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Eurospin a Vallemiano,
il Comune approva la variante

ANCONA – La variante divide maggioranza e opposizione. Mandarano (Pd) è contrario, La Tua Ancona dalla minoranza si astiene. M5S: “Città prostituta del benefattore di turno”. Tombolini (60100): “Operazione da 5 milioni di euro. Chiederò alla Guardia di finanza di approfondire da dove arrivano”
lunedì 26 Febbraio 2018 - Ore 17:07
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Il progetto del nuovo Eurospin di Vallemiano

 

Eurospin a Vallemiano al posto di ex Monopoli, ex Enel e ex Poste, il Consiglio comunale approva la variante dopo un dibattito rovente in aula. Dure le critiche dell’opposizione, ma i distinguo arrivano sia dai banchi della minoranza, sia dai banchi della maggioranza. Massimo Mandarano (Pd) vota contro l’operazione, mentre il gruppo di Italo D’Angelo, La Tua Ancona, si astiene. La votazione finisce con 17 consiglieri favorevoli (Pd, Udc, Verdi, Ancona2020), 5 contrari (M5S, Sel, Fi e Mandarano) e 3 astenuti, approvata la variante che consente all’Eurospin di ampliare la propria proposta anche agli immobili ex Enel e ex Poste di Vallemiano, dopo aver già demolito il palazzo ex Monopoli di Stato. Il progetto prevede il nuovo supermercato di 2.370 metri quadri e un ristorante self service da 480 metri quadri annesso. Operazione da 637mila euro per le casse del Comune, pagati dai privati come contributi in base all’articolo 29 bis del piano regolatore che consente i cambi d’uso dietro pagamento degli oneri per gli immobili in abbandono.

La demolizione dell’ex Monopoli di Stato di Vallemiano, conclusa nei mesi scorsi

Il progetto è stato fortemente criticato dai residenti del comitato di quartiere, che hanno denunciato la mancanza per la zona di aggregazione e di carattere sociale per migliorare la vivibilità della zona in risposta all’apertura di un nuovo supermercato low cost. Una critica rilanciata da Francesco Rubini (Sel) e dai consiglieri M5S. Duro il botta e risposta tra pentastellati e Pd, con la consigliera Daniela Diomedi che parla di “amministrazione che si prostituisce al benefattore di turno” e di progetto imposto senza alcun confronto con i residenti. Mandarano rincara le accuse: la catena low cost non poterà buona occupazione. Dalla maggioranza è una levata di scudi. Il capogruppo Pd Loredana Pistelli sottolinea che il ruolo del Comune non è bloccare il progetto presentato dalla società privata che ha acquistato gli immobili statali, mentre Federica Fiordelmondo ricorda il project financing pensato dalla giunta per riqualificare l’area dell’ex Mattatoio, dove è già ospitata Casa delle Culture. “Riduciamo i volumi da 37mila metri cubi a 15mila metri cubi. E’ una delle soluzioni che va ad aumentare il grado di riqualificazione del quartiere” aggiunge il vicesindaco Pierpaolo Sediari. Il capogruppo 60100 Stefano Tombolini rilancia: “Solo l’acquisto degli immobili è costato 3,6 milioni di euro, l’intera operazione vale almeno 5 milioni di euro, chiederò alla sezione di controllo della Guardia di finanza se non sia necessario capire la provenienza di questi denari per un punto vendita di 2mila metri quadri. E’ una verifica che una amministrazione locale è tenuta a fare se non vogliamo che la città diventi territorio di conquista”. L’atto è stata l’unica delibera discussa e votata stamattina dalla seduta del Consiglio comunale, interrotta in anticipo a causa dell’emergenza neve.

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