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Alle Muse arriva il dirompente
Show di Shechter

L'INTERVISTA - Il coreografo israeliano, considerato una star della danza, "una combinazione tra un danzatore e una rockstar, con la sensibilità del regista cinematografico", firma coreografia e musica dello spettacolo in tre atti. Una performance che l'artista definisce una «cavalcata selvaggia»
martedì 4 Dicembre 2018 - Ore 11:37
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Il coreografo Hofesh Shechter, ph. Hugo Glendinning

 

di Adriana Malandrino

È la serata di Hofesh Shechter. Al Teatro delle Muse andrà in scena questa sera il dirompente Show, per il quale il coreografo israeliano ha firmato coreografia e musiche. Una sorta di star nel mondo della danza, che The Times non esita a descrivere come “una combinazione tra un danzatore e una rockstar, con la sensibilità del regista cinematografico”.

Ad Ancona arriva con un’esclusiva regionale (Marche Teatro ha già collaborato con il coreografo nella coproduzione internazionale Grand Finale nel 2017) e otto danzatori selezionati nel mondo: Show, originariamente commissionato e creato per il prestigioso Nederlands Dans Theater, è un’esplosivo e potente spettacolo di danza in tre atti, The Entrance, Clowns ed Exit. Definito nelle note come una performance “malvagia e selvaggia; combinando la coreografia audace, esilarante e tribale di Shechter con una colonna sonora pulsante, Show ruota attorno a un gruppo di artisti anarchici che recitano le loro parti in un macabro circo di commedia, omicidio e desiderio. Show offre una visione pungente e comica di un mondo sottosopra dove gli sciocchi possono essere re e i re possono essere degli sciocchi, danzata nell’indimenticabile stile della compagnia in un mix di danza, teatro e rock”.

Shechter che cosa l’ha spinta a diventare danzatore e coreografo e qual è lo stimolo per sempre mettersi in gioco in ogni nuova produzione?

«Ho danzato in una compagnia giovanile di danza folk quando ero giovane, poi sono entrato all’accademia di danza a Gerusalemme, e poi nella compagnia Batsheva a Tel Aviv, lavorando con il fantastico Ohad Naharin. Tutte queste esperienze mi hanno reso molto affamato e curioso nei confronti del mondo della danza. La cosa migliore della danza è, a dire il vero, un qualcosa di difficile da descrivere, è un potere che risiede nel momento della performance stessa ed è connesso al fatto che il lavoro viene eseguito di fronte a un pubblico. È un’esperienza condivisa ed è probabilmente la miglior definizione che posso dare in risposta alla sua domanda sul perché io faccia coreografia».

Come la sua cultura e le sue origini influenzano i suoi lavori?

«Tutte le mie esperienza passate influenzano il mio lavoro. È difficile dire in che modo esattamente, probabilmente è una cosa che avviene a livello inconscio, e non che sia io a decidere realmente le cose».

Cosa devono aspettarsi gli spettatori assistendo a Show? E quali sono le prime tre parole che le vengono in mente pensando a questa coreografia?

«Una cavalcata selvaggia, una serata in cui si scherza riguardo a un problema serio, o forse attraverso la quale si riflette con serietà su quanto ridicola sia la gente, quanto ridicoli siamo noi. Show è divertimento, ma è anche doloroso, caotico, rumoroso. È confuso, ironico, umiliante e, in qualche modo, piuttosto bello».

Ha firmato coreografia e musica di Show: quanto coreografia e musica si influenzano e dialogano?

«La musica e la coreografia sono state sviluppate in contemporanea. Così mentre di giorno provavo in studio con i danzatori, la sera lavoravo sulla musica, e queste due cose si nutrivano l’una con l’altra e traevano ispirazione l’una dall’altra. È importante per me che esse siano connesse molto strettamente, in modo da fornire un’esperienza potente, un’esperienza totale».

Cosa ha chiesto ai danzatori durante il lavoro di creazione e come mai lo spettacolo è diviso in tre parti?

«Ho chiesto ai danzatori di giocare con me. Di essere leggeri, creativi e di sperimentare, in modo da non essere condizionati e legati ad alcuna educazione. Così da far emergere qualcosa di grezzo, reale e forte. Il lavoro è diviso in tre parti perché tutto necessita di un inizio, di una parte centrale e di una fine».

In scena i giovani danzatori selezionati in tutto il mondo: Robinson Cassarino, Natalia Gabrielczyk, Adam Khazhmuradov, Neal Maxwell, Zunnur Sazali, Juliette Valerio, Emma Farnell-Watson, Riley Wolf. (ore 20.45, 071 52525, biglietteria aperta da un’ora prima dell’inizio).

Una foto di scena di “Show” ph. Rahi Rezvani

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