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Nuovo pozzo Eni, Aic:
«Ci batteremo perché non prenda vita»

ANCONA - Il movimento politico Altra Idea di Città fa appello ai cittadini ed ai Comuni di Ancona e di Falconara perché presentino osservazioni alla richiesta di costruzione del pozzo avanzata dalla multinazionale entro il 1° dicembre, come previsto dalla legge. «Sarà il primo fronte su cui saremo impegnati»
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Altra Idea di Città in un flah mob contro l’inquinamento (foto d’archivio)

 

Sessanta giorni di tempo provare a bloccare il progetto di costruzione di un nuovo pozzo di perforazione tra Ancona e Falconara avanzato da Eni. Altra Idea di Città chiama a raccolta i cittadini per presentare, secondo i termini di legge, osservazioni al progetto entro il limite ultimo del 1° dicembre prossimo. «È il primo fronte su cui impegniamo il nostro movimento politico» afferma Aic. 

La richiesta avanzata dalla multinazionale dell’energia prevede la costruzione di un nuovo pozzo di perforazione a soli 35 km dalla costa tra Ancona e Falconara.
L’iter burocratico per concedere il via libera alla piattaforma è al vaglio del Comitato tecnico per la valutazione sull’impatto ambientale (Ctvia). La richiesta è stata avanzata l’8 agosto scorso dalla società Eni al ministero dell’Ambiente. Altra Idea di Città pronta a bloccare l’iter ed invita i cittadini a fare lo stesso: «Tutti i cittadini, ma anche i i Comuni di Ancona e di Falconara, possono presentare osservazioni al progetto entro 60 giorni dalla presentazione di suddetta richiesta. L’ Art 4 comma 3 del codice dell’Ambiente recita che “La valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalità di assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica”. In una nota la società Eni − prosegue il movimento − dichiara che non sussisterà “nessun disturbo alla salute pubblica e all’ambiente”. Ci chiediamo come questo sarà possibile dal momento in cui quotidianamente la città di Falconara, e di riflesso quella di Ancona, è invasa da esalazioni tossiche e/o residui di materiale catramoso sulla spiaggia antistante la Raffineria. È di pochi giorni fa il ritrovamento di grumi di morchia di idrocarburi sulla spiaggia di Falconara. Di fronte a tutto questo Altra Idea di Città continua a sostenere le lotte ambientali cittadine, dal Comitato Trivelle Zero al Comitato Mal’aria di Falconara, ribadendo la necessità di una nuova politica energetica alternativa, che punti all’eliminazione delle fonti fossili e tuteli l’ambiente e per questo si batterà affinché questo nuovo pozzo non prenda vita. C’è in ballo la salute della nostra città e del nostro territorio.
La domanda − conclude il movimento −resta dunque sempre la stessa: come è possibile continuare ad investire nelle energie fossili, nonostante gli accordi presi a livello globale e nonostante le promesse dell’attuale Governo che, durante la campagna elettorale e negli anni, ha sempre sostenuto politiche energetiche alternative? Come mai ora cambia strategia? Davvero i poteri economici giocano un ruolo cosi importante da soppiantare il diritto costituzionale alla salute e all’ambiente?».

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