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Ponte Baldini, il vertice
a Roma apre uno spiraglio
per la sistemazione

CAMERANO - Lunedì scorso il governatore Ceriscioli ha incontrato la Società Autostrade per studiare una soluzione tecnica. Dopo proteste e ricorsi, il cavalcavia sull'A14 è ancora impraticabile ai mezzi dell'azienda con un peso superiore alle 12 tonnellate
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Il sindaco Annalisa Del Bello con gli operai della Baldini

Buone notizie dopo l’incontro a Roma tra il governatore della Marche, Luca Ceriscioli e la società Autostrade per l’Italia, per la risoluzione della questione del ponte 166 di Camerano che vieta ai camion della ditta Baldini di raggiungere la sede dell’azienda con mezzi superiori alle 12 tonnellate. Il tavolo tecnico fissato per lo scorso 1 dicembre era stato cancellato in attesa di questo vertice capitolino che, lunedì scorso, sembra abbia aperto uno spiraglio concreto per la sistemazione di questo cavalcavia e quello gemello, il 164, che conduce al depuratore gestito dalla Multiservizi, con gli stessi problemi tecnici. Date e cronoprogramma dei lavori ancora non si conoscono ma il progetto sembra più realistico. Determinante è stata la mediazione del sindaco di Camerano, Annalisa De Bello, che si è sempre schierata dalla parte dei 15 operai della Baldini. Le maestranze hanno inscenato diverse proteste per sensibilizzare le istituzioni all’incoveniente tecnico, emerso subito dopo il crollo del ponte sullA 14 (leggi l’articolo), che rischiava di far chiudere del tutto l’azienda. I giudici, lo scorso 14 dicembre, avevano rimandato la loro pronuncia sull’esito del ricorso presentato proprio dai lavoratori della Baldini in attesa della mediazione tra Comune, Regione, Società Autostrade. Qualcosa, insomma, si è mosso.

Chiusura ponte Baldini, stop ai camion anche sul cavalcavia del depuratore Multiservizi

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