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Trasferimento educatrici
del Nido ‘Colfiorito’, i sindacati
si rivolgono al Prefetto

OSIMO - Fp Cgil, Fps Cisl e Fpl Uil hanno chiesto un tavolo di conciliazione per evitare la cessione delle 8 insegnanti e del dipendente della biblioteca comunale dall'organico del Comune alla Asso. Venerdì potrebbero disertare l'incontro organizzato in municipio. Andrea Raschia: "Il Comune apra una pausa di riflessione. Rischia di intralciare il processo di rinnovamento della scuola d’Infanzia perchè i Nido non saranno più un servizio a domanda individuale"

Andrea Raschia

Esternalizzazione alla Asso delle otto educatrici del Nido comunale ‘Colfiorito’ e del dipendente della Biblioteca comunale: Fp Cgil, Fps Cisl e Fpl Uil chiedono alla Prefettura di Ancona di fare da pontiere nel braccio di ferro aperto con il Comune di Osimo. Le organizzazioni sindacali hanno inviato una lettera al prefetto sollecitando un suo intervento per avviare al più presto un ‘tavolo di conciliazione’ tra le parti. Si tratta di una procedura di ‘raffreddamento’ in caso di relazioni tese, prevista dalla legge, per trovare una soluzione condivisa e il meno dolorosa possibile per il personale. Il Comune di Osimo non intende però retrocedere dalle sue posizioni. Pare intenzionato a trasferire i 9 dipendenti dal suo organico a quello dell’Azienda speciale che per suo conto gestisce i servizi educativi e socio-culturali. Nella missiva di replica l’ente locale ha chiarito che a suo giudizio non ci sarebbe alcuna vertenza in atto, tanto che è stato convocato per venerdì prossimo, 16 marzo, un incontro con i sindacati per definire la questione licenziamenti. Il trasferimento del personale sarebbe un atto dovuto, dettato dalla legge, perché il servizio era già stato assegnato ormai da anni alla Asso e la convenzione non può più essere rinnovata.

L’asilo nido Colfiorito, durante i lavori di ristrutturazione del 2004

Non c’è insomma alcuna intenzione di sospendere la procedura per analizzare le diverse opportunità offerte dagli strumenti normativi. Non avrebbe cambiato gli orientamenti degli amministratori comunali neppure la presa di posizione della presidenza della Asso, che sempre con lettera, avrebbe già manifestato tutte le sue perplessità sull’operazione. L’azienda sembra poco propensa a firmare i 9 contratti di lavoro con il rischio di ingenerare una situazione insostenibile con quelli già attivi nel suo organico. Si è creata, insomma, una situazione di stallo e se il prefetto non riuscirà a convocare le parti prima di venerdì, le sigle sindacali hanno già fatto sapere che diserteranno la riunione convocata a Palazzo comunale. “Anche perché non c’è alcun protocollo d’intesa da sottoscrivere – evidenzia Andrea Raschia, responsabile Fp Cgil di Ancona – Noi non intendiamo firmare alcun atto che legittimi la cacciata dei dipendenti tanto più che la procedura non sta bene neppure all’Asso che quel personale dovrebbe accogliere. Alla luce di questa assurdità, forse, dovrebbe essere convocata anche l’assemblea generale del personale del Comune, perché questa vicenda merita di essere presa in esame più approfonditamente in una prospettiva futura”.

La sede della Asso di Osimo

Raschia, Giuseppe Cavezza (Fps Cisl) e Primo Gazzelli (Fpl Uil), nel sostenere la causa dei 9 dipendenti, tornano a sottolineare al Comune di Osimo che si possono fare scelte diverse. “C’è una legge che stabilisce l’asilo nido non è più un servizio a domanda individuale, ma è il primo gradino della scuola dell’infanzia da 0 a 6 anni. – rammenta Raschia- Il Comune di Osimo dovrebbe saperlo e dovrebbe aprire una pausa di riflessione su tutta la vicenda. C’è il rischio di intralciare il processo di rinnovamento della scuola d’Infanzia che offre ai bambini le stesse opportunità. Oggi non tutte le famiglie possono permettersi questo servizio perché troppo costoso”. La nuova legge rompe questo schema e colloca il servizio in un mosaico più ampio, come primo tassello del percorso educativo per i piccoli. “E’ chiaro che dovremo attendere la legge di finanziamento del progetto – osserva il referente di Fp Cgil- ma le basi sono già state poste. Forse il Comune dovrebbe avere un approccio, una lettura meno burocratica del problema che la buona politica dovrebbe invece orientare. Pertanto rivolgo al sindaco Pugnaloni un forte invito a modificare questo suo atteggiamento di chiusura, che è incomprensibile. Lo faccia prima che sia troppo tardi, dando prova di buon senso nell’interesse generale, evitando a famiglie e bambini disservizi e disagi che potrebbero determinarsi con l’esplodere della controversia. Auspico che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti”.

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