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Il degrado del covo dello spaccio:
né luce né acqua e cibo avariato
Quante altre vittime della droga?

ANCONA - Dopo l'arresto del 36enne nigeriano accusato di aver abusato sessualmente di una 22enne dipendente dall'eroina, la Squadra Mobile cerca altre possibili vittime cadute nell'orrore di via Pergolesi, dove avevano trovato rifugio componenti della comunità nigeriana
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Un momento della perquisizione in via Pergolesi

 

In quella casa dell’orrore, dove cibo avariato ed escrementi a vista si univano in pochi metri quadrati, quante ragazze sono passate per procurarsi eroina e cocaina con il rischio di venire stuprate in uno stato di semi coscienza? E’ questa la domanda di fondo dell’inchiesta portata avanti sul campo dagli agenti della Squadra Mobile dopo il salvataggio di una 22enne anconetana, vittima – secondo l’accusa – di continui abusi da parte dell’uomo considerato il boss dell’appartamento, il 36enne  Adetifa Adejoju Isaac. Era lui, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo che dettava legge in via Pergolesi 32, una palazzina su due piani abitata abusivamente da lui e da altri connazionali che ora verranno espulsi. L’appartamento, durante il blitz della Mobile, è stato trovato in condizioni pietose: senza luce, senza acqua e con un degrado presente in ogni stanza. Vestiti ammassi ovunque, resti di cibarie e rimasugli di un festino a base di droga erano stati ritrovati dalla polizia alle prime luci del giorno dello scorso martedì. In quell’occasione, il 36enne – che aveva aizzato il suo pitbull contro un ispettore della Narcotici – era finito in arresto per detenzione ai fini di spaccio. Assieme a lui, erano stati scovati 8 nigeriani: 7 uomini e una donna, tutti irregolari. Avevano passato la notte in quell’appartamento, proprio come la 22enne strappata alle violenze perpetrate da Isaac negli ultimi tre mesi. Ma oltre a lei, quante altre ragazze frequentavano il covo di via Pergolesi per procurarsi droga? Di sicuro, negli ultimi mesi era stato riscontrato dai residenti uno strano via vai. Qualcosa di losco, di sospetto che poteva far presupporre come in quella casa avvenissero incontri tra clienti e spacciatori. Il retroscena degli abusi sessuali è emerso dopo la deposizione fiume portata dalle 22enne alle poliziotte della sezione della questura che si occupa dei reati di genere. Il sospetto della procura è che oltre a lei, altre giovani siano state abusate sotto l’effetto degli stupefacenti. La ricerca affannosa della dose quotidiana, più forte di qualsiasi altra cosa, avrebbe impedito loro di gridare aiuto e denunciare le possibili violenze avvenute tra le mura del covo dello spaccio.

Stordita con l’eroina e poi violentata: fine dell’incubo per una 22enne Arrestato il boss dello spaccio (Video)

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