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«Stava in piazza invece di lavorare»:
a processo dipendente comunale

ANCONA - L'impiegato dell'ufficio tecnico di Offagna dovrà rispondere di truffa e della violazione della legge Brunetta per - dice l'accusa - non aver lavorato 28 ore tra il gennaio e settembre 2016. Parte civile sarà il Comune
martedì 30 Gennaio 2018 - Ore 17:15
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Il tribunale

 

Per l’accusa, invece di lavorare avrebbe girato per il paese, fermandosi al circolo o a parlare con i cittadini in piazza. È per 28 ore di presunto assenteismo che questa mattina è stato rinviato a giudizio un dipendente comunale di Offagna con la duplice contestazione di truffa e violazione della legge Brunetta. L’uomo, difeso dall’avvocato Marianna Fioretti, dovrà affrontare il processo il 6 novembre davanti al giudice Elisa Matricardi. Parte civile sarà l’Amministrazione comunale che in udienza ha chiesto come risarcimento danni la somma di 609 euro, derivata dal conteggio delle ore in cui il dipendente non avrebbe lavorato. Chiesta anche una cifra forfettaria per coprire i danni d’immagine provocati al Comune. Intanto, per l’uomo – un 50enne – è scattata la sospensione e il temporaneo allontanamento dal servizio. I fatti presi in esame dalla procura si sono svolti tra il gennaio e il settembre 2016, periodo a cavallo tra il sindaco Stefano Gatto e il commissario prefettizio Francesca Piccolo. A innescare le indagini della Guardia di Finanza erano state due lettere anonime che denunciavano il comportamento del 50enne, all’epoca dei fatti addetto a varie mansioni, come l’organizzazione di fiere, mercati ed eventi. Da quanto emerso dagli appostamenti eseguiti dai militari, il dipendente sarebbe uscito dal suo ufficio senza motivo e, soprattutto, senza timbrare il cartellino. Lontano dalla sua scrivania, avrebbe perso tempo a raggiungere il circolo Acli del paese, la sede della Pro Loco, oppure si sarebbe fermato in piazza. Per la difesa, le assenze sono tutte giustificate e legate all’attività di servizio del 50enne. «All’epoca della chiusura delle indagini – afferma il difensore Fioretti – il mio assistito aveva smontato punto per punto le contestazioni dell’accusa. Nella memoria difensiva presentata, tra l’altro, abbiamo anche chiesto che venissero ascoltati alcuni testimoni che potessero confermare la nostra tesi prima che si procedesse al rinvio a giudizio, ma non siamo stati ascoltati. Inoltre, all’epoca aveva 100 giorni di ferie da smaltire, perché avrebbe dovuto macchiarsi di assenteismo?»

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