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Foto pedopornografiche nel pc,
26enne messo alla prova
Lavorerà per la Protezione Civile

ANCONA - Il giovane, un ex studente universitario della Politecnica delle Marche, era stato investito da una maxi inchiesta svolta dalla Polposta per smascherare presunti pedofili in tutta Italia. Secondo quanto detto al giudice, non avrebbe mai potuto scaricare quel genere di file, essendo stato in passato lui stesso vittima di abusi
martedì 16 Gennaio 2018 - Ore 15:33
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tribunale di Ancona

 

Finito a processo per detenzione di materiale pedopornografico, un 26enne si salva dalla condanna e viene messo alla prova dal giudice: per sei mesi lavorerà in Protezione Civile. La decisione del gup Paola Moscaroli è arrivata questa mattina nell’ambito dell’udienza preliminare affrontata da un 26enne, ex studente di Ingegneria della Politecnica, per cui la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. In aula, si è proceduto solo per quest’ultimo reato, non sussistendo i presupposti per gli altri. L’inchiesta che ha coinvolto il ragazzo, che ora vive e lavora a Torino, era scaturita una maxi indagine della Polizia Postale che aveva coinvolto diverse regioni italiane, tra perquisizioni domiciliari e denunce. Nel 2013, a casa dell’ex studente dell’Univpm, gli agenti avevano sequestrato il suo pc, trovandoci all’interno diverse immagini di stampo pedopornografico. Il giovane ha avuto modo di difendersi durante la prima tranche dell’udienza preliminare, svoltasi a giugno. Supportato dal difensore Italo Appignani, l’ingegnere aveva dichiarato di aver scaricato sul computer delle foto pornografiche, ma non un altro genere di immagini. Ci sarebbe stato, dunque, una sorta di inquinamento nel download dei file. Inoltre, il 26enne aveva confessato di essere stato vittima di abusi sessuali quando era ancora minorenne. E proprio per questo, sarebbe stato per lui impossibile mantenere nel pc foto che ritraevano violenze sessuali su bambini. Questa mattina, la fine del procedimento. Il difensore ha ottenuto per l’abruzzese la messa alla prova. Per sei mesi, il 26enne dovrà lavorare per la Protezione Civile di Torino. Terminato l’iter, il 16 settembre ci sarà una nuova udienza davanti al giudice per giudicare il percorso del ragazzo. Se venisse decretata la positività della messa alla prova, per lui arriverebbe il proscioglimento.

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