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Si lasciano e lui la minaccia:
“Ti do fuoco con la benzina”,
45enne a processo

ANCONA - Sul banco degli imputati con le accuse di stalking, lesioni personali e sfruttamento della prostituzione è finito un albanese, ex compagno di una donna di origine polacca. Nel frattempo che iniziasse il dibattimento, lei è morta, suicidandosi in una casa di cura di Cesena. Il processo, a causa dei reati per cui si procede d'ufficio, va comunque avanti
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Il tribunale

 

Dopo la fine di una relazione tormentata, lui l’avrebbe torturata con sms e file audio: “Ti taglio le mani”, “Ti do fuoco con la benzina, “Ti apro la pancia”. L’ennesima minaccia ricevuta, aveva spinto una polacca di 30 anni a sporgere denuncia contro l’ex fidanzato, un 45enne albanese residente ad Ancona. Lui si trova ora sotto processo per stalking, lesioni personali e sfruttamento della prostituzione, tutti reati commessi, secondo la procura, tra gennaio e marzo 2016. Lei non potrà partecipare al dibattimento. Si è suicidata lo scorso settembre, mentre era ricoverata in una casa di cura di Cesena raggiunta per disintossicarsi da alcol e droga. Il processo, a causa della procedibilità d’ufficio dei reati, va comunque avanti. A testimoniare, questa mattina, è stato il consulente della procura, – l’analista forense Luca Russo – che aveva estrapolato i file dal cellulare della vittima. Quelli dove, secondo l’accusa, sarebbero lampanti le minacce perpetrate dal 45enne. Lui avrebbe continuamente fatto riferimento all’acido da utilizzare contro la ex ma anche a tutta una serie di altre modalità con cui avrebbe potuto ucciderla. Tra queste, il getto della benzina e l’utilizzo di un coltello per farla a pezzi in maniera tale che nessuno l’avrebbe più trovata. Secondo le accuse, l’uomo avrebbe spinto anche l’ex a prostituirsi, pretendendo da lei i guadagni ottenuti come squillo. Per la procura, parte delle minacce erano  state pronunciate per farsi dare dalla donna 350 euro, frutto della prostituzione. Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Gaetano Papa e Giuseppe Cutrona, la somma pretesa era stata invece il frutto di un prestito che l’uomo richiedeva dopo la fine della relazione con la polacca. In un’occasione, l’albanese l’avrebbe anche colpita con un pugno al volto. Per lei, cinque giorni di prognosi. Il processo continuerà a novembre.

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