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Non basta la petizione
dei fedeli: Ghettarello resta
senza messa domenicale

ANCONA – Don Bruno Burattini costretto a "sdoppiarsi" per sostituire don Mario Serafini a Montesicuro, così nella frazione del Ghettarello è confermata solo la celebrazione del sabato pomeriggio. Crisi delle vocazioni e età media dei sacerdoti sempre più alta sono un problema per la Curia. L'arcivescovo Spina risponde alla raccolta firma dei parrocchiani. "Se invitato, verrò a celebrare la messa nella vostra chiesetta"
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La chiesa del Ghettarello, foto Silvia Breschi

 

di Giampaolo Milzi

Le campane non suoneranno più di domenica al Ghettarello. Tramontata ogni speranza perché possano riprendere le funzioni dell’ultimo giorno della settimana, uno stato di fatto confermato e avallato qualche giorno fa, con dispiacere, da mons. Angelo Spina, arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo.
L’occasione, l’incontro avuto l’11 maggio scorso in Arcidiocesi con due signore della frazione di Ancona, durante il quale le fedeli hanno presentato a mons. Spina una petizione forte di una trentina di firme, raccolte appunto al Ghettarello, nella quale lo pregavano di fare tutto il possibile perché la messa venisse ripristinata. Dalla vigilia del periodo pasquale scorso, infatti, don Bruno Burattini non è stato più in grado di tenere la consueta messa della domenica alle 9,30 (d’estate alle 8) nella Chiesetta-Cappella del Sacro Cuore al Ghettarello, che rientra nel territorio parrocchiale di Sappanico, pur continuando ad officiare ogni sabato alle 18. Un edificio di culto piccolo ma simbolico del forte radicamento religioso locale, la Cappella del Sacro Cuore, costruito e inaugurato nell’ottobre del 1954 grazie a una donazione privata e ad una raccolta di fondi popolare.
L’arcivescovo, con grande gentilezza, ha spiegato alle due ospiti che “purtroppo nell’arcidiocesi va sempre più consolidandosi il fenomeno della crisi di vocazioni, pochissime le ordinazioni di nuovi sacerdoti, da qui l’insormontabile difficoltà nel sostituire quelli più anziani, che sono diventati la maggioranza, e che, data l’età avanzata, spesso non riescono a farsi carico di tutto il peso del lavoro pastorale, così com’è difficile rimpiazzare i sacerdoti che muoiono”. “Già da un pezzo – ha aggiunto mons. Spina – ci sono parroci costretti a tenere messa in più chiese, impossibile trovare una soluzione per la domenica al Ghettarello”.
Ai tanti fedeli della frazione anconetana (che conta circa 280 residenti), i quali per motivi personali devono saltare l’appuntamento del sabato alle 18, non resta che organizzarsi in qualche modo, la domenica mattina, per seguire la funzione alla chiesa di Sant’Ippolito Martire a Sappanico, oppure a Montesicuro. Già, a Montesicuro, nella chiesa di Santo Stefano Martire, dove è proprio Don Bruno Burattini ad officiare da mesi, in sostituzione del parroco locale don Mario Serafini, purtroppo ancora malato. Don Bruno, quindi, ha già il suo bel da fare. Per fortuna chi lo conosce sa che, nonostante i suoi quasi 80 anni, è in buona forma: completamente ripresosi da un intervento chirurgico al quale s’era dovuto sottoporre due anni fa e da una forte sciatalgia che tanto lo aveva afflitto nei primi mesi dell’anno.

Monsignor Angelo Spina

Tornando alla “carenza di organico” che penalizza l’arcidiocesi Ancona-Osimo, che conta 72 parrocchie, e alla crisi di vocazioni, basta ricordare che nell’aprile scorso si contavano solo 6 seminaristi. Lunga poi la lista dei decessi di preti dalla fine dell’anno scorso: don Giorgio Bianchelli (2 novembre 2017) della parrocchia Natività della Beata Vergine Maria di Camerata Picena, cancelliere diocesano e prima parroco di Paterno; don Giuseppe Cappanera (3 novembre 2017), l’amatissimo “Peppe, il prete di periferia”, della chiesa di San Michele Arcangelo al Pinocchio di Ancona; don Mario Recanatini (30 dicembre 2017) della chiesa di San Biagio ad Ancona; padre Nando Rocchi (7 gennaio 2018) dei Frati Minori Conventuali de Convento di San Giuseppe da Copertino ad Osimo; mons. Nicola Larivera (13 gennaio 2018), già pro vicario della Diocesi di Ancona, poi vicario generale della Delegazione pontificia di Loreto e collaboratore della parrocchia di Collemarino.
Mons. Angelo Spina ha comunque congedato le due fedeli del Ghettarello con una promessa: “Se don Bruno Burattini mi invita, un giorno verrò a celebrare la messa nella vostra chiesetta del Sacro Cuore”. Una promessa che strapperà un felice sorriso ai praticanti cattolici del Ghettarello, per molti dei quali – il riferimento e ai particolarmente anziani e/o soli – sarà comunque dura prendere l’autobus la domenica per arrivare alla chiesa di Sappanico o a quella di Montesicuro. In parecchi saranno costretti a rinunciare.

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