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Scontro sulle nomine
del Parco del Conero,
commissario prorogato fino al 2019

AMBIENTE - L'ex presidente dell'ente Gilberto Stacchiotti va all'attacco: «Pronta la proposta di legge per congelare la situazione per un altro anno e mezzo. Della proposta di legge regionale sul riordino delle aree protette nemmeno l'ombra. Altro che celerità». Dietro all'impasse, lo scontro sui nomi del Cda: Ancona ha proposto Carlo Rossi, Camerano, Sirolo e Numana invece puntano sull'ex vicepresidente Fabia Buglioni
mercoledì 10 Gennaio 2018 - Ore 19:51
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Una panoramica del Parco del Conero (foto d’archivio)

 

Gilberto Stacchiotti, presidente del Parco del Conero

 

Il Parco del Conero a rischio commissariamento fino al 2019. A lanciare l’allarme è l’ex presidente dell’ente, Gilberto Stacchiotti, che va all’attacco dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti e sbandiera una proposta di legge della Giunta regionale, presentata appena prima di Natale. Il documento introduce la proroga al commissariamento dell’area protetta di altri 18 mesi, in attesa dell’approvazione della riforma regionale dei parchi. L’incarico tecnico all’architetto Piazzini sarebbe dovuto scadere a fine mese, ma ora si apre lo scenario di un commissariamento lungo, anche fino al 2019. «Questa è la celerità affermata dall’assessore Sciapichetti per la legge di riordino dei parchi?» si chiede Stacchiotti.

 

Il Parco del Conero è commissariato dalla fine di ottobre 2017, guidato dall’architetto ed urbanista Maurizio Piazzini. Il suo incarico si sarebbe dovuto concludere all’inizio del prossimo febbraio, in base a quanto disposto dalla delibera della Giunta regionale 1288 del 30 ottobre 2017 (pubblicata sul Bur della Regione il 10 novembre), che ha portato al congelamento dell’ente Parco del Conero, e che stabilisce che “il commissario straordinario rimane in carica sino alla data di entrata in vigore della nuova legge regionale di disciplina dei parchi e delle aree naturali protette e comunque per la durata massima di novanta giorni”.

Fabia Buglioni

La riforma e lo scontro sul nome. Proprio la volontà espressa dalla Regione di varare una nuova legge per il riordino dei parchi e delle aree protette anche mediante l’accorpamento di alcuni servizi, la motivazione fornita da Palazzo Raffaello per giustificare il commissariamento dell’ente, evitando di nominare il nuovo consiglio direttivo ed il nuovo presidente, scaduti a settembre. Dietro alla spiegazione ufficiale, quella ufficiosa, che vede tensioni interne al Pd sulla scelta del nuovo presidente dell’ente. Due i nomi sui quali si è consumato e mai risolto lo scontro. Il primo: Carlo Rossi, portavoce e consigliere del sindaco di Ancona, presentato dal consigliere regionale Fabrizio Volpini con l’accordo di tutti i sindaci che fanno parte dell’ente: Ancona e Camerano (centrosinistra) e Sirolo e Numana (centrodestra). L’altro: Fabia Buglioni, vice presidente uscente del Parco del Conero, proposta dall’assessore regionale Manuela Bora e sostenuta dalle segreterie del Pd di tutti e quattro i Comuni. Una contrapposizione alle quale la Regione avrebbe reagito bloccando la situazione, legandola alla riforma del settore.

Della nuova legge di riordino di parchi e aree protette, però, ancora nemmeno l’ombra, mentre si avvia alla scadenza anche i 90 giorni di commissariamento previsti, nonostante, sottolinea Stacchiotti: «l’assessore Sciapichetti abbia dichiarato in aula il 22 novembre scorso non sia più rinviabile una legge di riforma dei parchi delle Marche, ritenendo che debba essere fatta in un tempo molto celere. Insomma serve una riforma del sistema di gestione delle aree protette − continua Stacchiotti − ma intanto si “congela” soltanto l’esperienza che proprio nel 2017 ha festeggiato i trent’anni di storia».

Il commissario straordinario del Parco del Conero, Maurizio Piazzini

La proroga del commissariamento. E intanto il 20 dicembre spunta una nuova proposta di legge che prevede la possibilità di proroga del commissariamento del Parco del Conero. La proposta di legge n. 177 a iniziativa della Giunta regionale dal titolo “Disposizioni urgenti di aggiornamento della normativa regionale” che all’art. 6 impegna la Giunta regionale a presentare un’ipotesi di riordino della disciplina delle aree naturali protette entro otto mesi dall’entrata in vigore della proposta 177, e al comma successivo dispone che “l’attuale incarico del commissario straordinario dell’ente Parco regionale del Conero, istituito dalla legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Istituzione dell’ente Parco regionale del Conero), dura fino alla data di entrata in vigore della legge regionale indicata al comma 1 e comunque non oltre diciotto mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore di questa legge”. Per il momento si tratta di una proposta, ma se la legge sarà approvato (come sarà con molta probabilità, visti i numeri in aula della maggioranza), l’incarico di Piazzini sarà prolungato fino all’entrata in vigore della riforma regionale dei parchi e comunque fino ad un massimo di 18 mesi. «Il rischio che il Conero resti congelato fino al 2019 è maledettamente concreto − sentenzia Stacchiotti −. La grande celerità prospettata dall’assessore Angelo Sciapichetti nell’affrontare la questione delle aree protette delle Marche e del Conero in particolare per ora sembra davvero inconsistente». E l’ex presidente non risparmia un ultimo affondo al titolare regionale della delega a Parchi e Riserve su risorse e personale. «Anche nell’ultimo anno, nonostante l’appassionata difesa del suo operato, l’assessore è riuscito a far liquidare la prima trance di finanziamenti soltanto dopo Natale, esattamente il 29 dicembre 2017, praticamente con un anno di ritardo rispetto alle esigenze correnti di gestione ordinaria. Le risorse sono scarse e il personale dei parchi costa ma intanto proprio nel dicembre scorso la Regione Marche con un bando apre alla possibilità di assorbire 71 dipendenti da enti esterni, senza ovviamente ricordarsi di quella decina o poco più di professionisti ambientali che mantengono in vita i parchi e il cui futuro è costantemente incerto».

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