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Indagine macrobiotica, i figli di Pianesi:
«La verità sulla morte di nostra madre»

INTERVISTA ESCLUSIVA - Marco e Matteo Pianesi sono i figli di Gabriella Monti e del fondatore dell'associazione Upm indagato per omicidio volontario aggravato della donna. Dopo mesi di silenzio decidono di raccontare l'accaduto: «Nessuno sa la verità meglio di noi, vivevamo sotto lo stesso tetto e mangiavamo lo stesso cibo, sono tutte calunnie. Nostro padre non si è opposto alle cure anzi l'ha fatta ricoverare per due mesi in ospedale a San Severino»
domenica 30 Set 2018 - Ore 16:39
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Matteo e Marco Pianesi

 

di Marco Ribechi

Marco e Matteo Pianesi sono i due figli nati dall’unione tra il fondatore dell’associazione Un Punto Macrobiotico Mario Pianesi e Gabriella Monti, deceduta per malattia il 22 settembre del 2001 a soli 43 anni. Secondo la Procura di Ancona Mario Pianesi avrebbe segregato la moglie colpita da ictus spingendola a saltare le visite mediche e imponendole un regime alimentare tossico a base di cereali che ne determinò il decesso. L’accusa del pm Paolo Gubinelli è di omicidio volontario aggravato. Per la prima volta Marco e Matteo vengono allo scoperto raccontando la storia della malattia della donna.

Perché oggi dopo tanto silenzio avete deciso di parlare pubblicamente?

«La situazione è infamante e ormai inverosimile, ci fa molto male. Non siamo mai intervenuti sui fatti precedenti perché, pur avendo piena fiducia in nostro padre e gli altri indagati, sono fatti che non conosciamo direttamente. Ora però si sta parlando di nostra madre, abbiamo vissuto al suo fianco la sua malattia e il suo dolore, giorno dopo giorno. Nessuno più di noi conosce la verità. Sentiamo il bisogno di difenderne la memoria anche se questo vuol dire far riemergere un passato doloroso. Mai avremmo pensato di doverne parlare a 17 anni di distanza».

Il referto medico in cui il cardiologo Domenico Guerra sconsiglia l’intervento al cuore

I problemi di salute di vostra madre risalgono al 1997 quando fu colpita da un ictus che le compromise l’uso del braccio sinistro e della parola. Voi avevate 11 e 14 anni, cosa ricordate?

«La sera precedente c’era stata una festicciola tra amici a casa nostra, una serata allegra. Al risveglio però la trovammo semiparalitica che cercava di parlare con nostro padre. La situazione era grave e subito la portò in ospedale, prima a Macerata e poi ad Ancona. L’ictus fu causato da una stenosi mitralica di cui non era a conoscenza».

I medici le suggerirono di operarsi al cuore ma lei rifiutò, fu vostro padre a forzarla?

«Ricordiamo perfettamente che fu lei più volte a esprimere la volontà di non sottoporsi all’operazione. Decise di cercare un miglioramento nella macrobiotica e vorremmo ricordare che in Italia vige l’articolo 32 della Costituzione che assegna all’individuo libertà di scelta sul sottoporsi o meno al trattamento sanitario. Per anni il cardiologo di Pesaro Domenico Guerra monitorò il suo stato di salute, abbiamo i referti che lo provano. Lui stesso il 29 marzo del 1998 ribadì l’inopportunità di un intervento chirurgico e nel dicembre del 1999 certificò il “brillante superamento dell’evento ischemico”. Tutte le relazioni in nostro possesso fino a questa data mostrano notevoli miglioramenti del suo stato di salute».

Marco e Matteo Pianesi al mare con la madre a Civitanova

Dopo questo evento però fu segregata in casa da vostro padre e controllata da altri adepti.

«Un malato che fa una vita riservata non è segregato. Ci siamo spostati in campagna per agevolare la sua guarigione, nella stessa casa dove ancora abitiamo. Non era autosufficiente, non poteva guidare e per questo c’era chi la aiutava, ad esempio accompagnandola al mercato. Lei usciva quando e come voleva. In estate nostro padre affittava per due mesi una casa al mare a Civitanova dove passavamo le vacanze tutti insieme. Facevamo delle passeggiate, ci portava alle giostre, diverse persone venivano a trovarci. Nonostante la malattia è sempre stata felice, non aveva ansia o paura del futuro, era positiva».

Dopo l’ictus nel 2001 ha una ricaduta a causa di una epatite acuta tossica, la procura sostiene che fu causata dal regime alimentare imposto da vostro padre.

«E’ sempre stata perfettamente consapevole e responsabile delle sue azioni, era una donna forte, non era influenzabile. Conosceva perfettamente la macrobiotica, teneva corsi di cucina, anche volendo non poteva essere ingannata in questo campo. Inoltre vivevamo sotto lo stesso tetto e mangiavamo insieme. A volte poteva capitare che ci fossero delle preparazioni per lei ma di solito condividevamo lo stesso cibo».

Quale era il pensiero di vostra madre sulla Macrobiotica?

«E’ stata centrale nella nascita e lo sviluppo dell’Associazione Un Punto Macrobiotico, nel 1980 fu socia fondatrice e ne sposava completamente la filosofia. Durante gli anni in cui l’associazione cresceva è sempre stata attivamente a fianco di nostro padre occupandosi delle relazioni con i soci e chi faceva parte di questo movimento. Il suo contributo è stato determinante perché era in grado di coltivare rapporti umani basati sull’amicizia».

Marco Pianesi legge un referto medico di quando la madre era ricoverata in ospedale

Ma vostro padre sostiene che i dottori sono tutti assassini, questo le avrebbe impedito di curarsi adeguatamente.

«Non ci risultano queste affermazioni. Ne è prova che dal 1995, epoca del primo convegno “Macrobiotica e Scienza”, ha sempre cercato un dialogo con la medicina e la scienza. Inoltre è stata anche ricoverata per circa due mesi all’ospedale di San Severino dove nostro padre voleva assolutamente che rimanesse in osservazione, anche questo è testimoniato dai referti dei dottori».

Ad ottobre 2013 il suo corpo fu riesumato e cremato, c’è l’ipotesi che sia stata un’idea di vostro padre per far sparire alcune prove

«Menzogne, abbiamo preso la decisione tutti e tre insieme. La legge imponeva il trasferimento della salma interrata, abbiamo scelto di cremarla per conservarne le ceneri in casa, non volevamo finisse in un loculo. Anche di questo siamo in possesso di tutta la documentazione. Nostra madre era una persona libera che ha portato avanti la filosofia che aveva scelto, lei e nostro padre non meritano tutte queste calunnie, prenderemo provvedimenti legali affinché emerga la verità».

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