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Tombolini: «Prima di tutto
legalità e trasparenza
per una città che funzioni»

INTERVISTA – Le cinque domande al candidato sindaco di civiche e centrodestra Stefano Tombolini. L’appoggio degli ex Idv dell’esperienza Gramillano, gli esposti alla magistratura contro la giunta Mancinelli, la denuncia dei “rapporti clientelari”. “Dicono che facciamo allarmismo e populismo, noi vogliamo solo una città normale, che riprenda a programmare manutenzioni, bella, attraente e attrattiva”
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L'intervista a Stefano Tombolini

Stefano Tombolini

 

Alle civiche 60100 e Servire Ancona si aggiunge il centrodestra unito con Forza Italia, Lega, Udc e Fratelli d’Italia. Sull’onda dell’entusiasmo del voto delle elezioni politiche del 4 marzo, Stefano Tombolini vede il ballottaggio e ci crede. “Dicono che facciamo allarmismo e populismo, noi vogliamo solo una città normale, che riprenda a programmare manutenzioni, che sia bella, attraente e attrattiva per il turismo, che riporti il commercio nei centri commerciali naturali esistenti”. Ultima intervista di Cronache Ancona ai quattro candidati sindaco, dopo Daniela Diomedi (M5S), Valeria Mancinelli (centrosinistra) e Francesco Rubini (Altra Idea di Città), è la volta di Stefano Tombolini rispondere alle nostre cinque domande. Cinquantasette anni, ingegnere, consigliere comunale uscente della lista 60100, Tombolini sceglie di presentarsi in via XXIX Settembre. “Perché questo di via XXIX Settembre è uno dei grandi temi che affrontiamo nel nostro programma – spiega Tombolini -. Un progetto concreto, a costo moderato, immediatamente cantierabile, significherebbe la capacità di trasformare in poco tempo un pezzo importante della città. Noi ci vediamo la realizzazione di un ampliamento del piano di calpestio, spinto fino ai fasci binari, per realizzare un boulevard importante che si affaccia sul mare, in connessione diretta con la spina dei corsi. Significa ripensare l’uso della parte della ferrovia, i fasci di binari inutilizzati che occupano gran parte dell’area senza un uso preciso. Nell’area di sedime di sottovia due livelli di parcheggio veloce, a servizio della spina dei corsi, quelli che i commercianti di Ancona sperano di avere quanto prima. E’ una risposta immediata ed efficace a un problema ormai strutturale di questa città: i parcheggi di prossimità e commercio, la movida e la passeggiata panoramica”

Sei liste a sostegno, tra cui alcuni ex del centrosinistra dell’esperienza Gramillano, come pensa di governare senza rimanere ostaggio di veti contrapposti?

Noi con le liste abbiamo fatto un accordo quadro sottoscritto da tutti i rappresentanti. E’ stato sottoscritto un progetto programmatico. Qualcuno ha detto che il centrodestra ha cambiato il format della propria visione, noi abbiamo soltanto messo in campo le nostre idee, la nostra visione della città e su questo abbiamo chiesto la catalisi dei gruppi politici. Io in questo momento di collaborazione stretta di campagna elettorale sto vedendo grande sinergia e ragionevolezza da parte di questi gruppi politici, che si trovano ad essere partecipi di un progetto che è in grado di essere parecchio centrato sulla città, cantierabile in maniera veloce e capace di cambiarne la fisionomia.

Come sceglierà la squadra di giunta e quali saranno i nomi?

Nomi non li facciamo, perché la coalizione un ragionamento in questo senso l’ha fatto, ci sono accordi che prevedono modalità di ingaggio e equilibri che dipenderanno dai risultati elettorali che ciascuno di loro e di noi saprà esprimere in caso di affermazione. Io credo che l’identità politica dovrà essere rappresentata nella giunta, deve fare la differenza la visione politica che il sindaco e gli amministratori devono avere, prima che della visione tecnica. Noi per questo vogliamo anche valorizzare la macchina comunale, realizzare posiziono operative molto chiare all’interno della macchina strutturale, vogliamo renderla una macchina efficiente, con visione politica, pratica e amministrazione a servizio del cittadino.

In cinque anni di opposizione sono stati molti i suoi esposti presentati alla procura, c’è un rischio legalità per la città di Ancona?

L’efficacia dei nostri esposti è tangibile perché alcuni sono stati messi al centro dell’attenzione della magistratura, e ad alcuni sono arrivati gli avvisi di garanzia. Anche se altri dicono che noi facciamo populismo e allarmismo noi siamo persone concrete e capaci di valutare i fatti. Noi riteniamo che questa amministrazione abbia la necessità di riportarsi a criteri di governo che la normativa impone, ovvero il rispetto dei principi della trasparenza, della concorrenzialità, un elemento oggi mai tenuto in conto, disaggregando tutti quelli che sono i rapporti clientelari. C’è un’impresa di Camerano che ha ricevuto affidamenti diretti nel corso di 2 anni per 800mila euro, sempre per incarichi urgenti. L’Anac dice che è vietata la fidelizzazione di una società con un ente. Noi vogliamo mettere avanti tutto la trasparenza, la legalità, il rispetto della normativa e gli interessi dei cittadini, sia da punto vista della legalità, sia della economicità degli affidamenti.

Il tema prioritario per Ancona?

Renderla bella, attraente, attrattiva e una città normale in cui ci sia innanzitutto la ripartenza di un decoro e di una manutenzione costante dei luoghi. Non voglio più vedere erba alta, marciapiedi dismessi, la manutenzione ordinaria e straordinaria va fatta secondo programmi e progetti definiti. Questo è lo skyline principale che vogliamo dare a questa città, mettendoci dentro valori e significato dei grandi contenitori dismessi e caratteristici. La Mole diventa per noi l’hub della cultura da generare attraverso l’importazione di grandi artisti che possono animare la vita di quel contenitore. Il contenitore lo vogliamo valorizzare con questo boulevard, che rappresenta dorsale di sviluppo da mare a mare. Le grotte stanno dall’altro lato, hanno la necessità di una manutenzione costante da parte dell’amministrazione, una valorizzazione in termini anche turistici. E poi riportare la vita commerciale economica nelle piastre commerciali naturali esistenti. Faccio riferimento alla spina dei corsi, al Piano,a Corso Amendola, questo attraverso una efficace rivisitazione degli usi commerciali, una restrizione degli usi commerciali nella zona della Baraccola, l’ incentivazione per chi si insedia in centro storico e nelle piastre commerciali esistenti e chi ha coraggio di investire noi lo agevoleremo una fiscalità pensata ad hoc e un regime di esenzione.

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