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In cella la banda del parcometro,
dopo i furti stava per fuggire
Colpi anche a Sirolo e Macerata (Video)

INDAGINE - Ne fanno parte tre romeni, finiti in manette dopo alcuni furti a Macerata e in seguito tornati liberi. La procura ha disposto il fermo per associazione per delinquere. Una quarta persona è ricercata. La refurtiva, le monetine dei parcometri, è stata ritrovata per buon parte nel residence romagnolo dove dimorava la banda, nascosta nei calzettoni di lana tra gli effetti personali. Due degli arrestati facevano prostituire le proprie donne
sabato 4 novembre 2017 - Ore 14:18
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L''Operazione Parcometro' raccontata dal maggiore Raffaele Conforti e dal luogotenente Alfredo Russo

Da sinistra il luogotenente Alfredo Russo, il maggiore Raffaele Conforti ed il luogotenente Luciano Almiento

di Gianluca Ginella e Maria Paola Cancellieri

Erano pronti a lasciare l’Italia per tornare nel loro Paese i tre romeni che erano stati arrestati (e avevano poi patteggiato) per tre furti commessi a Macerata sui parcometri. I tre uomini avevano agito in viale Trieste e in via Morbiducci e avevano messo insieme un bottino di circa mille euro. Questo lo scorso 31 ottobre (leggi l’articolo). Ma i carabinieri della Compagnia di Osimo ne stavano monitorando le mosse e li avevano arrestati dopo un inseguimento finito al casello autostradale di Civitanova. I tre uomini avevano poi patteggiato un anno al tribunale di Macerata ed erano tornati liberi. Ora però sono stati arrestati nuovamente. L’indagine però è più ampia e riguarda ben più di tre furti. I carabinieri della Compagnia di Osimo hanno notificato ai tre romeni un decreto di fermo emesso dalla procura di Ancona in seguito ad una attività di indagine coordinata dal sostituto procuratore Daniele Paci. L’operazione, detta parcometro, ha individuato azioni criminali commesse dai tre arrestati a Macerata e da un quarto uomo, pure lui romeno, irreperibile, compiute nel Centro Italia: oltre che nelle Marche anche in Toscana ed Emilia Romagna. La contestazione per Andrea Claudiu Oprea, 24 anni, Petru Narcis Oprea, 24, e Victor Negoita, 34 ritenuto il capobanda (tutti arrestati), e R. M., 36 anni, irreperibile, è di associazione per delinquere finalizzata a una serie di furti sui parcometri. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la banda del parcometro usava un trapano elettrico e un piede di porco per commettere i furti. Mentre due persone si davano da fare per svuotare le colonnine, una terza faceva il “palo”.

Azioni che sarebbero state compiute tra il 29 giugno scorso e il 30 ottobre dove hnno colpito a Macerata, poco prima però stavano per farlo ad Osimo.Hanno desistito alla vista dei carabinieri. Le indagini però erano iniziate in seguito a 5 furti sui parcometri di Sirolo. Alcuni malviventi avevano portato via 3.476 euro. Una azione che i ladri avevano ripetuto a Sirolo anche il 16 luglio, in quel caso mettendo insieme 5.600 euro. I carabinieri della Compagnia di Osimo grazie all’analisi delle riprese delle telecamere di sorveglianza avevano individuato un’auto sospetta e in seguito identificato i presunti autori dei furti. I carabinieri, grazie ad attività tecniche, e anche ad un sistema di localizzazione gps piazzato sull’auto usata dalla banda, avevano raccolto una serie di indizi che inchiodavano i 4 romeni come autori dei furti. I carabinieri attribuiscono alla banda, oltre ai furti a Macerata e Sirolo, altri 4 colpi: a Pietrasanta (Lucca), il 26 ottobre (711 euro), il 27 ottobre a Riccione, il 29 ottobre a Lugo (Ravenna), di 453 euro, il 30 ottobre a Cesenatico, 496 euro.  Secondo i carabinieri il danno complessivo ai parcometri è stato di 35mila euro. La banda si spostava continuamente soggiornando tra la Toscana e la Romagna in hotel di fortuna. Gli arrestati si trovano nel carcere di Montacuto di Ancona, il fermo è stato convalidato ieri.

I componenti della banda avevano un elevato tenore di vita perchè viaggiavano su vetture costose e dimoravano in alberghi di lusso. Entravano in azione sempre alla stessa ora della notte, alle 2.40 circa, quando terminava l’orario di pagamento dei parcheggi a pagamento e avevano la certezza che l’incasso giornaliero fosse ancora nelle macchinette. Per forzare le postazioni utilizzavano un trapano con punte particolari. La banda, che aveva basi in Spagna e Romania, si spostava con un’auto con targa bulgara ed è stata incastrata dai filmati delle telecamere della videosorveglianza accese a Sirolo e Numana, capaci di leggere le targhe anche al buio. Determinanti per individuare i tre uomini sono state però anche le intercettazioni telefoniche perchè durante i colpi parlavano a telefono con il ‘palo’. Oltre ad essere dediti ai furti, i due cugini 24enni Oprea, quando si spostavano per prepararli, si facevano accompagnare  dalle loro donne, due ragazze ventenni, che poi facevano prostituire. La Procura di Ravenna indaga inoltre sul filone dello sfruttamento della prostituzione. Nel corso di un’ispezione nel residence dove alloggiavano a Lugo di Romagna, proprio i carabinieri di Ravenna hanno ritrovato la probabile refurtiva dei colpi di Cervia, Riccione e Sirolo che in totale avevano fruttato circa 35mila euro. Le monetine dei parcometri erano state nascoste nei calzettoni di lana da uomo, custoditi tra gli effetti personali dei giovani romeni.

 

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