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Parco del Conero commissariato,
scatta la petizione
Legambiente: «Regione vuole affossarlo»

ANCONA – Il circolo Pungitopo lancia la raccolta firme per sbloccare l'impasse nella riforma dell'ente, che rischia un commissariamento fino al 2019. In poche ore superate le 600 sottoscrizioni. “Nemmeno i Comuni sciolti per mafia hanno commissari così a lungo”
martedì 10 Aprile 2018 - Ore 11:14
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Una panoramica del Parco del Conero (foto d’archivio)

 

Parco del Conero commissariato fino al 2019, il circolo Legambiente Pungitopo di Ancona lancia la bordata contro il presidente della giunta regionale Ceriscioli e l’assessore all’ambiente Sciapichetti. “La Regione vuole affossare il Parco” attaccano gli ambientalisti, lanciando la petizione online per sbloccare l’impasse (qui la raccolta firme online), che in poche ore ha già superato le 600 sottoscrizioni. La raccolta firme continua anche nei locali della Casa delle Culture di via Vallemiano. “Gli eventi che sono seguiti nell’ultimo mese hanno purtroppo confermato i nostri timori – si legge nella nota -. Ricordiamo che l’Ente Parco del Conero, unico tra tutti i Parchi Regionali, alla scadenza naturale dell’organo amministrativo (il direttivo), che rappresentava gli enti locali e le associazioni oltre che la Regione stessa, è stato commissariato con la prospettiva che il Commissario straordinario rimanesse in carica sino alla data di entrata in vigore della nuova legge regionale di disciplina dei parchi e delle aree naturali protette e comunque per la durata massima di novanta giorni. E invece, come era facile prevedere, alla scadenza, ossia il 29 gennaio scorso il commissariamento viene prorogato dalla giunta per altri 90 giorni – continua Legambiente -. Il provvedimento di proroga, di per sé grottesco perché una legge di riordino non si prepara e approva in 90 giorni non era sufficiente: difatti l’8 febbraio il Consiglio regionale approva una proposta di legge della giunta, per il congelamento sino a 18 mesi, con l’ impegno di proporre una legge di riordino entro 8 mesi, ossia entro ottobre 2018. E così la lunga notte per il parco del Conero e per tutte le persone che lo amano si allunga ancora. Chiediamo ai cittadini: secondo voi è accettabile una situazione del genere? Nemmeno i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose o in default “godono” di commissariamenti così lunghi, derivanti non da cattiva gestione ma solo da decisioni e responsabilità politiche, da attribuire al governatore e, soprattutto, all’assessore competente Angelo Sciapichetti, con associazioni e Comuni contrari”. Nei mesi scorsi si era consumato lo scontro sulle nomine del Parco: da una parte Ancona, che tramite il consigliere regionale Fabrizio Volpini aveva proposto il nome di fiducia del sindaco Mancinelli, Carlo Rossi, sull’altra sponda i Comuni di Numana, Sirolo e Camerano, che tramite l’assessore regionale Manuela Bora aveva puntato sull’ex vicepresidente Fabia Buglioni. Zero a zero e palla al centro, tutto resta in mano al commissario Maurizio Piazzini. “Saremo cattivi profeti, ma al termine della gestione commissariale, ci ritroveremo con problemi irrisolti ed incancreniti, una struttura amministrativa e tecnica demotivata, la posizione dei Comuni ancora più critica nei confronti di un ente (“riformato” o meno); nel frattempo progettualità e problematiche gestionale del territorio subiranno un drastico congelamento – continua Legambiente -. Si potrebbe dire: ma con il commissario si risparmia almeno qualche soldo. Non è così: il commissariamento costa quanto un intero direttivo con la differenza che esclude la partecipazione di enti ed associazioni. La differenza sta nel fatto che il lavoro di guida del parco pesa su un singolo piuttosto che sul contributo di una squadra di cinque amministratori”. Gli ambientalisti concludono il loro appello rivolgendo quattro domande a Ceriscioli e Sciapichetti. “Perché questo comportamento solo con il Parco del Conero Avete valutato le ricadute future di un comportamento simile, che risponde più a logiche di piccolo cabotaggio che ad una visione competente delle aree protette? La riforma di cui parlate amplierà la rappresentanza di base (Comuni ed associazioni), o piuttosto la lascerà nella sola mano politica,magari ristretta? Quando ci saranno risposte concrete per valorizzare con risorse e politiche idonee il sistema delle aree naturali protette delle Marche? Attendiamo le risposte, pubbliche per favore – conclude il circolo Pungitopo -. Non vi permetteremo di azzerare una conquista di oltre 30 anni fa, quando voi forse non conoscevate neanche il significato di tutela dell’ambiente”.

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