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L’Asur fa chiudere il Maxi Bar,
il proprietario: «Via al restyling
Daremo nuova vita al locale»

ANCONA - Il controllo dell'esercizio tra via delle Palombare e via Maggini diventato negli anni un punto di riferimento per l'intera città, è stato eseguito qualche settimana fa dagli ispettori dell'azienda sanitaria e dai carabinieri. Sono state riscontrate alcune irregolarità che hanno stoppato il servizio di alimenti e bevande. Il titolare Sturani ne ha approfittato per restaurare il bar, commissionare lavori edili e dare nuova linfa all'attività conosciuta da tutti nel capoluogo
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Il Maxi Bar

 

Dalla chiusura forzata alla riapertura in grande stile. È la rinascita del Maxi Bar, il locale situato tra via delle Palombare e via Maggini, conosciuto da tutta la città per il folklore che lo contraddistingue da sempre. Da un paio di settimane l’attività gestita da Massimo Sturani è chiusa al pubblico. Questo perché gli ispettori dell’Asur, durante un controllo coadiuvato dai carabinieri della Montagnola, hanno rilevato delle irregolarità che hanno portato all’emissione di sanzioni amministrative di circa 3 mila e 500 euro. In questi casi, viene consentito ai vari locali un periodo di tempo per poter sopperire alle mancanze rilevate e “mettersi in regola”.

Massimo Sturani

Il Maxi Bar, famoso per le sciarpe delle squadre di calcio appese al soffitto, i graffiti sui muri e le sagome dei personaggi cult degli anni ’80 e ’90, ha deciso di cogliere la palla al balzo e restaurare tutti i locali. I lavori stanno procedendo e dovrebbero essere conclusi per la seconda settimana di ottobre. Il nuovo bar/ristorante sarà diverso dal punto di vista estetico, ma continuerà a far emergere in qualche modo l’anima che l’ha contraddistinto negli anni. «Quando si cade − afferma il titolare Massimo Sturani − poi ci si rialza. Quando sono iniziati i lavori ho ricevuto tanta solidarietà da parte di amici, conoscenti, ma anche di persone che non mi conoscono direttamente. Toglieremo tutte le sciarpe e le metteremo in una teca, ma i colori biancorossi continueranno a dominare. L’idea è quella di raccogliere tutti gli oggetti che ornavano il locale, bandire un’asta e poi donare il ricavato in beneficenza».

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