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Di Maio riceve la ‘benedizione’ di mister NeroGiardini:
«Ho fiducia in Luigi e nel Movimento»
(Video)

FERMO - L’abbraccio di Enrico Bracalente che invita a credere in lui, deluso dalla vecchia politica. Mezz’ora di intervento per parlare di burocrazia, turismo, investimenti e di cittadini “da lasciare in pace”. Luigi Di Maio questa mattina allo stabilimento logistica di Nerogiardini alla Girola di Fermo. Il capo politico del Movimento 5 stelle inizia dal mondo dell’impresa il suo rally che oggi tocca le Marche, e proseguirà a Civitanova ed Ascoli Piceno
sabato 20 Gennaio 2018 - Ore 15:22
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di P. Pier. 

foto di Simone Corazza

L’abbraccio di Enrico Bracalente che invita a credere in lui, deluso dalla vecchia politica. Mezz’ora di intervento per parlare di burocrazia, turismo, investimenti e di cittadini “da lasciare in pace”. Luigi Di Maio questa mattina allo stabilimento logistica di Nerogiardini alla Girola di Fermo. Il capo politico del Movimento 5 stelle inizia dal mondo dell’impresa il suo rally che oggi tocca le Marche, e proseguirà a Civitanova ed Ascoli Piceno.

L’arrivo intorno alle 11.15 allo stabilimento, a bordo del pulmino nero del Movimento. Al suo fianco Mr Nerogiardini Enrico Bracalente. Rigorosamente ad invito la partecipazione all’incontro, con un centinaio di ospiti selezionati tra dipendenti, collaboratori dell’azienda calzaturiera e candidati o iscritti del M5S. Accesso perentoriamente vietato agli organi d’informazione. Scelta curiosa se si considera che in contemporanea dalla pagina Facebook del Movimento 5 stelle è partita la diretta streaming dell’incontro.

L’imprenditore non usa mezzi termini: “Ho fiducia in Luigi e nel Movimento, cambiare questo Paese tocca a loro – esordisce Enrico Bracalente – Sono rimasto molto deluso dalla vecchia politica. Ho seguito per un periodo onorevoli imprenditori, ma oggi dico che continuare a votare questa classe politica significa accettare questo sistema. Se voglio cambiare voglio guardare a loro. Stanno facendo cose egregie nelle realtà in cui amministrano, diamogli fiducia”.

Sorride Di Maio, ringrazia Bracalente e la sua famiglia, ricorda di venire da una famiglia che per 30 anni ha fatto impresa. “Non vi prometto altre leggi, perchè rischiamo di produrre sol altra burocracia. Ogni mezza giornata arriva una nuova norma che cambia le regole del gioco per chi gestisce un’attività o un’impresa. Così è impossibile fare un business plan di lungo periodo. Il nostro programma parte da un elenco di leggi da togliere. Dobbiamo lasciare in pace chi crea lavoro. Lo Stato non deve tartassare le aziende, gli imprenditori sono onesti fino a prova contraria. Non dobbiamo obbligarli a produrre scartoffie, basta l’incrocio delle banche dati della pubblica amministrazione per capire se qualcuno fa il furbo. Tutta questa burocrazia serve solo a tenere in piedi enti che non servono. Ci sono 400 leggi da abolire subito, Perchè un Paese con una legge che non funziona non è democratico”. Semplificare le leggi.

Su tasse e investimenti il leader pentastellato invita al buon senso. “Di recente ho visitato gli Stati Uniti, dove si è ridotta la tassazione alle imprese al 15%. Si finanzia l’operazione con un po’ di deficit, che verrà ripagato e coperto dal rilancio degli investimenti. Si è fatto anche in Spagna per abbassare il costo del lavoro”. Di Maio auspica una tassazione più omogenea, vuole far dialogare economia reale e virtuale, auspica una promozione turistica integrata di tutto il Paese. “Dobbiamo reinserire il Ministero del turismo, non ha senso avere 20 regioni che fanno promozione autonoma con strategie diverse. Il portale Italia.it è già costato 50 milioni e invoglia ad andare da un’altra parte. Che diventi una grande vetrina del nostro Paese”.

Sul sistema bancario il candidato premier sottolinea come l’Italia sia “l’unico Paese senza una banca pubblica di investimenti. In Francia c’è, è una banca con mission pubblica, finanziare le imprese per l’internazionalizzazione, ma è slegata dalla politica”. Dopo 5 anni alla Camera, secondo Di Maio “non è vero che ci sono incompetenti in Parlamento. Anche Razzi, se gli vai a toccare il vitalizio, è molto preparato in materia. Il problema è che le competenze non si mettono al servizio dell’interesse del Paese”.

Infine, l’appello a dare una possibilità al Movimento: “Per sopravvivere a questi 40 giorni di campagna elettorale non chiedetevi cosa vogliono fare i vari schieramenti. Chiedetevi come mai, se hanno governato per 20 anni, non lo hanno ancora fatto e perchè l’Italia non l’abbiano cambiata. Se non trovate una risposta vuol dire che rischiate di fidarvi ancora di chi vi ha imbrogliato”.

Rimarca come il M5S si regga in piedi grazie alle donazioni di iscritti e simpatizzanti: “Abbiamo già raccolto più di 200.000 euro,una media di 29 euro a donazione. Siamo un movimento giovane, magari sbagliamo, ma mai in mala fede”.

Quanto ai candidati e alla sua squadra, Di Maio precisa di non voler essere “un uomo solo al comando. A giorni conoscerete la squadra di candidati nei collegi. Persone dal mondo delle imprese, della ricerca, del giornalismo, dell’università. Tante persone deluse dalla vecchia politica. Ci contattano figure delle forze armate, servitori del Paese, presidenti di ordini professionali, professori. Questo mi riempie di fiducia. Prima delle elezioni conoscerete la nostra squadra di Governo, perchè avete il diritto di conoscere tutto. Se faremo bene, sarà perchè vi abbiamo ascoltato. Vogliamo lasciare in pace i cittadini, lo Stato deve smettere di tartassarli. Anche un disoccupato non può essere continuamente martoriato dai centri per l’impiego. coltato. Grazie di nuovo a Enrico Bracalente. Il fatto che una personalità come la sua stia dalla nostra parte mi incoraggia”.

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