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Emergenza morti per amianto:
Cgil, Cisl e Uil incontrano
il vice prefetto Di Nuzzo

INCONTRO - Sono quattro le città marchigiane, tre nella provincia di Ancona (Ancona, Falconara e Senigallia) nelle quali la percentuale per morti da mesotelioma (patologia tipica di chi è stato a contatto con le fibre di amianto) è tra le più alte d'Italia. Questo il tema al centro dell'incontro tra le segreterie regionali dei tre sindacati ed il rappresentante di Palazzo del Governo
venerdì 30 novembre 2018 - Ore 16:11
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I segretari regionali delle sigle confederali delle Marche, Fioretti (Uil), Barbaresi (Cgil) e Rossi (Cisl) (foto d’archivio)

 

Sono quattro, tre della provincia di Ancona, le città marchigiane che spiccano tra le prime 100 italiane con un’alta percentuale di morti per mesotelioma, la patologia mortale tipica di chi ha lavorato a contatto con le fibre di amianto. I dati, resi noti dall’Istat, sono stati al centro dell’incontro tra le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, ieri (29 novembre) ed il vice vicario prefetto di Ancona, Clemente Di Nuzzo. Ancona, Falconara, Senigallia e Pesaro sono le quattro città sulle quali pesa l’allerta amianto.
Tra le proposte sindacali, presentate al vice prefetto, accolte con attenzione e sensibilità, la necessità del riconoscimento delle vittime da malattie professionali e non, la possibilità di prorogare al 2019 le richieste di riconoscimento, velocizzare l’iter burocratico per l’individuazione di patologie legate all’amianto e per l’erogazione delle prestazioni.
Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil considerato il forte impatto nelle Marche delle morti per mesotelioma, hanno chiesto e già fissato un incontro con l’assessore regionale all’Ambiente per una verifica delle aree da bonificare e, con l’Asur, per monitorare i casi di patologie collegate all’amianto.

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