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Multiservizi entra in Estra,
Quattrini (M5S): «Persi i milioni
di Prometeo»

AZIENDE – L'assemblea dei soci di Estra ha concluso l'operazione da 42 milioni che porta all'ingresso di Multiservizi con una quota del 10%. Chiara Sciascia nominata quinto componente Cda Estra. Opposizione all'attacco. “C'è poco da rallegrarsi, speriamo che il titolo vada bene in borsa”
sabato 30 Dicembre 2017 - Ore 14:29
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Multiservizi entra in Estra, conclusa l’operazione che consegna il 10% delle quote del colosso dell’energia alla società idrica partecipati dai 44 Comuni della provincia di Ancona. Per rappresentare Multiservizi, nel Cda di Estra fa il suo ingresso come quinto componente Chiara Sciascia, la presidente di Multiservizi, nome di fiducia del sindaco Valeria Mancinelli. L’operazione è stata conclusa giovedì a Prato con l’approvazione dell’assemblea dei soci di Estra. Il territorio di Ancona entra dunque come socio del colosso del Centro Italia, al fianco dei 97 Comuni dei territori di Arezzo, Siena, Prato, Firenze e Grosseto. L’operazione prevede un aumento di capitale sociale con esclusione del diritto di opzione per un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, pari a 42.480.000 euro, mediante un’offerta di azioni di nuova emissione che verranno sottoscritte da Multiservizi S.p.A. tramite conferimento di beni. Il conferimento di beni da parte di Multiservizi S.p.A. riguarderà in particolare immobili (la sede di via Trieste di Edma dal valore di 700mila euro), crediti e la partecipazione del 55% in Edma S.r.l., holding di partecipazioni di società attive nel settore della distribuzione gas e nella vendita di gas ed energia elettrica, di cui Estra S.p.A. già possiede il 45% e di cui arriverà pertanto a detenere il 100%. “Gli azionisti hanno manifestato soddisfazione per l’operazione con cui Estra conferma la propria attenzione e vicinanza ai territori in cui opera nell’ottica di potenziamento dei servizi offerti e della clientela raggiunta” si legge nella nota della società.

Lo schema delle partecipazioni tracciate dalla società di revisione Audit Smart Alliances, chiamata da Multiservizi a dare il suo pareredi congruità finanziaria

L’operazione non convince invece l’opposizione ed in particolare il M5S, che sull’affare ha già presentato il suo esposto alla Corte dei Conti. “La sindaca Mancinelli e il Pd anconetano si stanno rallegrando dell’operazione ESTRA – Multiservizi, ma a mio avviso c’è ben poco da stare allegri perché si tratta di un’operazione irresponsabile, della cui regolarità ho parecchi dubbi, i cui rischi ricadranno sul gestore del servizio idrico di tutti i Comuni della provincia di Ancona, ovvero Multiservizi – scrive il capogruppo M5S Andrea Quattrini -. Con il decreto Letta, il Governo aveva disposto che le concessioni delle reti gas sarebbero dovute andare a gara, in modo che se le sarebbe assicurate il miglior offerente. Con questa operazione, invece, le reti gas che gestiva Multiservizi, con ricavi annui da 15 milioni di euro, assieme alla partecipazione di Prometeo che assicurava ulteriori milioni di utili, sono state date al gruppo Estra, senza alcuna gara e senza che Estra tirasse fuori un euro, in quanto ha dato in cambio azioni proprie o di altre partecipate del suo gruppo. Tra l’altro, le valutazioni di queste operazioni sono state affidate a consulenti molto vicini ad Estra, non solo per luogo di residenza. La “maga” Mancinelli prevede 2 milioni di euro di utili all’anno da queste azioni? Si legga i vecchi bilanci di Multiservizi che dalle reti gas e Prometeo incassava fino al 2013 utili tra i 6 e i 7 milioni di euro, somme che negli ultimi 4 anni, cioè da quando è stato dato il là a questa operazione, non abbiamo più incassato. Sarà interessante anche quantificare l’ipotesi del danno economico subito dai cittadini – conclude Quattrini -.

Chiara Sciascia con Moreno Clementi

Inoltre, se la Estra avesse pagato i 42 milioni dell’ultima operazione, anziché darci in cambio le sue azioni, in base ai conti della “maga” Mancinelli, avremmo già monetizzato 21 anni di utili. E magari con una gara pubblica, qualcuno avrebbe offerto molto di più dei 42 milioni stimati da consulenti vicini alla Estra. E adesso tutti a pregare che il titolo Estra, che presto verrà quotato in borsa facendo entrare i privati nel suo capitale, non perda valore altrimenti verrà messo a rischio il bilancio di Multiservizi e la gestione di un bene essenziale come l’acqua: un’operazione irresponsabile e di fatto una privatizzazione di beni pubblici senza cercare il miglior offerente”.

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