Nasce il primo polo
dell’enogastronomia marchigiana:
inaugurato Ime Experience

JESI - Nei locali di Palazzo Baleani largo alla didattica e alle esperienze sensoriali negli spazi espositivi-multimediali della nuova realtà dedicata ai sapori ed ai saperi del settore agrolimentare delle Marche. Il neo direttore dell'Istituto marchigiano enograstronomico, Alberto Mazzoni: «Territorio, prodotti agroalimentari e cultura asset strategico per rilanciare l’economia regionale. Da oggi abbiamo un polo per rappresentarli e promuoverli, anche in ottica turistica»

Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, ed il presidente di Imt, Antonio Centocanti all’inaugurazione di Ime Experience

 

Da sinistra il direttore di Ime, Alberto Mazzoni, ed il presidente della Regione, Luca Ceriscioli

 

Taglio del nastro oggi per Ime Experience, il polo multimediale dell’Istituto marchigiano di enogastronomia (Ime) dedicato ai sapori e ai saperi delle Marche. Spazio alla didattica e all’esperienza sensoriale nelle 10 sezioni espositivo-multimediali disposte sui 3 piani di Palazzo Balleani a Jesi in via Conti, 5 che vanno dal vino ai prodotti agroalimentari Dop e Igp, dalle pratiche biologiche alle ricette tradizionali, gli aneddoti e le storie della cultura enogastronomica marchigiana, per culminare con una sala degustazione nella quale i visitatori potranno scegliere tra 40 vini e una varietà di prodotti alimentari. L’obiettivo di Ime Experience è diventare non solo tappa turistica ma anche il punto di riferimento per scuole, istituti alberghieri, imprese, ristoratori, organizzazioni ed enti, che avranno a disposizione anche una cucina professionale di 170 metri quadrati attrezzata per corsi, con 12 postazioni.

L’ingresso del nuovo polo multimediale enogastronomico a Palazzo Baleani a Jesi

«Con questo progetto siamo di fronte a un parterre de roi dell’agroalimentare marchigiano − ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, presente all’inaugurazione −. Ci sono i protagonisti di un comparto che – a partire dal vino – è riuscito a invertire la rotta dei campanilismi in favore di percorsi di aggregazione fondamentali in ottica di mercato e di internazionalizzazione. E la scelta di Jesi quale polo agroalimentare è preziosa perché è un punto centrale della nostra regione. Per il futuro − ha aggiunto Ceriscioli − serve lavorare sul prezzo attraverso il posizionamento del brand e la sua narrazione: lo ha fatto, bene, Acqualagna con il tartufo ma sono tanti i prodotti marchigiani in grado di imporsi».

Direttore del nuovo polo, società partecipata al 95 per cento dall’Istituto marchigiani di tutela vini e dal 5 per cento dal Comune di Jesi, con il coinvolgimento di 14 soggetti del settore, Alberto Mazzoni, già direttore di Imt e referente di Food brand Marche. «Con Ime Experience mettiamo a sistema una filiera, quella agroalimentare, che nel 2017 ha raggiunto un valore di export di 366 milioni, con il solo vino a incidere per il 20% – ha detto Mazzoni –. Territorio, prodotti agroalimentari e cultura devono essere sempre più un asset strategico su cui puntare per rilanciare l’economia regionale. Da oggi abbiamo un polo per rappresentarli e promuoverli, attraverso una collaborazione multifiliera di produttori, enti, università e settore turistico».

Tra i soggetti privati che hanno voluto aderire al progetto, la TreValliCooperlat del settore lattiero-caseario, il Consorzio vini piceni, per il settore enologico. Ma all’interno dell’Istituto anche le carni (BovinMarche e Fileni Bio), i cereali e la pasta biologici di Con Marche Bio, dall’associazione Maccheroncini di Campofilone Igp al Consorzio del tartufo di Acqualagna e delle Marche, dal Consorzio caciotta d’Urbino Dop al Consorzio Tutela oliva ascolana del Piceno Dop, fino ad Assam con Qualità Marche (QM) e al Centro agroalimentare San Benedetto del Tronto. Non solo soggetti privati, anche l’Universita Politecnica delle Marche ha voluto essere della partita per seguire gli aspetti didattico-scientifici nonché Easitour Tour Operator per implementare l’aspetto turistico del progetto.

I NUMERI e LE POTENZIALITÀ. Nel decennio 2007-2017 il vino delle Marche è cresciuto all’estero del 41%, a fronte di un aumento del 56% dell’agroalimentare, di cui rappresenta il prodotto trainante con un quinto del valore dell’export. Ma il binomio food&wine è sempre più una variabile decisiva anche per il turismo, in particolare quello del Belpaese. Più della metà dei turisti italiani (52%), secondo un’indagine Nomisma-Wine Monitor, riconosce nell’offerta enogastronomica marchigiana uno dei maggiori punti di forza della regione, al secondo posto dopo i borghi e le città d’arte, e con un impatto economico del solo indotto turistico pari a 355 milioni (dato 2016). www.istitutomarchigianodienogastronomia.it

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