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Stordita con l’eroina e poi violentata:
fine dell’incubo per una 22enne
Arrestato il boss dello spaccio (Video)

ANCONA -È il nigeriano di 37 anni che la mattina del 6 novembre aveva aizzato il suo pitbull contro i poliziotti durante una perquisizione antidroga. avvenuta in una palazzina di via Pergolesi. Entrando i casa, oltre alla droga, era stata trovata la giovane, ancora inibita dalla droga che aveva assunto la notte precedente. Per tre mesi sarebbe stata abusata dallo straniero, considerato uno dei massimi gestori, tra la comunità africana, del mercato degli stupefacenti. È accusato di violenza sessuale aggravata e continuata
sabato 10 Nov 2018 - Ore 11:01
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Foto d’archivio

 

di Federica Serfilippi

Prima le avrebbe concesso di fumare eroina per poi approfittare di lei in una condizione di semi coscienza dettato dal consumo di droga. Gli abusi sessuali, secondo l’ipotesi formulata dalla procura, sarebbero andati avanti per almeno 3 mesi, interessando una ragazza anconetana di 22 anni, dipendente dall’eroina. La Squadra Mobile della questura l’ha trovata distesa su un letto durante la perquisizione antidroga avvenuta nei giorni scorsi in una palazzina di via Pergolesi. In quell’occasione era stato arrestato un 37enne nigeriano,  Adetifa Adejoju Isaac, che aveva aizzato il suo pitbull contro gli agenti, ferendo uno alla mano. Sarebbe stato proprio lui, considerato dagli inquirenti uno dei massimi boss della comunità nigeriana, ad approfittare della 22enne dopo averle venduto droga quasi quotidianamente. L’uomo si trova ora in una cella di Montacuto con l’accusa di violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti aggravata. E’ stato prima un fermo, poi una misura cautelare del gip a spedirlo in carcere. La giovane, che vive con i genitori e lavora regolarmente, ha raccontato degli abusi subiti alle specialiste della questura che si occupano di reati di genere e coordinate dalla responsabile di sezione Tiziana Maccari.

Un momento della conferenza stampa dove è stata presentata l’operazione

Non è stato facile far emergere il contesto del baratro in cui era caduta a partire dalla fine dell’estate. Sarebbe stato il fidanzato, anche lui dipendente da droghe, a metterla in contatto con il nigeriano di via Gianbattista Pergolesi per il reperimento dell’eroina. Lei sarebbe andata a reclamare la sua dose quasi ogni giorno. Sono stati contati tra i 15 e i 20 episodi di abusi sessuali. Avvenivano, stando a quanto raccontato dalla vittima, dopo il consumo di droga, quando ormai erano partiti i freni inibitori. E’ in uno stato di semi coscienza che il nigeriano avrebbe approfittato della 22enne, incapace di reagire o comunque di opporre resistenza. Le violenze sarebbero avvenute alla presenza di altre persone, connazionali del 37enne e trovate in parte durante la perquisizione di martedì scorso. Nessuno avrebbe mai mosso un dito per aiutare l’anconetana. La ragazza, che è stata sottoposta al protocollo previsto per le vittime di abusi sessuali, ha sostenuto di aver continuato a frequentare via Pergolesi con la speranza che le violenze prima o poi finissero. C’è voluto l’abile lavoro delle poliziotte guidate dal vice questore Carlo Pinto per farle capire che lei, per tre mesi, aveva subito veri e propri abusi sessuali. L’eroina le aveva offuscato così tanto la mente da non farle comprendere che era finita in una sorta di trappola che poteva portarla alla morte, proprio come è accaduto a Pamela Mastropietro e Desirèe Mariottini. La ragazza, almeno per ora, non ha nominato un avvocato per sostenerla nel procedimento che vede sotto accusa il suo presunto aguzzino, regolare in Italia. Gli inquirenti stanno cercando altre possibili vittime del nigeriano, difeso dal legale Giovanni Sabbatini. Gli altri connazionali scovati al momento del blitz (7 uomini e una donna) sono tutti irregolari. Per loro è iniziato l’iter per l’espulsione dal territorio italiano.

 

 

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