domani, venerdì 27 ottobre, a Palazzo degli Anziani si riuniranno in seduta congiunta i consigli comunali di Ancona e Falconara per discutere e approvare il piano contro gli sversamenti. In aula arriva la proposta concordata dalle giunte Brandoni e Mancinelli, che prevede un misto delle soluzioni prospettate in questi anni da Multiservizi e Univpm per risolvere il problema della qualità delle acque di Palombina. Scartata la proposta di una separazione totale delle acque piovane da quelle nere, servirebbe una nuova rete di impianti da 50 milioni di euro, senza garantire la balneabilità: tutte le abitazioni private dovrebbero allacciarsi alle nuove fognature e basterebbero pochi allacci irregolari per riportare i batteri in mare. La delibera al voto ha preferito ripiegare perciò sulla “proposta C” presentata dallo studio Multiservizi, con alcuni accorgimenti avanzati dall’Univpm. In sostanza, si tratta di realizzare una serie di vasche di prima pioggia diffuse lungo tutto l’arenile.

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Le vasche di prima pioggia sono dei veri e propri serbatoi dove si raccolgono le acque più inquinate per trattarle al depuratore e non mandarle verso il mare. L’Univpm però mette in guardia: costano meno, ma servirà nel tempo la manutenzione ordinaria. Le vasche dovrebbero essere in grado di invasare un’altezza di pioggia di 2,5 millimetri, quindi una precipitazione moderata. La più grande di queste vasche viene indicata nell’area ex Fiat di Collemarino, con una previsione di una capacità di 5mila metri cubi, sarebbe in grado di raccogliere il 70% delle acque piovane del quartiere. In aggiunta, lo studio Multiservizi-Univpm prevede l’intervento sul fosso Manarini e sul fosso di Palombina separando dai fossi gli scarichi fognari. Per Falconara, viene indicato un “collettore di gronda”, una tubazione di raccolta delle acque miste lungo via Volta, via Galilei, via Matteotti, via Elia, con la verifica della possibilità di attraversamento della ferrovia, la disponibilità di aree per la vasca di prima pioggia e della capacità idraulica del fosso della Castellaraccia. Infine, sono previste 7 condutture sottomarine, in corrispondenza degli scolmatori, per la dispersione al largo della costa delle acque reflue. Domani mattina in aula interverranno i tecnici di Multiservizi e Univpm per spiegare come si è arrivati a queste soluzioni, ma il M5S di Ancona propone 11 emendamenti e non è del tutto convinto del piano. I pentastellati in particolare chiedono di approfondire la possibilità di realizzare una nuova condotta per le sole acque bianche delle strade, dei piazzali e dei parcheggi, lasciando nella rete mista gli allacci delle acque reflue delle abitazioni e delle acque meteoriche dei tetti e delle coperture. L’idea è stata scartata dall’Univpm perché giudicata comunque insufficiente, ma il M5S la rilancia, chiedendo di inserire anche una o più vasche di laminazione, cosa che l’Univpm non ha considerato. “L’ipotesi, non contemplata nello studio dell’Univpm, di posizionare una vasca di laminazione per le restanti acque reflue delle abitazioni e delle acque meteoriche dei tetti e delle coperture, eviterebbe l’attivazione degli scolmatori, permettendo alla rete nera di smaltire le eccedenze nel tempo” spiega il gruppo M5S. Tra le altre modifiche avanzate dal M5S, si chiede limitare la vasca di Collemarino alle dimensioni strettamente necessarie, valutando anche il rifacimento della rete bianca delle acque piovane del solo quartiere.

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