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Carrello più caro nelle Marche,
stagionalità e filiera corta
gli antidoti al salasso della spesa

CONSUMI - Famiglie marchigiane tra le più colpite d'Italia dai rincari dei generi alimentari, spendono 460 euro al mese. I consigli di Coldiretti per risparmiare, affidandosi alle produzioni locali, soprattutto frutta e verdura
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Foto d’archivio

 

La busta della spesa per i marchigiani è più pesante e con un aumento dei consumi alimentari del 5,6%. Ad affermarlo è Coldiretti Marche incrociando i dati Istat sul consumo delle famiglie 2017, che vedono i marchigiani tra le prime regioni d’Italia per importo mensile dedicato alla spesa alimentare con 460 euro a famiglia e lo studio Ismea Nielsen sullo stesso tema primi tre mesi 2018. In particolare l’inflazione ha spinto l’aumento dei costi dell’1,3% per i prodotti alimentari e dell’1,9% per le bevanda alcoliche e analcoliche. Per fronteggiare l’aumento dei prezzi l’arma migliore è acquistare secondo la stagionalità dei prodotti, premiando la filiera corta. «Scegliere prodotti del territorio − sottolineano da Coldiretti Marche − è abbastanza semplice nelle Marche vista la varietà delle produzioni agricole e la possibilità di incontrare direttamente i produttori in uno dei tanti mercati di Campagna Amica». Top del periodo, i prodotti freschi dell’orto e frutta fresca per deliziose insalate e macedonie capaci di affrontare anche l’afa del periodo. Ecco dunque pronte per le tavole dei marchigiani quasi 225mila quintali di insalata tra riccia, scarola e lattuga (se consideriamo le prime due le Marche sono la quarta regione d’Italia per produzione dietro Puglia, Campania e Abruzzo), 24mila quintali di zucchine, 11.500 quintali di melanzane, oltre 81mila quintali di pomodori, quasi 12mila q di peperoni e 2.500 di cetrioli. Ma ai banchi ci sono anche 22mila quintali di albicocche, quasi 93mila di pesche, 50mila di nettarine, quasi 35mila di melone, 37mila di susine e oltre 3mila di ciliege. La provincia in testa, in quanto a produzione della maggior parte di questa particolare summer list è quella di Ascoli. Fanno eccezione meloni (Pesaro in testa), cetrioli (Ancona) e ciliege (Macerata).

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