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Ex Mutilatini, è di nuovo
colonia del degrado

ANCONA – Dopo il bando per la concessione andato deserto e sfumato il ricorso ai fondi europei per la riqualificazione, l'immobile di Portonovo è rimasto nell'abbandono e rifugio di fortuna per senza tetto. Nuovo intervento del Comune per chiudere gli accessi
martedì 7 agosto 2018 - Ore 18:20
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I materassi trovati oggi nell’ex colonia estiva

Ex Mutilatini, andata deserta la concessione, l’ex colonia estiva torna ad essere il rifugio di fortuna per senza tetto e sbandati. Nuovo intervento questa mattina alla colonia Ex Mutilatini a Portonovo dove gli addetti del magazzino comunale, accompagnati dall’assessore alle manutenzioni, Stefano Foresi, hanno verificato che per l’ennesima volta ignoti sono entrati nell’edificio nella baia, occupandolo. Sebbene la parte anteriore del fabbricato e la parte sinistra sembrassero in ordine, i tecnici hanno verificato che sul retro erano state divelte le protezioni in mattoni e acciaio posizionate nei mesi scorsi. All’interno sono stati rivenuti materassi e altro materiale. Già nella giornata di martedì è stato annunciato il via alle operazioni di bonifica e di nuova chiusura della struttura. Resta l’incognita sul futuro dell’ex colonia estiva, oggi di proprietà comunale acquistata dall’associazione nazionale vittime civili di guerra. Il bando di concessione trentennale è andato deserto lo scorso 3 aprile, quando il Comitato Portonovo per Tutti si è tirato fuori dalla gara, criticando con forza i criteri banditi dal Comune. Svanita così per ora la possibilità di realizzare il progetto ideato dal Comitato, che dal 2014 si batte per un recupero ad uso pubblico come foresteria da 55 posti letto e aula didattica degli spazi dell’ex colonia estiva.

Gli accessi murati all’ex Mutilatini

Lo scorso 26 aprile si sono chiusi anche i bandi di finanziamento Por-Fesr gestiti dalla Regione Marche, su cui il Comitato faceva in parte affidamento per la riqualificazione dell’edificio puntando ad una classe energetica A. Il piano finanziario del Comitato prevedeva un impegno di 1,4 milioni di euro, di cui 385mila euro sarebbero potuti arrivare a fondo perduto dai finanziamenti europei, se il Comune si fosse attivato come capofila del progetto, insieme con gli eventuali concessionari dell’immobile. Tutto rimasto nel cassetto, in attesa di conoscere la prossima soluzione per il recupero dell’edificio, che a questo punto rischia di tornare sulla lista dei beni da vendere all’asta, mentre continua ad ospitare fantasmi e degrado.

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