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Ruggine, danni dei vandali e del tempo:
l’Univpm presenta la radiografia 3d
del Mercato delle Erbe

ANCONA – Lo studio commissionato dal Comune, per approntare il progetto di ristrutturazione, mette in luce tutte le criticità del mercato coperto
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Il prospetto che segnala tutti i danni della struttura

Il modello 3d con i dati rilevati dallo studio Univpm

 

 

Un rilievo digitale del Mercato delle Erbe, un fac simile in 3D della struttura, realizzato con un drone e 246 stazioni di rilevamento scanner laser, capace di mostrare la completa morfologia e le condizioni in cui versa la struttura che sarà oggetto di risanamento. L’analisi è stata realizzata, per conto del Comune, dal dipartimento di Ingegneria civile, Edilizia e Architettura dell’Università politecnica delle Marche con l’utilizzo di una strumentazione all’avanguardia. Lo studio è stato presentato al Comune ed è una descrizione completa delle geometrie del manufatto con particolare riferimento alla individuazione del degrado delle strutture e dei materiali. Il modello digitale realizzato mette in luce, a diverse quote, la situazione: dallo stato dei pilastri, che sostengono la copertura, che presentano nei basamenti ruggini ambientali (tutti i basamenti sono stati rilevati, fotografati e numerati), al degrado della copertura formata da guaina e ferro con punti di saldatura, a quota 7,85 metri. Nei prospetti sono visibili e riportate le ruggini, i segni degli atti vandalici e delle parti di lamiera avariata e sono evidenziati i punti di corrosione ambientale, dovuti all’umidità, e quelli di corrosione atmosferica causati dalla pioggia. Il fac simile digitale in 3D del mercato delle Erbe, rilevato punto per punto, e percorribile virtualmente all’interno con visione specifica anche dei dettagli e che consentirà interventi più mirati, è stato realizzato dall’equipe del gruppo Distori Heritage del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Architettura della Politecnica delle Marche sotto la responsabilità scientifica del professore Paolo Clini. Lo studio servirà per mettere a punto il progetto di ristrutturazione e ampliamento del primo piano previsto dal Comune. Dopo un primo bando andato a vuoto, con tutti i concorrenti che i sono tirati indietro, lo scorso 11 maggio si sono chiusi i termini del secondo avviso pubblico per presentare le manifestazioni di interesse. Chiamati a raccolta dal Comune tutti i privati intenzionati a gestire in concessione l’intera struttura di ferro e ghisa per i prossimi 30 anni. Lavori di restauro in cambio dell’incasso degli affitti dei box e dei banchi del mercato, un’operazione che richiede almeno 1,5 milioni di euro di opere di riqualificazione, secondo le stime del Comune, ma il conto potrebbe lievitare facilmente a 2,5 milioni. Alla scadenza dell’11 maggio, solo un nome si sarebbe fatto avanti, si tratta di Manfredo Pennazzi, imprenditore dell’agroalimentare e della produzione di pasta. Resta da bandire la vera e propria gara per la concessione della struttura coperta di corso Mazzini.

Mercato delle Erbe, il Comune chiede una “Tac” all’Università

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