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Romano Fenati, doppio licenziamento
Lui si scusa e la madre lo difende,
ma le giustificazioni non reggono

ASCOLI - Marinelli Sniper Team rescinde il contratto 2018, MV Agusta straccia quello per il 2019 che segna il ritorno della storica casa italiana nel Motomondiale. Nello stesso team avrebbe avuto come compagno proprio Stefano Manzi al quale ha tirato il freno sulla pista di Misano rischiando di scatenare una tragedia. Castiglioni, il patron che credeva in lui: "È stata la cosa peggiore che abbia mai visto. Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda. Dovrebbe essere squalificato a vita da tutte le corse". Romano: "Non sono così, ora avrò tempo per riflettere". La madre Sabrina: "Il gesto è sbagliato ma è stato provocato, è un ragazzo molto buono". La condanna della Federazione
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di Andrea Ferretti

“È stata la cosa peggiore che abbia mai visto. Farò di tutto per non farlo correre sulla MV Agusta in Moto2 perché non rappresenta i veri valori della nostra azienda”. E’ quello che ha postato su Instagram Giovanni Castiglioni, patron della MV Agusta, storico marchio italiano di Varese pronto a rituffarsi nel Motomondiale, che aveva già contrattualizzato Romano Fenati per il 2019 di concerto con il Team Forward. Proprio la squadra, ironia della sorte, in cui sarebbe stato compagno di Stefano Manzi, il pilota che dopo una serie di schermaglie che ci stanno tutte (dalla MotoGP fino alle minimoto guidate dai bambini) ha affiancato sulla pista di Misano tirandogli il freno anteriore della moto e rischiando di far succedere l’irreparabile. Per fortuna tutto si è risolto con la bandiera nera per il quasi 22enne pilota ascolano che è stato ufficialmente “cancellato” dal Gran Premio della Repubblica di San Marino e della Riviera di Rimini e dai prossimi due appuntamenti del Motomondiale 2018, i Gran Premi di Aragona e di Thailandia.

Ma anche i successivi Gran Premi dovrà seguirli in tv. Il “Marinelli Snipers”, il suo attuale team pesarese, ha infatti deciso di rescindere il contratto “per il suo comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso e dannoso per l’immagine di tutti. Con estremo rammarico – si legge in un comunicato – dobbiamo constatare che il suo gesto irresponsabile abbia messo in pericolo la vita di un altro pilota e non possa essere scusato in alcun modo. Il pilota, da questo momento, non parteciperà mai più ad una gara con il Marinelli Snipers Team. Il team, la Marinelli Cucine stessa, la Rivacold, tutti gli altri sponsor della squadra e tutto il gruppo di persone che lo ha sempre appoggiato, si scusano con tutti i tifosi del Motociclismo mondiale”.

La stagione, e forse anche la carriera a certi livelli, per si chiude in pratica qui. Stagione peraltro bella che compromessa da una serie si risultati a dir poco deludenti. Le sentenze di MV Agusta e Marinelli Snipers suonano peggio di una radiazione. L’avventura con il nuovo team per l’ex “FennyFive” che aveva sbalordito il mondo delle due ruote fin dall’esordio ai tempi del Team Italia, si è di fatto conclusa prima di cominciare. “Dovrebbe essere squalificato a vita da tutte le corse – ha aggiunto Castiglioni – i veri sportivi non si comporterebbero mai in questo modo”. La MV Agusta per Romano Fenati sarebbe stata come manna dal cielo. Non parliamo di un marchio qualunque, ma della casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca capace di conquistare dal 1952 al 1974 la bellezza di 75 titoli iridati (38 piloti e 37 costruttori).

I COMMENTI – Difenderlo non è facile, e in questo senso non ha trovato parole nemmeno Massimiliano Brugni, assessore allo sport del Comune di Ascoli, la sua città, il quale negli ultimi anni ha spesso condiviso palchi, cerimonie, premizioni e riconoscimenti vari insieme con l’ex enfant prodige. «Un brutto gesto da condannare perchè lo sport è rispetto delle regole e dell’avversario. Con Romano abbiamo vissuto tanti momenti di gioia sportiva, mi auguro che possa trovare la giusta serenità per sistemare le cose». Fondamentalmente è questo l’augurio al quale, con un piccolo sforzo, si associano in molti. Anche chi, a distanza di due anni (agosto 2016), forse oggi ha capito perchè ci fu quel divorzio tra Fenati e il Racing Team Sky VR46, ovvero da Valentino Rossi il quale, come un fratello maggiore, lo aveva accolto nella sua Academy. Proprio dal mito pesarese parole di grande delusione: “Il suo è stato un brutto gesto, in passato abbiamo puntato molto su di lui ma non siamo riusciti a gestirlo ed è stata una sconfitta”. Chi non ha invece usato mezzi termini è stato Crutchlow, pilota inglese di MotoGP: “Fenati non deve più salire su una moto, il suo team avrebbe dovuto cacciarlo via a calci. Merita di essere espulso”. In molti si aspettavano una decisione più drastica e non un cartellino rosso per due turni, cioè l’esclusione dal Motomondiale 2019 se non addirittura la radiazione. La prima l’ha fornita intanto il “Marinelli Snipers Team”. Pesante anche quello che il giornalista Guido Meda – ormai sinonimo di Motomondiale – ha scritto nel suo editoriale su SkySport: “Il suo gesto è volontario, orrendo e ha zero precedenti, due gare di squalifica ci sembrano francamente poche. Non per infierire su Fenati, anzi, per aiutarlo. Per aiutare lui e chi gli sta accanto in pista, lui e chi gli sta accanto nella vita e lo deve accompagnare a diventare grande, sportivo e responsabile”.

LA FEDERAZIONE – Il presidente della Federazione motociclistica italiana, Giovanni Copioli ha dichiarato: “Davvero un brutto gesto incomprensibile e vergognoso sotto ogni profilo. Si è sfiorata una tragedia perché a quella velocità, in rettilineo, le conseguenze potevano essere drammatiche. Posso capire la tensione agonistica e l’adrenalina fra Manzi e Fenati che stavano battagliando, ma questo supera ogni limite di correttezza sportiva e mette a repentaglio la vita. La nostra commissione disciplinare è intervenuta subito e ha sanzionato Fenati togliendolo subito dalla corsa ed infliggendogli altri due Gran Premi di squalifica. A mio parere, vista la gravità dell’episodio, sarebbe stata adeguata una penalizzazione più pesante. Davvero un peccato anche perché si tratta di un pilota italiano che dovrebbe essere già esperto. Il gesto  va contro ogni tipo di razionalità ed in particolare di valore sportivo che come Federazione perseguiamo e cerchiamo di trasmettere ai nostri atleti, soprattutto i più giovani”.

LE SCUSE – Il diretto interessato ha rilasciato a caldo una dichiarazione a Movistar Tv: “C’è stato un primo contatto in cui Manzi mi ha portato fuori pista, era davanti a me e poi l’ho superato. Dopo avermi superato, mi ha rallentato portandomi fuori pista per la seconda volta. Non dico che questa sia una giustificazione, ma credo che questo debba essere considerato, perché i piloti che corrono senza preoccuparsi degli altri rovinano le gare degli altri e questo non è giusto. La mia reazione non è stata una bella mossa, è stato un gesto pericoloso per me e per lui. Non voglio giustificarla, ma vorrei che fosse vista in prospettiva”. Oggi, sul suo profilo Facebook, Fenati chiede scusa: Questa mattina, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo! Un uomo avrebbe finito la corsa e poi sarebbe andato in direzione gara per cercare di ottenere giustizia per i precedenti episodi. Non avrei dovuto reagire alle provocazioni. Le critiche sono corrette e comprendo l’astio nei miei confronti. Voglio scusarmi con tutti quelli che credevano in me e tutti quelli che si sono sentiti feriti dalla mia azione. È uscita un’immagine di me e dello sport tutto, orribile. Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa! Nella mia carriera, sono sempre stato un pilota corretto. L’anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione, non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida. È vero, purtroppo ho un carattere impulsivo, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male ad un pilota come me ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anch’io avrei potuto fargli delle scorrettezze così come lui le aveva appena fatte a me! Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee”.

LA MADRE – A difenderlo anche la madre Sabrina che ha rilasciato una dichiarazione a “Il Resto del Carlino” quando ancora non sapeva che il contratto con MV Agusta sarebbe stato strappato: “Manzi ha provato più volte a buttarlo giù e questa cosa mi è dispiaciuta molto visto che i due ragazzi saranno compagni di squadra nella prossima stagione. Mio figlio è stato provocato, ma poi devo ammettere che il suo gesto è stato sbagliato. Probabilmente, aveva in corpo tanta adrenalina e tutti conosciamo il suo caratterino. E’ caduto nelle provocazioni. Mi rattrista che ci siano arrivate minacce di morte, qualcuno ha scritto addirittura offese alla sua ragazza. Tanti ascolani hanno attaccato Romano e, nella maggior parte dei casi, si tratta di persone che generalmente si comportano peggio di lui. Chi critica questo ragazzo non sa che alle sue spalle c’è una famiglia e che lui è molto buono”.

Oltre alla carriera, la vicenda lede anche irrimediabilmente l’immagine di un ragazzo che nell’arco di 24 mesi è riuscito a gettare alle ortiche due “jolly” che un suo coetaneo si sognerebbe tutte le notti. Proprio come i suoi successi inanellati sulle moto fin da bambino, anche in questo Romano Fenati è riuscito a battere un record.

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