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Ostello della Gioventù, l’Aig nazionale:
«Interessati al nuovo bando,
ma il Comune faccia la sua parte»

ANCONA - Il segretario nazionale dell'Associazione italiana alberghi della gioventù, Carmelo Lentino, interviene sulla chiusura dell'edificio di via Lamaticci. L'Aig, in concordato preventivo, «è operativa ed in campo per riacquisire la struttura, purché l'amministrazione provveda alla ristrutturazione ed a sposare la nostra nuova "filosofia" di gestione». Tensioni con il vecchio comitato regionale dell'associazione, guidato da Battucci, ora costituitosi in una nuova associazione
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L’ingresso dello’ostello della gioventù di via Lamaticci ad Ancona

 

Carmelo Lentino, segretario Aig nazionale

 

di Giampaolo Milzi

Porte sprangate dal novembre scorso per inagibilità via via cronicizzatasi, l’Ostello della Gioventù di Ancona rientra all’odg della politica amministrativa e in vista di una sua riapertura – dai tempi che si preannunciano purtroppo lunghi – batte un colpo “chiarificatore e di cauto interesse” l’Associazione italiana alberghi della gioventù (Aig), il cui Comitato regionale aveva tentato di alleviare le gravi sofferenze strutturali dell’immobile che ha gestito per tanti anni al civico 7 di via Lamaticci.

Prima delle elezioni comunali del 10 giugno scorso, l’assessore municipale al Patrimonio e ai Lavori pubblici, Paolo Manarini, aveva giustificato in parte i gravi ritardi della riapertura dell’ostello «con le difficoltà nel rinnovo degli organi direttivi del Comitato regionale Aig» e con il fatto che l’Aig nazionale «è rimasta invischiata in una procedura fallimentare per cui si attendete l’eventuale ok del giudice per un concordato preventivo». Ok che, per il Comune, sarebbe dovuto arrivare genericamente l’anno prossimo. Ma le cose non stanno così, secondo Carmelo Lentino e Filippo Capellupo, rispettivamente segretario e presidente dell’Aig nazionale. Lentino sì è incontrato lunedì scorso con Manarini, mentre venerdì della scorsa settimana Capellupo aveva avuto un faccia a faccia con l’assessore comunale Paolo Marasca (Cultura, Turismo e Poliche Giovanili). I chiarimenti di Lentino: «L’Aig è pienamente operativa, l’ipotesi del fallimento è pura fantasia. Già nell’ottobre 2017 il Tribunale di Roma ha ammesso il concordato preventivo in continuità (dell’attività Aig, ndr.) e ora si attende a fine gennaio prossimo la votazione dei creditori sulla bontà del nostro piano economico». Dunque Aig in buona salute e attiva, «oltre che in buoni rapporti col Comune di Ancona, con cui non abbiamo alcun contenzioso», aggiunge Lentino. E se le cose stanno così, si terrà conto anche dell’Aig nazionale, nel corso del summit di Giunta ristretta convocato da Manarini per il 31 ottobre, per ripartire da zero e discutere della rinascita dell’ostello, compreso il delicato capitolo identificazione dei fondi a bilancio per i lavori necessari e l’annunciata volontà di emettere un bando aperto a tutti i soggetti che ne hanno diritto, per l’affidamento della nuova gestione.
L’Aig nazionale, sulla questione, non è mai uscita di scena. Lentino: «Del resto è stato il nostro Comitato regionale a gestire “storicamente” l’Ostello di Ancona ottenuto in concessione diretta dal Comune. E in teoria abbiamo tutte le carte in regola, le migliori, per riavviarlo, vista la nostra vastissima esperienza anche all’estero e il nostro prestigio. Siamo nati nel 1945. E nel 1948 l’Aig è stata riconosciuta con decreto del presidente della Repubblica come ente morale-assistenziale, di cui da sempre fanno parte i rappresentanti di ministeri come quello del Turismo e dell’Istruzione. Inoltre l’Aig ha firmato un protocollo d’intesa con l’Anci per lo sviluppo del turismo scolastico e sociale ed è affiliata al marchio internazionale Hostelling International». Dunque, quando arriverà il bando per la nuova gestione sarete interessati? «Calma. Vero che Ancona è una piazza strategica. Ma dovremo prima valutare il progetto di rilancio del Comune e le condizioni e i presupposti strutturali».

Già, le condizioni strutturali: inagibilità dello stabile di via Lamaticci confermata dai vigili del fuoco; mancata garanzia del rispetto delle norme antincendio; presenza di infiltrazioni d’acqua in alcune delle camere capaci complessivamente di 56 posti letto; caldaie per il riscaldamento da sostituire; deficit funzionali dei pannelli solari installati sul tetto e mai entrati in funzione. Tutte questioni attinenti alla manutenzione straordinaria irrisolte dall’amministrazione che ne ha competenza. Quindi, prima condizione per partecipare al bando da parte di Aig «una struttura di nuovo perfettamente a norma». E poi? Lentino: «Il bando dovrà seguire la nostra “filosofia” generale, ovvero trasformazione degli ostelli in centri di ricettività aggregativi, in link con le realtà territoriali locali, con spazi comuni implementati, laboratori culturali, una biblioteca, stanze per piccole imprese giovanili specializzate in creazione di start up, secondo i migliori standard nazionali e internazionali. Certo non ci interesserà più un ostello costretto a chiudere a mezzanotte, come avvenuto in passato in via Lamaticci».

Le tensioni tra Aig nazionale e Aig regionale. Capitolo a parte, i rapporti tesissimi tra l’Aig nazionale e l’associazione autonoma Alberghi della Gioventù/Comitato Marche fondata già anni fa proprio dai componenti del Comitato regionale Aig che ha gestito l’ostello, ovvero da Lamberto Battucci (presidente), dai suoi due vice Sergio Rigotti e Giluio Petti e dal consigliere Marco Martinengo, riconosciuta dalla Giunta regionale come associazione senza scopo di lucro di promozione sociale. Una fronda «in polemica con la politica del direttivo Aig nazionale e con la latitanza del Comune in riferimento ai lavori di messa in sicurezza mai attuati», ha spiegato più volte Battucci, intenzionato comunque a partecipare come concorrente al bando comunale. Lentino: «Hanno fatto la registrazione in Regione senza che ne sapessimo nulla. E soprattutto il Comitato regionale Aig di Battucci che ha gestito l’ostello è stato sciolto dal nostro presidente nazionale e commissariato il 15 settembre 2017, e Battucci non è più socio Aig. Verificheremo se esiste davvero questo suo Comitato autonomo. Ma non ha senso. Inoltre lo hanno chiamato Comitato Marche dell’Aig, un’operazione ingannevole, perché l’acronimo Aig è tutelato dal 1948. Quindi tuteleremo il marchio se necessario dopo aver consultato i nostri legali, potremmo far causa a Battucci e i suoi». Infine, una ulteriore stoccata a Battucci & C: «L’ostello di via Lamaticci, che era di loro competenza, ha chiuso non solo per questioni strutturali, ma anche gestionali».

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