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Nel pozzo dell’orrore
almeno due corpi
Aperto fascicolo per omicidio

PORTO RECANATI - Una trentina le parti di ossa che sono stati rinvenuti nel terreno vicino all'Hotel House di Porto Recanati. Uno di questi potrebbe essere della 15enne Cameyi Mosammet, sparita nel 2010. Lo scavo proseguirà per almeno un altro metro
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Gli scavi all’interno del pozzo

di Laura Boccanera

(Foto di Federico De Marco)

Sarebbero due i corpi gettati all’interno del pozzo nel campo retrostante l’Hotel House a Porto Recanati. L’ipotesi investigativa della presenza di più cadaveri è avvalorata dal ritrovamento di ossa di diversa tipologia e dimensione rispetto ai frammenti rinvenuti fino ad ora. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e occultamento di cadavere. Da stamattina si è ripreso a scavare, vigili del fuoco e polizia scientifica sono arrivati a circa due metri di profondità in quel pozzo di mattoni che pian piano sta facendo emergere dettagli raccapriccianti. Una trentina i frammenti ritrovati fino a questo momento, rispetto a ieri sono state rinvenute due scapole. Sono questi alcuni dei frammenti ossei più grandi come dimensione ritrovati fra detriti e materiali di risulta.

La 15enne Cameyi Mosammet, sparita nel 2010

Il pozzo, infatti, è un vecchio pozzo in mattoni della profondità di circa 10 metri, come ne esistevano tanti nelle campagne marchigiane, utilizzato come riserva d’acqua e poi dismesso. La scientifica è scesa fino a 2 metri e probabilmente andrà avanti ancora per un altro metro o almeno fino a quando la terra continuerà a far emergere resti e frammenti. Al di sotto di quella soglia però la terra è compatta tanto che l’ipotesi è che il pozzo fosse stato già parzialmente chiuso prima che i cadaveri venissero gettati all’interno. I frammenti ritrovati però sono in numero esiguo rispetto alle ossa presenti in due corpi e al momento le ipotesi sono le più varie anche se si attenderanno i risultati medico legali e l’estrapolazione del Dna dai frammenti raccolti per verificare se corrispondono con il Dna della quindicenne bengalese Cameyi Mosammet scomparsa nel 2010 prima di procedere eventualmente ad altre ricerche più profonde e dettagliate anche nei dintorni. L’interrogativo che ci si pone è dove siano ora le altre ossa non presenti all’interno del pozzo: anche perché, da una prima osservazione, sembrerebbe che l’omero ritrovato sia molto più piccolo rispetto alla dimensione di un omero di una quindicenne. Al momento però non c’è la previsione di ulteriori indagini nei terreni circostanti. All’interno dell’Hotel House la notizia dei ritrovamenti si è diffusa rapidamente ma in pochissimi commentano o ricordano: Moustafa Diop, portiere dell’albergo dice: «Io sono arrivato qui a dicembre del 2011, non ho conosciuto Monir Kazi il ragazzo bengalese che era il fidanzatino di Cameyi, tutti qui hanno saputo, ne parlano tra loro ma non dicono altro. Però quello che è stato ritrovato è una bomba». Sono circa 250 i cittadini della comunità bengalese che vivono all’Hotel House. Due di loro hanno i negozi di generi alimentari che insistono sul portico del palazzone multietnico, ma nessuno di loro ricorda Monir.

 

 

Il medico legale Roberto Scendoni, a destra, sul pozzo dove sono state trovate le ossa

Il pozzo dell’orrore «Potrebbero esserci più corpi» Una pista porta alla 15enne Cameyi

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