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Torna il Festival Kum! di Recalcati,
seconda edizione dedicata
al tema “Risurrezioni”

ANCONA - Dal 19 al 21 ottobre la Mole diviene palcoscenico per il dialogo non solo di specialisti della clinica - psicoanalisti, psichiatri, medici, pedagogisti - ma anche di filosofi, storici, scrittori, teologi che hanno, in forme diverse, una presa diretta sul tema della cura dei differenti volti della sofferenza: del malato, della Polis, della Terra e di noi stessi. Tra gli appuntamenti il dialogo sulla "Possibile Risurrezione della sinistra" con Concita De Gregorio ed il sindaco Valeria Mancinelli
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Lo psicanalista, Massimo Recalcati, ideatore e direttore scientifico di Kum!

 

Sarà dedicata al tema “Risurrezioni”, la seconda edizione del Festival “Kum!”, ideato e con la direzione scientifica dello psicanalista Massimo Recalcati, che si terrà alla Mole vanvitelliana di Ancona, dal 19 al 21 ottobre prossimi. Un tema che sembra essere già insito nello stesso titolo del festival. Kum! È la parola che Dio rivolge a Giona e Gesù a Lazzaro: Alzati! Una parola che è diventata «chiave delle pratiche della cura» spiegano Massimo Recalcati ed il filosofo Federico Leoni, coordinatore scientifico della manifestazione. «Nella parola Kum! è contenuto il grande tema del rinnovamento della vita laddove la vita pare morta, finita, gettata in uno scacco fatale. In questo secondo anno di Kum! è il mistero contenuto in questa parola a riunirci: è possibile rialzarsi quando l’esperienza della caduta, della malattia, del fallimento, della catastrofe appare senza rimedio? È possibile una vita dopo la morte, tema caro alle religioni, ma è possibile ridare vita ad una vita che sembrava perduta, ricostruire una città che è stata distrutta, ritrovare un popolo che sembrava privato di ogni forma di identità, restituire un volto umano alla vita dopo l’esperienza dell’orrore? Nella grande metafora cristiana della resurrezione è in gioco la forza della vita che resiste alla tentazione della morte e della distruzione. Ma anche l’evento della sorpresa che accompagna il “miracolo” dell’uscita dal sepolcro. Ebbene non sono proprio questa resistenza e questa sorpresa – intesi laicamente – al centro di ogni avventura di cura? Certamente possono apparire esemplari alcuni casi ritenuti senza speranza che, nel corso di una cura, risorgono contraddicendo i protocolli e le previsioni prognostiche più nefaste. Può accadere con bambini colpiti da malattie rare, con giovani afflitti da patologie mentali gravi, con studenti ritenuti dall’istituzione scuola senza speranza, con territori e città che hanno fatto esperienza – solo apparentemente irreversibile – della distruzione. Ma più in generale la resistenza alla distruzione e la sorpresa della vita che non cede alla morte, accompagnano anche i passi quotidiani della nostra esperienza più comune: testimoniare che non tutto è morte, non tutto è devastazione, non tutto è destinato a finire, che risorgere è un compito della vita».

Per il secondo anno consecutivo così la Mole diviene palcoscenico per il dialogo non solo di specialisti della clinica – psicoanalisti, psichiatri, medici, pedagogisti – ma anche di filosofi, storici, scrittori, teologi che hanno, in forme diverse, una presa diretta sul tema della cura dei differenti volti della sofferenza: del malato, della Polis, della Terra e di noi stessi. Ancona diviene così la città in cui i temi del welfare, della politica sanitaria, del disagio, della cura e delle sue possibili declinazioni filosofiche e sociali vengono trattati in modo multidisciplinare, con un linguaggio chiaro e accessibile per un pubblico eterogeneo per età e formazione.

Il programma. Il festival è organizzato in sezioni: le Lectio, con importanti nomi della filosofia, della psicoanalisi, della letteratura e della medicina; i Dialoghi e le Conversazioni su temi salienti del mondo della cura; i Ritratti di grandi pensatori; le Letture; Lo sguardo di Ippocrate; la Psicologia da tè con letture e pensieri sui grandi classici della psicoanalisi, davanti a una tazza fumante di infuso; gli Aperitivi filosofici; A cena con l’autore; Cineocchio; la Presentazione.

Le Lectio magistralis
Quattro le lectio in programma: venerdì 19 Stefania Carnevale, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ferrara e membro della Commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario del Ministero della Giustizia, affronta il tema “Risorgere dal carcere”. La pena come riabilitazione fra ideale e reale.
Due gli appuntamenti di sabato 20: il filosofo Rocco Ronchi con “Kum! Dal soggetto razionale all’ ‘anarca’ populista”. Kum!, in filosofia, è l’appello kantiano rivolto all’uomo perché esca dallo stato di minorità intellettuale in cui è tenuto dal principio di autorità. Nella modernità si è risposto in due modi a questo appello: da un lato con la rivendicazione della libertà della ragione, che si guadagna in un’incessante lotta contro l’errore; dall’altro, con il diritto assoluto all’errore, contro la libertà solo razionale del soggetto. La “libertà” che il populismo xenofobo e razzista vuole oggi garantire, proteggere, estendere ed emancipare da ogni vincolo, è questa tragicomica libertà esistenziale: la libertà dell’“anarca”.
Lo psicoanalista francese Bernard Toboul risponde alla domanda: “Dopo il trauma, la vita?”. La psicoanalisi si è sempre confrontata con il trauma e, anzi, si può dire che ha inventato il concetto stesso. Ma che cosa se ne fa? E che cosa se ne fa un soggetto nella sua vita?
Domenica 21 è la volta di Massimo Recalcati, con la lectio dal titolo “Lutto e risurrezione nella pratica clinica e nel lavoro dell’arte”. L’esperienza del lutto è un’esperienza di perdita: non solo dell’oggetto amato, ma del mondo intero. È possibile risorgere dalle ceneri di un lutto? Cosa insegnano la psicoanalisi e il lavoro dell’arte?

I Dialoghi
I filosofi Federico Leoni e Gianluca Solla si interrogano su “Deposizione come risurrezione. Da Masolino a Bill Viola”.
Il medico anestesista Francesca De Pace, che da 30 anni si occupa di donazione e trapianto, il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa e il chirurgo dei trapianti Andrea Vecchi si confrontano su “Donazione, trapianto: emozione”“La psicoanalisi, quando una vita ricomincia a vivere” è il titolo dell’incontro con la psicoanalista Silvia Lippi e il filosofo Romano Madera.
La saggista e autrice radiofonica Gabriella Caramore e Fulvio Ferrario, teologo e pastore valdese, parlano di “Risurrezione: l’illusione di un avvenire?”.
Di “Vere e false risurrezioni” dialogano il sociologo del lavoro Federico Chicchi e lo scrittore Domenico Starnone: partendo dai personaggi dell’ultimo libro del narratore napoletano, “Le false resurrezioni” – tre quarantenni alle prese con i loro grandi e piccoli fallimenti e con i loro tentativi di ricominciare – ci ricordano come la smobilitazione dei diritti, la precarietà dell’impiego e il dramma della disoccupazione facciano spesso da sfondo a vicende in cui si intrecciano la fine drammatica di un progetto e il rinascere imprevisto della speranza.
“La cura come pratica di fabbricazione dell’essere” è una riflessione dello psicoterapeuta argentino Aldo Becce e dell’epistemologa Luigina Mortari: cos’è la cura? È una sola o ci sono tanti tipi di cura?
Le voci di Massimo Recalcati e dello scrittore Paolo Giordano si intrecciano per descrivere “L’Eresia giusta”: nell’ultimo libro di Giordano, “Divorare il cielo”, emerge con forza il potere eretico del “no?”. Non adattarsi alle convenzioni porta sempre con sé un rischio di morte, insieme alla possibilità della rinascita.
«È possibile una Risurrezione della sinistra?»: Paolo Marasca, assessore alla Cultura, alle Politiche giovanili e al Turismo del Comune di Ancona, lo chiede alla scrittrice e giornalista Concita De Gregorio e al sindaco di Ancona Valeria Mancinelli.

Le Conversazioni
“Desiderio e rinascita” sono al centro della conversazione tra gli psicoanalisti Francesco Giglio e Sara Riccardi e lo psichiatra Piero Feliciotti.
“Incontri con la sofferenza infantile”: una conversazione a tre voci è l’incontro con la psicoterapeuta Giorgia Cannizzaro, lo psichiatra Michele Rugo e lo psicoanalista Uberto Zuccardi Merli: tre testimonianze della difficile sfida teorica e clinica di occuparsi del disagio infantile e di aiutare chi se ne occupa.
Le psicoanaliste Maria Laura Bergamaschi e Monica Carestia propongono una riflessione sulla scuola nell’incontro: “Il corpo insorto. Amare le vite storte”. Assieme agli allievi dell’istituto Podesti Calzecchi Onesti di Ancona, affrontano il tema di una scuola capace di rinnovare le vite e di coltivare il desiderio, soprattutto in quei ragazzi che il sistema vorrebbe dare per persi.
Un confronto tra religioni diverse è quello proposto da don Luigi Epicoco, teologo e scrittore, il monaco buddista italiano Lama Paljin Tulku Rinpoce e il rabbino e scrittore Roberto Dalla Rocca in “Alzati!
Risvegliati! Forme della rinascita tra buddhismo, ebraismo e cristianesimo”.

I Ritratti
Cinque le grandi figure che il festival racconta. Friedrich Nietzsche tratteggiato dalla filosofa e scrittrice Susanna Mati.  Il filosofo Simone Regazzoni racconta il suo maestro, Jacques Derrida, il più attento tra i filosofi contemporanei al legame tra vita e sopravvivenza, vita e ritorno spettrale del morto. Il terzo ritratto è quello di Carl Gustav Jung, ad illustrarlo Romano Madera. Il filosofo Luca Bagetto presenta invece San Paolo, mentre l’ultimo ritratto è affidato al filosofo Federico Leoni, che racconta di Edmund Husserl e della sua ultima opera: “La crisi delle scienze europee”.

Le Letture
Kum! dedica un ciclo di incontri a quattro fondamentali autori, di ieri e di oggi, raccontati attraverso una delle loro opere più significative.
Massimo Recalcati parla del libro “La strada” di Cormac McCarthy; il filosofo Federico Ferrari racconta Cristina Campo, una delle più grandi saggiste del Novecento italiano, attraverso il saggio “Attenzione e poesia”; la scrittrice e drammaturga Valeria Parrella legge l’”Antigone” di Sofocle e l’autore Marco Belpoliti propone due versioni di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, quella del 1947 che lessero solo duemila persone e quella del 1958 che si legge ancora adesso.

Lo sguardo di Ippocrate
Il gioco d’azzardo patologico e le esigenze di formazione continua degli operatori impegnati sul campo per combattere quella che si presenta come un’emergenza sarà al centro de “La terapia nel disturbo di gioco d’azzardo” con lo psicologo e psicoterapeuta Leopoldo Grosso. La cucina è la protagonista dell’incontro “Potenzialità e prospettive della cooking therapy”, un vero e proprio cooking show in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi e la cooperativa Lavoriamo insieme, con il neuroscienziato Antonio Cerasa e il giornalista e scrittore Marco Ferrazzoli.
Il medico Ernesto Burgio e la psicologa Daniela Lucangeli parlano di “Genio e follia. Morte e rinascita dell’Io”, indagando – tra scienza e riflessione – i poli estremi della genialità e della follia, con particolare attenzione all’età evolutiva, all’emergere del talenti e alle basi neurofisiologiche dello sviluppo.

A completare il programma. Cineocchio, con Andrea Bellavita; La Psicologia da tè, con la psicoanalista Claudia Tinti, lo psicoanalista Andrea Panìco e Maria Laura Bergamaschi; gli Aperitivi filosofici, per tutti e tre i giorni del festival alle 19, nel Foyer della Mole Vanvitelliana, tenuti da tre giovani ricercatori: Elena De Silvestri, Alessandra Campo e Alessandro Foladori.

E ancora: A cena con l’autore con il poeta e scrittore Umberto Piersanti (20 euro, su prenotazione); La Presentazione: “Ci vorrebbe tanta colla. Il terremoto nelle Marche” è un libro che racconta l’attività dei volontari Ape (Associazione di Psicologia dell’Emergenza) che hanno operato nelle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto. Intervengono gli autori del volume; KUM! Live(s), l’evento speciale nel foyer della Mole, per festeggiare questa seconda edizione e scoprire insieme le anticipazioni dell’edizione 2019. In programma musica dal vivo, aperitivo e dance floor e tutti gli appuntamenti con le attività collaterali del festival.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e liberi fino ad esaurimento posti, ma per gli incontri più attesi è possibile assicurarsi un posto con una donazione di 20 € al festival, con la quale si riceve una KUM!Card, la fidelity degli amici di KUM!
I possessori della card hanno diritto a prenotare un posto riservato agli incontri che preferiscono tra quelli prenotabili: sul sito www.kumfestival.it la lista degli incontri e le modalità di iscrizione.

Per informazioni: www.kumfestival.it – 339.4048493
Facebook: @Kumfestival

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